Redazione

Occhio a mandorla? No, grazie. Meglio uno più imparziale. E poi quello elettronico. Tutto il mondo, in fondo, è paese. E la Cina non fa differenza. Il campionato è stato vinto dall’Evergrande con qualche giornata di anticipo, ma nel corso delle ultime partite, fra scarsa preparazione e qualche risultato sospetto si è deciso di correre ai ripari…

Il calcio, in Cina, è una cosa seria

Gli investimenti milionari della Chinese Super League non possono cozzare con arbitraggi scadenti, o peggio ancora, con sospetti di combine. Dunque, la Lega locale ha deciso si affidarsi a fischietti stranieri nelle ultime quattro giornate di campionato per garantire la maggiore regolarità possibile. Gli arbitri sono stati ingaggiati dalle confederazione asiatiche o, per le partite di cartello, da quelle europee. In queste ultime quattro giornate anche il buon Eriksson, l’arbitro di Roma-Chelsea, ha seguito le orme di Marco Polo. Dal prossimo anno, invece, si cambia ancora: gli arbitri stranieri saranno in campo sin dalla prima giornata e in più nella Chinese Super League verrà introdotto il VAR.

La federazione cinese ha idee chiare

L’idea è quella di stabilire una cooperazione internazionale con i migliori arbitri stranieri, in modo da garantire direzioni di qualità, e, nel contempo, accelerare il processo di crescita dei fischietti locali, spesso non all’altezza delle attese di un torneo che, nelle idee del governo, deve fungere da vetrina del made in China. L’obiettivo è noto: Jinping ha promesso, in campagna elettorale, di trasformare il paese in una potenza sportiva mondiale. E, a differenza di altri lidi, l’elettorato e il consiglio hanno impresse bene in mente le promesse ricevute. Mantenerle è un obbligo civile: dunque, meglio prevenire che curare.

Già nel 2009 in Cina è scoppiato uno scandalo che Calciopoli, in confronto, è una bega condominiale fra vicini di casa. L’ultimo episodio particolarmente sospetto, fra l’altro, risale a poche settimane fa, quando il Quanjan di Fabio Cannavaro ha preso quattro reti dal Teda nel derby del 23 settembre. Ecco perchè il rush finale del campionato, che deve decretare chi si qualificherà al terzo posto (valido per la qualificazione alla Champions asiatica) è seguito e “moviolato” a dovere. E da occhi non proprio a mandorla…