Adriano Stabile

Un’Atalanta così bella raramente si era vista nella storia del nostro calcio. Dopo il successo sulla Roma (settima vittoria nelle ultime otto gare) i tifosi bergamaschi sognano dall’alto del quarto posto della loro squadra, a un solo punto dalla seconda posizione in classifica. «Questa vittoria in rimonta ci dà autostima – le parole di domenica del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, visibilmente emozionato per il 2-1 sulla Roma – poi vedremo strada facendo. Siamo tutti quanti coi piedi per terra, ma l’entusiasmo è incredibile». Inevitabile fare un paragone con le grandi imprese dell’Atalanta del passato, che andiamo a ripescare dalla memoria.

Atalanta, le stagioni nella storia da ricordare

Atalanta Coppa delle Coppe

L’Atalanta 1987-88, protagonista in Coppa delle Coppe (foto De Pascale)

SESTA NEL 1940-41, LA REGINA DELLE PROVINCIALI
Neopromossa in Serie A, ma non al debutto assoluto nel massimo campionato, l’Atalanta diventa la “regina delle provinciali” in virtù di un eccellente sesto posto in classifica, a 8 punti dal Bologna campione d’Italia. Il presidente Nardo Bertoncini fornisce al tecnico Ivo Fiorentini una squadra competitiva, che resta per tutta la stagione nella parte alta della classifica. Tra i protagonisti c’è l’ala destra “Topolino” Edmondo Fabbri, 19 anni, che nel 1966 sarà il ct dell’Italia battuta dalla Corea del Nord, l’interno Guido Corbelli, fresco di esordio in nazionale, e Severino Cominelli, capocannoniere della squadra con 11 reti. L’unico straniero è il mediano argentino Victor Pozzo, ex comprimario nell’Inter campione d’Italia 1940. Tra i risultati di spicco della stagione il 2-0 casalingo contro il Bologna che vincerà lo scudetto, il doppio successo (2-1 a Bergamo e 3-0 a San Siro) contro il Milan (che all’epoca si chiama autarchicamente Milano) e il 3-0 al Brumana sulla Juventus.

Atalanta record

Il portiere nerazzurro Casari in una figurina edizioni Nannina

QUINTI NEL 1947-48, CASARI DIFENDE ED EDMONDO FABBRI PUNGE
Dopo l’addio nel 1941 Ivo Fiorentini torna ad allenare l’Atalanta nel 1946 compiendo un altro capolavoro nel 1947-48, quando il Grande Torino vince il suo quarto scudetto. La “Dea” si classifica al quinto posto (44 punti in 40 gare, con due punti a vittoria), tuttora il miglior risultato della sua storia in 109 anni di vita. Tra le giornate da ricordare c’è soprattutto quella del 21 dicembre 1947, quando i nerazzurri  di Fiorentini battono lo squadrone del Torino per 1-0 grazie a un guizzo del “vecchio” Arnaldo Salvi. Altri successi prestigiosi sono quelli contro il Bologna (1-0), il Milan (1-0) e l’Inter (addirittura 3-0 a San Siro). Tra i protagonisti della squadra ci sono ancora Edmondo Fabbri (33 presenze e 8 reti) e Cominelli (33 presenze, 2 reti). Il capocannoniere è Mario Astorri, ex Juve, con 9 reti. Astorri diventerà noto per aver segnalato Michael Laudrup ai bianconeri nel 1983 dopo aver condotto una lunga carriera da allenatore in Danimarca. Altri uomini di spicco in rosa sono il cecoslovacco Július Korostelev, anche lui ex juventino, il centrocampista bergamasco Vittorio Schiavi e tre giovani di grande prospettiva: il portiere “Bepi” Casari, il mediano Giacomo Mari e il terzino Sergio Manente. I primi due, a fine stagione, saranno chiamati dal ct azzurro Vittorio Pozzo per giocare nella nazionale italiana di calcio alle Olimpiadi di Londra dell’agosto 1948.

Atalanta stagioni record

Angelo Domenghini nel 1962 con l’Atalanta

LA COPPA ITALIA DEL 1962-63 CON DOMENIGHINI E IL MITO TABANELLI
Paolo Tabanelli, che da giocatore era stato tra i protagonisti delle imprese atalantine del 1941 e del 1948, mette la firma anche sullo storico successo della Coppa Italia 1962-63, stavolta come allenatore. Purtroppo però il finale è amaro perché, in un momento di difficoltà della stagione, la società si accorda preventivamente per il campionato successivo con Carlo Alberto Quario e né la coccarda tricolore né l’ottavo posto in Serie A fanno cambiare idea al presidente Daniele Turani, che così nel giugno 1963 esonera Tabanelli.

