Redazione

I ben informati, almeno quelli che arrivano da oriente, non hanno dubbi. Anzi, hanno fissato addirittura la data. Il 4 novembre Carlo Ancelotti sarà annunciato come nuovo allenatore del Guangzhou Evergrande, che alla fine della stagione divorzierà dal suo attuale tecnico, il campione del mondo 2002 Felipe Scolari. Niente anno sabbatico, niente nazionali, niente clamorosi ritorni su panchine già frequentate. A convincerlo, pare, i colloqui con il Commissario Tecnico della Cina, Marcello Lippi, il cui obiettivo è sì guidare la nazionale, ma anche aiutare il movimento a crescere in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2022, dato che ormai il pass per la Russia è andato.

Lippi vuole Ancelotti per far crescere il movimento cinese

E quale idea migliore che portare al Guangzhou, sette volte campione di Cina negli ultimi sette anni, uno dei tecnici più conosciuti e vincenti del mondo? Una vetrina importante per il club e per la Federazione, tanti tanti soldi a Carletto. Sembra tutto sensato, tutto consequenziale. Ma siamo sicuri che Ancelotti possa effettivamente accettare l’offerta che viene dal paese del Dragone? Che dopo essere stato Re, King, Rey, Roi e König, l’ex tecnico del Milan voglia davvero sedersi da imperatore sul trono di giada? A prima vista, sembra una scelta poco alla Ancelotti. Che di certo potrebbe farsi ingolosire dal contratto faraonico che gli offrirebbe il Guangzhou Evergrande, ma che sicuramente potrebbe avere richieste molto più importanti e gradite.

Milan e Chelsea potrebbero richiamarlo

Ballano, ad esempio, due panchine che Carletto conosce bene. Quella del Milan, con Montella aggrappato con forza a un posto che sembra comunque destinato a perdere, e quella del Chelsea, con Conte che sente sempre più nostalgia dell’Italia e i Blues che cominciano a capire quanto gli manchi Ancelotti, accompagnato alla porta da Abramovic nel 2011 dopo un double nella prima stagione in carica e un secondo posto in Premier League in quella successiva. Ma, nonostante l’addio, al tecnico Londra è rimasta nel cuore e non gli dispiacerebbe certo tentare un Ancelotti bis alla corte di Sua Maestà. Poi in realtà le panchine traballanti sarebbero tre, perchè Ventura non è esattamente in cima alla hit parade della FIGC. Ma alla nazionale Carletto non ci pensa, vuole continuare ad allenare sul campo almeno per qualche anno ancora.

Il problema è la competitività del calcio cinese

Ecco, è l’amore di Ancelotti per la sfida, per la competizione, per il lavoro che fa, che sembra allontanarlo davvero dalla Cina. Perchè forse non ci si deve fidare al 100% delle parole di Tevez, che ha descritto il campionato cinese con parole poco lusinghiere, ma è certo che il fascino ed il livello della Chinese SuperLeague non sono esattamente enormi. E che davanti a una chiamata illustre dal Vecchio Continente, pare difficile che preferisca imbarcarsi verso l’altro capo del mondo. E quindi questa Cina, per Carletto quanto è effettivamente vicina? Aspettiamo e ne sapremo di più.