Adriano Stabile

90 anni fa nasceva Ferenc Puskas, il più grande calciatore ungherese di tutti i tempi, tra i più forti anche nel resto del mondo. Mezzala o seconda punta dalla tecnica sopraffina, mancino, potente nel tiro e fisicamente (pur essendo alto 1,72), capace di segnare valanghe di gol pur non giocando da centravanti, Puskas ha militato nell’Honved Budapest dal 1943 al 1956 (fino al 1950 si è chiamata Kispest) e poi in un formidabile Real Madrid, tra il 1958 e il 1966, prima di appendere gli scarpini al chiodo a 39 anni. L’ex asso ungherese, che indossava solitamente la maglia numero 10 ed era soprannominato “Ocsi” (fratellino), è morto il 17 novembre 2006 a Budapest, malato da tempo di Alzheimer.

Ferenc Puskas, il mito d’Ungheria

Ferenc Puskas

Un visto d’ingresso di Puskas per il Brasile del 1957

REGISTRATO IN RITARDO PER COLPA DEL PESCE D’APRILE
Non dovevano amare troppo i pesci d’aprile mamma Margit e papà Ferenc quando nasce loro figlio, chiamato anch’egli Ferenc, il 1° aprile del 1927 a Budapest. I due genitori registrano all’anagrafe il neonato con 24 ore di ritardo, sembra proprio per evitare che il compleanno del piccolo coincida con il giorno degli scherzi per antonomasia. Il padre, che di cognome fa Purczeld prima di cambiarlo in Puskas nel 1937, è calciatore del Kispest negli anni ’30 e, nello stesso club, diventa il primo allenatore del figlio.

Ferenc Puskas

Ferenc Puskas da ragazzo, già calciatore

I GOL A VALANGA: QUATTRO IN UNA FINALE DI COPPA DEI CAMPIONI
Alcune statistiche attribuiscono a Ferenc Puskas oltre 1.100 gol in carriera, considerando anche le gare amichevoli. I dati ufficiali parlano di almeno 375 reti in 354 gare ufficiali nell’Honved e 242 reti in 262 presenze nel Real Madrid. Limitatamente alle Coppe Europee ha firmato 36 gol in 41 gare.
Nella nazionale ungherese ha giocato 85 partite segnando 84 gol che, fino al novembre 2003, hanno costituito il primato mondiale di marcature in nazionale per un giocatore di calcio, battuto dall’iraniani Ali Daei, ex del Bayern Monaco, arrivato fino a quota 109.

Puskas, nominato colonnello senza mai imbracciare un fucile, in virtù del fatto che l’Honved è la squadra dell’esercito, segna il record di quattro gol in una finale di Coppa dei Campioni nel 1960, a 33 anni, quando il suo Real Madrid batte l’Eintrach Francoforte per 7-3 a Glasgow (le altre tre reti sono firmate da Alfredo Di Stefano).
In carriera vince quattro volte la classifica dei cannonieri nel campionato ungherese (segnando addirittura 50 reti nel 1947-48) e altrettante nella Liga spagnola (segnando tra i 20 e i 27 gol).

Ferenc Puskas nazionale

Ferenc Puskas con la maglia della nazionale ungherese

DATO PER MORTO, SCAPPA DALL’UNGHERIA
Nell’autunno 1956, in occasione della rivolta ungherese repressa nel sangue dall’esercito sovietico, Puskas lascia il proprio paese approfittando di una trasferta con la sua Honved. Inizialmente si diffonde la notizia, finita anche sui giornali italiani, che sia morto combattendo contro l’Armata Rossa. Squalificato dalla Fifa per due anni, come tanti suoi compagni accusati di non avere onorato gli impegni con il proprio club e la nazionale, Puskas torna a giocare nel 1958 con il Real Madrid presieduto da Santiago Bernabeu.

Ferenc Puskas Italia

Ferenc Puskas gioca a biliardo durante il suo soggiorno in Italia

GIOCA UN’AMICHEVOLE CON I TOSCANI DEL SIGNA
Durante i due anni di stop per squalifica Puskas, raggiunto all’estero dalla moglie Ersebeth (ex giocatrice di pallamano) con la figlia Anik, vive in Austria, Italia e Spagna. Corteggiato da Inter, Juventus, Milan e, soprattutto, dal Manchester United (nel 1958, dopo il disastro aereo di Monaco), Puskas, che tende notevolmente a ingrassare (arriverà a essere sovrappeso di oltre 15 chili), cerca di tenersi in forma giocando qualche partitella. Il 23 gennaio 1958 veste la maglia del Signa 1914, piccola squadra della periferia di Firenze, in una storica amichevole contro le riserve dell’Empoli.

Puskas Signa

Puskas, evidenziato in giallo, nel Signa il 23 gennaio 1958 (foto La Nazione)

LE VITTORIE IN UNGHERIA E CON IL REAL MADRID
Con la nazionale ungherese, guidata dal ct Gustav Sebes, vince l’oro olimpico nel 1952 a Helsinki e la Coppa Internazionale (progenitrice del campionato d’Europa) nel 1953 (aggiudicandosi il titolo di capocannoniere con 10 gol). Quella nazionale, soprannominata “Aranycsapat” (la squadra d’oro) per il suo calcio moderno fatto di pochi lanci lunghi e fraseggi veloci, ritmi alti e capacità tecniche, non riesce ad aggiudicarsi il Mondiale 1954 a Berna, battuta incredibilmente in finale dalla Germania Ovest per 3-2. Puskas arriva a quell’ultimo atto acciaccato, per un calcione a una caviglia rimediato sempre con i tedeschi, nella prima fase del torneo, quando l’Ungheria si era imposta facilmente per 8-3. Quella della finale di Berna è la prima sconfitta dei magiari dopo quattro anni (e 32 gare) di imbattibilità.

