Redazione

di Edoardo Levati

Caro Igli, ti scrivo perché sto notando delle incongruenze tra le tue dichiarazioni e i fatti riguardanti il mercato: hai promesso a noi tifosi una Lazio competitiva su tre fronti (Campionato, Coppa Italia, Europa League), avete parlato di una rosa completa già per il ritiro di Auronzo di Cadore, ma in questi primi accenni di mercato si è parlato quasi esclusivamente del mercato in uscita (Keita, de Vrij, Biglia).

Una Lazio competitiva difficilmente può prescindere da tutti e tre i calciatori, a meno che non si decida di intervenire seriamente sul mercato, acquistando giocatori di un certo calibro e non i Taison e de Roon che non sono assolutamente ai livelli dei loro predecessori. Basterebbe sacrificare uno di questi tre giocatori, incassare quei 20/30 milioni e reinvestirli sui reparti che necessitano rinforzi (i terzini, il vice Immobile).

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Keita Balde

Vista la difficoltà economica, un giocatore come Cataldi sarebbe preferibile trattenerlo piuttosto che mandarlo in prestito: tecnicamente e tatticamente non penso sia peggio di alcuni nomi che lo andrebbero a sostituire. Preferisco un giocatore italiano e attaccato alla maglia rispetto a un giocatore straniero che considera la Lazio come un albergo.

Il rinnovo di Inzaghi è stato molto importante per la Lazio del futuro, un tecnico preparato e che dà molto spazio ai giovani. Spero che la società rispetti gli accordi con Inzaghi e che costruisca una squadra competitiva, un piccolo sforzo in questa finestra di mercato potrebbe ricompensare la società con l’accesso in Champions League che darebbe prestigio e fondi alla squadra.

La società sta cercando sul mercato il successore di Keita, ma un anno fa sarebbe bastata la proposta di un contratto da due milioni concludendo la trattativa, ed eliminando il rischio di perdere il giocatore a parametro zero. Questo è uno dei tanti errori di valutazione che si sono verificati negli ultimi anni, errori che riducono la possibilità di accedere direttamente alle fasi a girone della Champions League e di fare un buon cammino nelle coppe europee.