Ignazio Castellucci

Mentre si avvicina l’inizio dei Giochi invernali di Pyeongchang, il prossimo 9 febbraio, continua il gioco delle parti tra i governi delle due Coree e quello nordamericano, che potrebbe forse portare a una reale distensione dopo i giochi, oppure a una ripresa del clima da guerra-non-proprio-fredda che stava montando nella regione fino all’annuncio di Capodanno di Kim Jong-un, sulla disponibilità nordcoreana a partecipare ai Giochi.

Sul Posticipo abbiamo dato ampia copertura alla vicenda, agli annunci e alle attività che si sono susseguite, evidenziando come l’occasione sportiva sia diventata un palcoscenico e al tempo stesso un elemento di questa importante partita politica.

Poliziotto buono, poliziotto cattivo

Continuano le attività annunciate, sia “buone” che “cattive”: sciatori del Sud (non partecipanti ai Giochi) si sono allenati ieri e oggi a Masikryong, in Corea del Nord, insieme agli atleti nordcoreani che parteciperanno ai giochi nella discesa e nello sci di fondo. Un charter della compagnia aerea sudcoreana Asiana ha portato gli sciatori del sud in Corea del Nord, e un altro riporterà al Sud questa sera sia gli sciatori del Sud che quelli olimpici del Nord – in parte contraddicendo le sanzioni che anche il governo sidcoreano si è impegnato a mantenere. Le atlete nordcoreane che faranno parte della squadra di hockey del sud (12 in totale, ne saranno impiegate 3 per ognuno dei quattro incontri previsti nel girone eliminatorio, incluso quello politicamente “sensibile” col Giappone) sono già nei pressi di Pyeongchang.

Al tempo stesso, un evento culturale misto con artisti del Sud e del Nord, che era stato programmato per oggi al Monte Kumgang – un luogo panoramico molto bello della Corea del Nord, ma di importanza storica e identitaria per tutti i coreani – è stato annullato dal governo di Pyongyang, a causa della “mancanza di rispetto” mostrata verso Kim da alcuni manifestanti e da vari media sudcoreani, specie a seguito della visita al Sud, una decina di giorni fa, di un comitato di ispettori del Nord guidato da  Hyon Song-wol, l’attraente leader della band femminile di stato Moranbong.

Il governo di Seoul ha espresso rincrescimento per la cancellazione dell’evento sul Monte Kumgang ma senza esagerare, confermando che gli altri eventi culturali programmati, di cui abbiamo riferito nei precedenti articoli su questa vicenda,  si svolgeranno regolarmente. Da Pyongyang arriva conferma del fatto che il giorno 8 febbraio, il giorno prima dell’apertura dei Giochi, si terrà una grande parata militare.

Dai Giochi di Pyeongchang a quelli di Pyongyang?

I media sudcoreani sono divisi riguardo alla partecipazione degli atleti del Nord e alla sfilata sotto l’unica bandiera della Riunificazione. E così la società civile: negli ultimi dieci giorni la popolarità del presidente Moon è scesa di 8-10 punti percentuali, sotto il 60%, mentre i media di avversa posizione politica sottolineano, sfruttando una facile assonanza,  come l’essersi prestati al gioco abile di Kim Jong-un abbia trasformato i Giochi di Pyongchang nei “giochi di Pyongyang” – permettendo al dittatore del Nord di volgere a proprio vantaggio un evento costruito in anni di impegno dal governo, dalle autorità sportive e dagli atleti di Seoul .

Moon e i suoi sostenitori, d’altro canto, sottolineano come sia il caso di adottare un certo pragmatismo per tentare di ottenere comunque un migliroamento della situazione politica e di sicurezza nella penisola coreana e nella regione.

Dagli Stati Uniti, mentre da un lato il Presidente Trump evita di rivolgere minacce al governo di Pyongyang nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, due giorni fa, filtrano dall’altro indiscrezioni sulle crescenti attività di preparazione militare ai fini di un attacco preventivo, dopo i Giochi, ai siti strategici della Corea del Nord. E’ di oggi la notizia che Trump ha revocato l’incarico di Ambasciatore a Seoul già conferito da mesi e già approvato dal governo di Seoul, a Victor Cha, noto esperto di cose coreane, per essersi espresso contro l’utilità di un attacco militare preventivo. La sede diplomatica, vacante dal gennaio 2017, resterà vacante per almeno qualche mese ancora, nonostante il momento delicato.

Alla fine, potrà andare in entrambi i modi: un evento militare o un vero e proprio conflitto potrà verificarsi presto, ove i tre attori in gioco (e i due silenziosi convitati di pietra, Xi e Putin) sbaglino i loro calcoli e commettano qualche errore. Oppure potrà avviarsi un periodo più o meno lungo di reale allentamento della tensione se tutti giocheranno bene la loro partita, interpretando al meglio il loro ruolo di acrobati sul filo senza rete di protezione e uscendo tutti e tre, in diverso modo, vincitori.

I Giochi forniscono a tutti un palcoscenico che si presta alle iniziative multidimensionali, un’occasione unica e irripetibile per provare ad avviare a definizione – in un modo o nell’altro – una crisi politica annosa. Mi pare molto probabile che durante i Giochi vedremo accadere cose straordinarie, belle o brutte, dal punto di vista non solo sportivo.