Luca Marchetti

All’inizio sono arrivati in mezzo alla facile ironia. Il ‘Fozza Inda’ di Zhang senior aveva fatto il giro del mondo. La loro presentazione era sembrata una montagna di frasi fatte ad uso e consumo del più ingenuo dei tifosi: torneremo fra le prime 10 del mondo. Il ruolo di Kia Joorabchian e dei più potenti intermediari del mondo proprio il giorno della loro presentazione. La vicenda Mancini, l’era De Boer. Il casting. Sembrava un momento impossibile da superare.

Inter a corrente italiana

Sembrava davvero che venissero da un altro mondo. I milioni di euro spesi per Joao Mario e  Gabigol avevano sì dato speranza ai tifosi nerazzurri, da troppo tempo con la calcolatrice in mano, ma allo stesso tempo erano considerati un campanello d’allarme visto che in molto pensavano che non li valevano quei soldi lì… Insomma, di sicuro non un bel quadro. Poi sono arrivati i risultati che tutti si aspettavano, grazie a Pioli. La corrente italiana (Gardini e Ausilio) che ha avuto la forza e la pazienza di far capire il proprio punto di vista ha creato i presupposti per la normalizzazione e ora all’Inter con i milioni di euro di Suning si sentono in rampa di lancio.

Inter-Suning

Il portoghese Joao Mario, arrivato all’Inter per 45 milioni

L’affare Gagliardini ha rimesso tutto in ordine. E ha confermato la strategia: giovani, forti e possibilmente italiani. Questi vuole fare Suning. Vuole fare dell’Inter un punto di riferimento del calcio italiano nel mondo. Finora si sono sentiti tarpati dai legaccioli del fairplay finanziario (peraltro non ancora tutti gli obiettivi sono stati raggiunti), non capiscono perché se uno ha i soldi non può spenderli dove e come vuole. Ma da giugno la possibilità di investire ci sarà e allora i colpi non mancheranno. I tifosi interisti si stanno già sfregando le mani. Gli altri invece si chiedono: ma è credibile che l’Inter possa permettersi questi giocatori qui? Verratti, Bernardeschi, Berardi, Manolas… tanto per citare i primi. Sì, è possibile. Perché Suning vuole vincere subito. Non ha paura della concorrenza. Non ha paura della spesa. E non si ferma al campo. Vorrà proprio integrare il calciatori in un contesto di crescita globale del club. Dal marketing allo stadio, dal merchandising al centro sportivo.

E’ FINITA LA SCUOL DELL’OBBLIGO
Finora è come se ci fosse stato un periodo di apprendistato. Ora la scuola dell’obbligo sembra finita e l’Inter sta cominciando a divertirsi. E la serie A non può che avvantaggiarsi di questo. Visto che la Juventus è già stabilmente nel top 10 grazie al grande lavoro della famiglia Agnelli, di Marotta e Paratici. Visto che il Napoli e la Roma attraverso il gioco riescono ad insidiare (almeno ora) lo strapotere bianconero. Visto che fra poche settimana anche l’altra parte di Milano cambierà di mano (salvo clamorosissime sorprese) e anche i rossoneri potranno cominciare a spendere sui cartellini. La competizione aiuta lo spettacolo e aiuterà anche chi (come quest’anno l’Atalanta) lavorerà bene.

Inter-Suning

Steven Zhang, figlio del patron di Suning Zhang Jindong