Redazione

A pochi giorni dalla conclusione del forum di Pechino per la cooperazione internazionale all’interno dell’iniziativa “Belt and Road”, la città cinese di Changsha apre il 18 maggio, per tre giorni, le sale del recentemente inaugurato Changsha International Convention and Exhibition Centre e i cancelli dello stadio di calcio He Long – lo stesso in cui la nazionale cinese di Marcello Lippi due mesi fa conseguì la storica vittoria contro la Corea del Sud, mantenendo vive le sue speranze per la qualificazione al mondiale russo del 2018 – per ospitare il World Football Forum, il consiglio internazionale attualmente più sentito dal governo cinese.

Il World Football Forum nacque nel 2011 grazie a Eventica, l’agenzia inglese leader mondiale nel settore della comunicazione, come conferenza internazionale sul business del calcio, per consentire agli esperti di confrontarsi sui temi caldi emergenti relativi all’industria del gioco del pallone. Nel 2016, al termine di UEFA Euro 2016 in Francia, la sede designata per l’evento non poté che essere la capitale francese, dove tuttavia le discussioni si concentrano sui giovani mercati calcistici di Cina e India, confermando l’obiettivo proprio del forum di mettere in luce le nuove opportunità da cogliere nei Paesi in rapido sviluppo.

Sono sicuro che il calcio cinese darà il proprio contributo al calcio mondiale. Queste le parole dell’appassionato Presidente Xi nel settembre del 2015, pochi mesi dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Stato della riforma che sta trasformando il calcio cinese. Non si tratta più solamente di voci che arrivano in Europa per bocca dei mercanti della nuova Via della Seta, è stato messo tutto su carta e anche a bilancio: lo sviluppo del calcio domestico, la formazione di una nazionale competitiva a livello internazionale, ospitare il mondiale di calcio sono diventate priorità nazionali.

La Cina sta partecipando attivamente nella rivoluzione della geografia del calcio e l’appuntamento odierno rappresenta l’occasione migliore per discuterne, nella città capitale della Provincia Hunan che diede i natali al rivoluzionario Mao Zedong e che ora è uno dei centri designati dal governo per la costruzione e lo sviluppo di infrastrutture sportive dove cominceranno ad allenarsi a breve migliaia di giovani calciatori cinesi.

La fondazione e la crescita di settori giovanili di qualità a livello nazionale sarà proprio il tema bollente nei prossimi tre giorni di discussioni, già previsti caldissimi dai meteorologi. L’imperativo governativo è che il calcio debba essere conosciuto dal maggior numero possibile di  giovani cinesi. Detto fatto: sono già in fase di costruzione le scuole di calcio, entro il 2020 diventeranno 20 mila, a cui se ne aggiungeranno altre 30 mila entro il 2025.

Ma di fronte ai rappresentanti della Chinese Football Association, gli esperti, tra cui Adrian Bevington, ex managing director della Football Association inglese, Emanuel Macedo de Mereidos, una vita trascorsa tra UEFA, FIFA ed EPFL, Alisports, creatura del colosso cinese Alibaba Group specializzata in broadcasting e sponsorship, Misha Sher, vice presidente di Sport&Entertainment a MediaCom, e Subrata Butta, vice presidente di All India Football Federation, analizzeranno anche le recentissime tendenze dell’industria calcistica: dal rapporto tra i club e l’e-sport, alla trasformazione delle sponsorizzazioni in relazione a data e nuove idee, soffermandosi anche sul turismo dello sport, per infine commentare anche la situazione attuale del calcio indiano.

Durante la maratona di discussioni i più appassionati potranno ritagliarsi del tempo per una foto e uno scambio di battute con il sempre sorridente campione sportivo Ronaldinho e il suo Globe Street Team, ospiti d’eccezione per ricordare ancora una volta ai Cinesi che il miliardario business del calcio ha bisogno di essere alimentato, oltre che dalla politica, anche da un pizzico di genuina passione.