Redazione

di Luca Marchetti e Maurizio Compagnoni

Abbiamo chiesto ai nostri opinionisti di SkySport la loro personale lettura della paradossale situazione che sta vivendo il Milan, tra closing rinviati e milioni di euro sotto forma di acconto che continuano ad arrivare, non si sa bene da parte di chi, sul conto dei rossoneri.

Marchetti: “Milan, neverending closing”

La grande sorpresa è stata quella di ritrovarsi di fronte a un ulteriore rinvio. A questo punto della trattativa dopo le prime due proroghe nessuno pensava ci potesse essere una terza. Perché dopo il secondo rinvio, quello dei famosi 200 milioni di euro, la giustificazione principale era: ma chi è che butta 200 milioni di euro a fondo perso se non ha gli altri? È solo un problema tecnico, le banche hanno avuto problemi a far uscire capitali dalla Cina, eccetera eccetera… poi arriva fine febbraio, preparativi febbrili di conferenze stampa, annunci, incontri. Infine un pranzo con tanti sorrisi e un silenzio quasi assordante. I primi spifferi, le prime crepe. Rischia di saltare tutto, non si fa più nulla. Ma no rinviano, no entrano in quota. Alla fine il mistero si è risolto. Il closing è rinviato di altri trenta giorni a patto che vengano versati altri 100 milioni di euro come caparra a fondo perduto. Tutto risolto? No. Obiettivamente no. A parte che bisognerà aspettare almeno il 10 marzo (termine ultimo per presentare la caparra) per sapere se ufficialmente tutto sarà rinviato, ma quello che preoccupa di più sono una serie di ferite che si riaprono. Le polemiche che c’erano state nei mesi scorsi sulla natura di nuovi possibili proprietari con l’andar del tempo si erano dissipate. Ora riprenderanno, impossibile che non sia così. Per magari tacersi fra 30 giorni, ma probabilmente la caparra migliore è rispondere alle domande e togliere dal tavolo ogni tipo di dubbio.

milan senza berlusconi

Silvio Berlusconi insieme a Fabio Capello, ai tempi allenatore del Milan.

CHI SONO QUESTI INVESTITORI
Intanto chi sono questi investitori? Finora non abbiamo mai saputo i nomi, non sono stati comunicati. Che fine ha fatto Yonghong che ha parlato soltanto una volta all’Ansa e poi nulla più? Chi sono gli investitori che – pare – si siano sfilati all’ultimo? E soprattutto è possibile che veramente si siano tirati indietro all’ultimo minuto, a poche ore dalla conferenza stampa che si stava organizzando in Italia? Perché consegnare caparre per 300 milioni di euro (vale a dire più della metà del valore del Milan) e non comprare una quota del Milan stesso? Come verranno reperiti questi 150 milioni che mancavano ora? La solidità economica di SES quanto è solida, visto che il Milan ha bisogno di essere mantenuto e rinvigorito. Ecco quali sono le domande che si stanno facendo i tifosi del Milan. Quelle che se dovessero avere una risposta rischiarerebbero, e non poco le nubi, che si sono addensate sul futuro rossonero. Inutile ora parlare di nomi, di trattative, di rinnovi. Ora servirebbero delle risposte, prima di tutto. Prima dei 100 milioni per la nuova caparra. Perché poi tutto il resto filerebbe liscio, senza intoppi. La Cina è entrata nel calcio europeo sempre con grandi programmi e grandi investimenti. E sempre con grande mistero (almeno all’inizio). In questo caso sarebbe necessario invertire la tendenza.

Compagnoni: “Una trama surreale con dei pro”

Sembra una trama surreale quella attorno al closing del Milan. E non solo questa trattativa con Sino Eurrope Sports. E’ stata surreale anche la precedente con Bee Taechaubol che per tutti era diventato mister Bee. Sì, perché una trattativa per l’acquisto del 48% del Milan a 480 milioni non ha senso. Al di là del valore esagerato, per quanto siamo in presenza di uno dei club più prestigiosi al mondo, non si ricorda a memoria un imprenditore che paga una cifra enorme per non avere voce in capitolo come sarebbe stato inevitabile con il 48% e il 52% in mano all’altro socio. E veniamo a Sino Europe Sport. Anche quelli di SES sembrano dei benefattori. Perché se Berlusconi si impunta, e ha tutto il diritto di farlo, può mettersi in tasca i 200 milioni della caparra. Un bel regalo, anche per uno degli uomini più ricchi d’Italia. Il popolo rossonero è in subbuglio. Teme la fregatura e il sospetto è legittimo. Vediamo di capire i pro e i contro che aleggiano attorno a Sino Europe Sport. Partiamo dai contro. Se un gruppo in tanti mesi ha chiesto ripetuti rinvii arrivando, al momento, a versare meno della metà del dovuto c’è fortemente da dubitare sulla sua solidità, sulla sua forza economica. I soci che vanno e vengono come fossimo all’ingresso di un supermercato alimentano comprensibili dubbi. Anche se SES dovesse riuscire a tirare su i soldi necessari per acquistare la società riuscirebbe difficile da capire come potrebbe, in tempi brevi, trovare il budget necessario da investire sul mercato. Hanno promesso 150 milioni per rinforzare il Milan. Ma se non trovano ancora i soldi per comprare la società, riesce difficile immaginare che possano avere così tanti soldi da riversare sul mercato.

Donnarumma è uno dei gioielli del Milan.

QUALI SONO I PRO DELLA CESSIONE?
E adesso valutiamo i pro. Innanzitutto Berlusconi che, per motivi legati alla sua immagine di uomo pubblico ma, ancor di più, per l’amore che ha per il Milan, non potrebbe mai mettere la società in mani sbagliate. Non avrebbe senso una mossa del genere. Poi gli uomini che affiancherebbero i cinesi in questa avventura. A livello tecnico Fassone e Mirabelli. Non siamo in presenza di due sprovveduti ma di due professionisti seri che hanno esperienze importanti nel curriculum. Nel CDA entrerebbero due personaggi come Roberto Cappelli e Marco Patuano, non certo due figure anonime. Il primo è un avvocato di uno degli studi più prestigiosi d’Italia e che ha avuto un ruolo determinante nel passaggio della Roma agli americani. Il secondo è uno dei manager più importanti d’Italia: fino a poco tempo fa amministratore delegato di un colosso come Telecom Italia e adesso a capo di una holding del gruppo Benetton. Tra l’altro accanito tifoso milanista. Due così non potrebbero mai sposare un progetto di un gruppo di avventurieri. Se hanno deciso di entrare nel CDA è perché hanno avuto delle garanzie. Una cosa è certa: questo continuo posticipare la chiusura della trattativa penalizza il Milan nell’immediato. Impossibile lavorare sul mercato e potrebbe diventare complicato trattenere il neo maggiorenne Donnarumma. Raiola scalpita e per il Milan non è una buona notizia.