Puskas nell’Honved vince 5 campionati ungheresi mentre nel Real Madrid, al fianco di assi come Alfredo Di Stefano, Raymond Kopa, Francisco Gento ed Hector Rial, si aggiudica 3 Coppe dei Campioni (1959, 1960, 1966), cinque campionati, una Coppa Intercontinentale e una Coppa del Re.

Puskas corrida

Puskas, con Gento, si cimenta nella corrida nel 1962

HA VESTITO LA MAGLIA DI UNGHERIA E SPAGNA
Nella nazionale ungherese Ferenc Puskas gioca 85 partite realizzando 84 reti tra il 1945 e il 1956. Svariate fonti gli assegnano 84 partite con 83 gol perché una presenza (con relativa marcatura) gli viene attribuita soltanto nel 2002 quando la federcalcio magiara riconosce come ufficiale il match vinto 4-1 dall’Ungheria il 29 febbraio 1956 a Beirut contro il Libano.

Al suo fianco, in nazionale, giocano campioni come Sandor Kocsis, formidabile bomber poi passato al Barcellona, Zoltan Czibor, centrocampista finito anche lui ai blaugrana, e Nandor Hidegkuti, il primo falso nueve (all’epoca si diceva “centravanti tattico”) della storia. Il 25 novembre 1953 l’Ungheria è la prima squadra del continente nella storia a battere l’Inghilterra in casa, a Wembley, con uno storico 6-3. La rivincita, a Budapest il 23 maggio 1954, finisce addirittura 7-1 per i magiari. In entrambe le occasioni Puskas segna una doppietta.

Naturalizzato spagnolo, ha disputato anche 4 incontri (senza segnare) nella nazionale iberica, tra il 1961 e il 1962, partecipando con le “furie rosse” ai Mondiali di Cile ’62, sotto la guida del ct Helenio Herrera. Puskas è quindi tra i pochissimi giocatori ad aver disputato due mondiali con altrettante nazionali.

Puskas 1954

Ferenc Puskas ai Mondiali del 1954

DA ALLENATORE PORTA IL PANATHINAIKOS A UN PASSO DAL SOGNO
Dopo aver lasciato il calcio giocato Ferenc Puskas ha intrapreso una variegata carriera da allenatore, senza però raggiungere grandi club. La sua impresa più importante è aver condotto i greci del Panathinaikos alla finale di Coppa dei Campioni, nel 1971, persa contro l’Ajax di Cruijff per 2-0 a Londra. Mai nessun club della Grecia è riuscito, neanche successivamente, ad andare così vicino alla “coppa dalle grandi orecchie”.

Giramondo della panchina, ha allenato anche in Spagna (Alaves e Murcia), Stati Uniti (San Francisco Golden Gate Gales), Canada (Vancouver Royals), Cile (Colo Colo), Paraguay (Sol de America e Cerro Porteño), Arabia Saudita (la nazionale), Egitto (Al Masry) e Australia (South Melbourne Hellas) prima di tornare in patria a 66 anni nel 1993 e guidare, per un breve periodo, anche la “sua” nazionale ungherese. In Grecia, oltre alla panchina del Panathinaikos, ha conosciuto anche quella dell’Aek Atene.

Puskas Panathinaikos

Puskas alla guida del Panathinaikos

NELLA PROMENADE DI MONTECARLO POCO PRIMA DI MORIRE
Malato di Alzheimer sin dal 2000, Puskas viene aiutato nel 2005 dal Real Madrid che organizza un’amichevole contro una selezione ungherese per raccogliere fondi in suo favore. Poco prima di Natale del 2005 la Gazzetta dello Sport e gli organizzatori del premio Golden Foot hanno la bella idea di andare a trovare a Budapest l’ex campione, ormai gravemente malato, per premiarlo e prendere il calco del suo piede, successivamente inserito nella Promenade di Montecarlo, accanto alle impronte di tanti altri grandi fuoriclasse del calcio mondiale. Meno di un anno più tardi Puskas è morto.

Ferenc Puskas

Ferenc Puskas in età avanzata

IL SUO NOME SOPRAVVIVE IN PREMI E STADI
Nel 2002, quando è ancora in vita, gli viene dedicato lo stadio di Budapest, il “Nepstadion” (stadio del popolo) dove gioca la nazionale. Nel 2006, al suo funerale, il primo ministro Ferenc Gyurcsany lo definisce «il più famoso ungherese del ventesimo secolo».

Nel 2009 è stato creato dalla Fifa il “Puskas Award”, premio assegnato al gol più bello dell’anno. Nel maggio dello scorso anno il paesino toscano di Signa, dove Ferenc Puskas ha giocato un’amichevole nel 1958, gli ha dedicato il proprio piccolo stadio.

Puskas Real Madrid

Ferenc Puskas nel Real Madrid