Francesco Cavallini

Pescara non dimentica. Non dimentica i suoi eroi, quelli che nascendo in riva all’Adriatico hanno dato vita alle incarnazioni più belle del Delfino. I Camplone, i Dicara, i Verratti. Ma non dimentica neanche chi a Pescara ci arriva, magari dall’altra parte d’Italia, ed entra nel cuore della tifoseria. Quei nomi che, vuoi per classe superiore (Leo Junior) o per voglia di onorare la maglia biancazzurra, restano dei simboli indelebili. Esattamente come Primo Berlinghieri, nato a Milano nel 1963. Lombardo DOC, eppure, anche per lui, vale la tesi principale. Pescara non dimentica. Soprattutto perchè, quando si parla di derby contro l’Ascoli, Berlinghieri è primo di nome e di fatto.

Un meneghino all’Adriatico

Vale però la pena farsi una domanda: cosa ci fa un meneghino all’Adriatico? E cosa ha fatto di così importante da renderlo indimenticabile per chi tifa Delfino? La risposta giusta, come quasi sempre nei dintorni di Pescara, è Giovanni Galeone. Ma bisogna partire da qualche anno prima. Dal Pescara di Catuzzi. Che scopre Berlinghieri nelle categorie inferiori lombarde (uno al Varese, l’altro tra Lecco e Solbiatese) e lo porta in Abruzzo. Le due annate con il tecnico parmigiano sono deludenti, ma poi arriva il Mago. Che non solo prende la squadra e trasforma Cenerentola in una principessa capace di volare tra i grandi, ma dimostra al centrocampista milanese che essere stati scartati dal Milan non significa che la Serie A debba rimanere un miraggio.

Berlinghieri l’uomo-derby

E alla quinta giornata del campionato 1988/89, Berlinghieri diventa Primo, più di quanto già non lo sia. Anche perchè era stato il primo calciatore del Pescara (anche se in coabitazione con il compagno Sliskovic) a finire sulla copertina di France Football, decenni prima del regno parigino di Marco Verratti. Ma forse quel 6 novembre 1988 allo stadio Cino e Lillo Del Duca è ancora più importante, sicuramente nel cuore del tifo pescarese. Al sesto minuto il centrocampista si inserisce su un passaggio filtrante, spedisce la palla in rete ed è ancora più Primo. Primo e unico marcatore di un derby contro l’Ascoli che il Pescara si porta a casa tra il giubilo dei suoi tifosi. Primo a regalare a quel Delfino, che a fine stagione tornerà in B, la vittoria in quell’annata. Poi le strade si divideranno. Ma Pescara, si è detto, non dimentica.

Ascoli-Pescara, un derby sentito e complicato

Pescara non dimentica. E si prepara, seppure in un momento complicato, ad affrontare il derby. Il pensiero corre agli anni di sentitissima rivalità. Eppure, verrebbe da dire, cos’hanno a che spartire Pescara ed Ascoli? Nulla. Ecco, appunto. I cento chilometri che le separano non cancellano le differenze. Mare contro entroterra, pesca contro caccia e potremmo andare avanti per ore. Non c’è simpatia, mai c’è stata e mai ci sarà. E gli ultimi anni hanno regalato ai biancazzurri poche gioie. Ma di certo, mentre il pullman della squadra di Zeman raggiungerà la via Salaria, in ogni macchina verrà narrata la leggenda (perchè tale ormai è) di Primo Berlinghieri. Primo giustiziere dell’Ascoli al Del Duca in Serie A. E potrà sembrare poco. Ma per chi ha il cuore che batte per il Pescara, significa tutto.