Redazione

Lucas Moura vicino al trasferimento nella Chinese Super League. Stretta sugli acquisti permettendo, perchè il Beijing Gouan sta cercando qualche escamotage che gli permetta di pagare al PSG il prezzo richiesto (che non dovrebbe discostarsi molto dai 40 milioni spesi dai transalpini per il suo cartellino) senza incorrere nelle ire del governo cinese, che dopo le campagne acquisti faraoniche dei club hanno deciso di ridurre le possibilità di spendere e spandere. Ancora nulla di ufficialmente definito, ma il calcio europeo rischia di perdere un altro talento verdeoro in favore del campionato con gli occhi a mandorla. Lucas Moura non sarebbe infatti certo il primo brasiliano alla corte del dragone…

I predecessori di Lucas Moura: Oscar…

Chi pensava che la Chinese Super League sarebbe stata una nuova MLS, una lega appetibile solo per calciatori a fine carriera, ha capito veramente male. A dimostrarlo ci sono fior di campioni che, allettati dai faraonici stipendi offerti dai club, hanno deciso di trasferirsi a Pechino e (più o meno…) dintorni, anche quando magari avrebbero potuto approdare a squadre di livello mondiale. O magari, provenendo proprio da una di esse. L’esempio migliore è forse quello di Oscar. Il ventiseienne paulista ha lasciato il Chelsea all’inizio del 2017 ma, nonostante l’interesse di big europee come l’Inter o la Juventus, ha preferito accettare la proposta dello Shanghai SIPG, un quadriennale da 25 milioni di euro a stagione. Tanti soldi, certo, ma uno spreco per il calcio brasiliano, che a causa della scarsa validità agonistica del campionato cinese rischia di perdere il calciatore in ottica Seleçao.

…ma anche Hulk, Alex Texeira e Pato

Allo Shanghai, Oscar ha trovato due connazionali: Elkeson, attaccante classe 1989 che è ormai in Cina dal 2013, e soprattutto Hulk. L’ex Porto e Zenit è un altro di quelli che ha deciso di sposare la causa del calcio cinese, convinto alla soglia dei trent’anni dallo stipendio da nababbo garantito dal club della Regina del Sud. Data l’età, la scelta del due volte calciatore portoghese dell’anno è quasi più comprensibile, ma possibile che un attaccante prolifico come Hulk non avrebbe fatto comodo a qualche grande club europeo? Per non parlare di Pato: dal Milan, al Chelsea, per finire al Tianjin, quando avrebbe potuto fare la differenza ovunque. E quindi è davvero solo una questione di soldi? Pare di sì, come dimostra il caso Alex Texeira: 27 anni, grandi stagioni in Ucraina ed in Champions con lo Shakhtar e poi…dieci milioni di euro a stagione, una cifra che nessuno nel Vecchio Continente avrebbe mai offerto ad un calciatore di talento, ma non certo un top player.

C’è anche chi scappa, come Paulinho

Ma non è tutto oro (anzi, tutti yuan) ciò che riluce. Di fronte a un massiccio afflusso di calciatori brasiliani, c’è anche qualcuno che in Cina è durato davvero poco. Come Paulinho, che si è trasferito al Guangzhou Evergrande nel 2015, ma che non ha esitato neanche un secondo a tornare in Europa quando ha chiamato il Barça, pagando la clausola rescissoria di 40 milioni al club appena preso in mano da Fabio Cannavaro. E, strano a dirsi, Paulinho dimostra anche che non è necessariamente vero che la Cina è il cimitero dei calciatori, che se decidono di tornare hanno perso abitudine al calcio che conta. Il brasiliano si è inserito alla perfezione in blaugrana e sembra non aver mai lasciato il Vecchio Continente. Che sia un segnale della crescita della Chinese Super League? Chissà. Intanto, si avvi…Cina un nuovo talento proveniente dal Sudamercia. Per un campionato in cui all’oro degli sponsor si aggiunge il verde del Brasile…