Adriano Stabile

C’è stato un tempo in cui Giancarlo Antognoni, non ancora idolo della Fiorentina, stava per diventare un calciatore del Torino. Anzi, Antognoni, nel Torino, ha giocato anche una partita vera e propria: «A 15 anni mi ritrovai con la mia valigetta ad Asti – ha ricordato l’ex regista viola al “Corriere della Sera”, in un’intervista del febbraio 2011 – mi aveva acquistato il Torino, ma con il Toro giocai soltanto un’amichevole, un giovedì. Allenatore era quel sardo che portava il colbacco: Giagnoni. Poi mi volle la Fiorentina e Liedholm mi fece esordire nel 1972. A Firenze ho giocato fino all’87».

Quando Antognoni giocò nel Torino

Non è un giovedì, nel 1972, quando il 18enne Giancarlo Antognoni indossa la maglia granata, ma per il resto il suo ricordo è preciso: il futuro centrocampista della nazionale campione del mondo ’82 è un promettete talento che gioca nell’Asti Ma.Co.Bi., che detiene il suo cartellino in comproprietà con il Torino. Ad Asti si fa le ossa giocando in Serie D per due stagioni, tra i 16 e i 18 anni, fin quando non arriva il premio di indossare la maglia granata.

Antognoni Torino

Il titolo di Tuttosport del 1° maggio 1972, si parla anche di Antognoni

Accade di domenica, il 30 aprile 1972: la Serie A è ferma per una sfida di campionato europeo tra Italia e Belgio (finisce 0-0 a San Siro) e così il Toro organizza un’amichevole sul campo dei corregionali del Borgosesia, squadra di Serie D, provando questo ragazzo di cui già si dice un gran bene. Il risultato conta poco, i granata vincono 5-0, e il giovane Antognoni, che i giornali all’epoca spesso storpiano in Antonioni, fa una buona impressione. Entra nel secondo tempo indossando il suo numero di maglia preferito e si trova a suo agio al fianco di giocatori esperti come capitan Ferrini, Puia e Bui (Castellini, Pulici e Agroppi invece erano già sotto la doccia dopo la prima frazione di gioco).

UN RAGAZZONE ALTO E SMILZO: POTENTE NEL TIRO E PRECISO NEI PASSAGGI
«La novità più interessante era costituita dall’innesto, nella ripresa, di Giancarlo Antognoni con il numero dieci – scrive Angelo Caroli su “Tuttosport” – il ragazzo, appetito dal Torino, proviene dalla Juventina di Perugia ed è seguito con attenzione da molte società. Accenniamo brevemente alla sua storia perché il diciottenne umbro potrebbe essere il primo acquisto del Torino. Provò al campo militare nel maggio del ’71. Ussuello (grande scopritore di talenti granata, n.d.r.) lo prenotò subito. Le trattative si arenarono per una differenza di un centinaio di mila lire. Il mittente insistette perché il Torino non si lasciasse sfuggire l’occasione. Così il Torino si decise ad acquistarlo, ma insieme all’Astimacobi, che è proprietario dell’altro 50%».

«È bravino» si limita a dire al termine del test Gustavo Giagnoni, allenatore del Torino, mentre il giornalista Salvatore Lo Presti, sul “Corriere dello Sport” parla di «alcuni bellissimi numeri di un ragazzone alto e smilzo, che ha tante qualità anche se appare talvolta un po’ troppo freddo».
«Esordisce Antognoni e si guadagna subito le simpatie del pubblico ­– racconta l’inviato de “La Stampa” a Borgosesia – è disinvolto, preciso nei passaggi, potente nel tiro, ha degli spunti apprezzabili come regista». Una sintesi perfetta di quello che sarà davvero il calciatore Giancarlo Antognoni, faro del centrocampo della Fiorentina e della nazionale di Bearzot.

Antognoni Torino

L’articolo del Corriere dello Sport del 1 maggio 1972

Più prudente il giudizio di Caroli di “Tuttosport” sul giovane talento, autore dell’assist per il quinto gol granata nell’amichevole contro il Borgosesia e già indicato da molti come primo acquisto del Torino per il 1972-73: «A nostro avviso si tratta di un giovane molto dotato sul piano tecnico (calcia con disinvoltura di destro e di sinistro), di una sollecita e chiara visione di gioco e di un buon tiro. Gli mancano oggi un po’ di continuità nell’azione (tanto che a volte pare assentarsi dal contesto della partita) e un po’ di fuoco. Molto pregevoli, comunque, i suoi cambi di marcia e le agili proiezioni. Ma a diciotto anni, questi peccati, sono veramente veniali».

Il matrimonio tra Antognoni e il Torino non si farà mai: resterà un flirt di gioventù. Nell’estate di quel 1972 il “ragazzo che gioca guardando le stelle” (definizione di Vladimiro Caminiti) approderà alla Fiorentina iniziando una storia d’amore che dura felicemente, tra alti e bassi, ancora oggi.

Antognoni Fiorentina

Giancarlo Antognoni a Firenze nel 2010