L’Atalanta, reduce da un eccellente sesto posto nella stagione precedente (con Ferruccio Valcareggi in panchina e i sudamericani Da Costa e Maschio cannonieri), si migliora ulteriormente. In campionato i nerazzurri battono la Juventus 3-2 a Torino (con gol in apertura di un 21enne Angelo Domenghini, alla prima stagione da titolare), 2-1 l’Inter di Herrera (poi campione d’Italia) a San Siro e con un pirotecnico 5-2 la Spal, a Ferrara. Da ricordare anche i successi casalinghi sulla Roma (3-1) e ancora sull’Inter (1-0).

In Coppa Italia la “Dea” giunge allo storico successo con un percorso netto, cinque vittorie su cinque: contro Como (4-2 ai supplementari), Catania (2-1), Padova (2-0), Bari (1-0) e nella finale contro il Torino del 2 giugno 1963 a San Siro (3-1 con tripletta di Domenghini). A giugno inoltrato, con l’ex portiere della nazionale Carlo Ceresoli in panchina, l’Atalanta sfiora anche il successo nella prestigiosa Coppa delle Alpi, battuta però nella finale di Ginevra dalla Juventus 3-2 (decisivo un gol di Sivori).

Fiori all’occhiello della formazione nerazzurra, oltre all’emergente Domenghini (futuro perno della nazionale e autore di 13 gol tra campionato e coppe), anche Dino Da Costa (19 reti di cui 12 in campionato), i portieri Pizzaballa e Cometti, il danese Fleming Nielsen e l’argentino Toto Calvanese.

Atalanta Coppa Italia

L’Atalanta con la Coppa Italia del 1962-63

SEMIFINALISTA IN COPPA DELLE COPPE NEL 1987-88 CON BOMBER GARLINI
Pur essendo retrocessa in Serie B nella stagione precedente, l’Atalanta conquista il diritto di disputare la Coppa delle Coppe in virtù dell’approdo nella finale di Coppa Italia 1987, persa contro il Napoli campione d’Italia che le lascia il posto in quanto impegnato in Coppa dei Campioni. Con Emiliano Mondonico in panchina i nerazzurri ritornano prontamente in Serie A, grazie alla quarta posizione nel campionato cadetto, ma soprattutto sorprendono in Europa, arrivando a un soffio dalla finale.

Nel primo turno l’Atalanta elimina i gallesi del Merthyr Tydfil (ko in trasferta per 2-1 con autoreti di Icardi e Progna e successo in casa 2-0 nel ritorno a Bergamo), poi ha la meglio sui greci dell’Ofi Creta (sconfitta 1-0 in trasferta e successo 2-0 in casa), quindi supera il temibile Sporting Lisbona (successo per 2-0 a Bergamo e pareggio 1-1 a Lisbona).

In semifinale, contro il Malines, la formazione nerazzurra riesce a limitare i danni nella gara di andata in Belgio, perdendo 2-1 (reti di Ohana, Strömberg per l’Atalanta e Den Boer). Al ritorno però, dopo il rigore di Garlini che varrebbe la qualificazione, la formazione belga, che schiera gente esperta come il portiere Preud’Homme, Clijsters ed Erwin Koeman, rimonta vincendo per 2-1. La favola atalantina finisce, ma resta la soddisfazione (mista a un pizzico di rimpianto) di essere stati fermati dalla squadra che vincerà la Coppa delle Coppe.
Eroi della stagione sono bomber Olivero Garlini (che segna 22 gol totali), Eligio Nicolini, Cantarutti e lo svedese Glenn Peter Strömberg, tuttora idolo dei tifosi bergamaschi. In squadra, da comprimario, c’è anche Cesare Prandelli.

Garlini Atalanta

Oliviero Garlini, 18 gol in campionato con l’Atalanta nel 1987-88

MONDONICO SI CONFERMA NEL 1988-89: EVAIR TRASCINATORE
L’Atalanta torna in Serie A e conferma quanto di buono fatto vedere nella stagione precedente in Coppa delle Coppe, arrivando sesta e qualificandosi per la Coppa Uefa. Nell’anno dell’Inter dei record la Dea chiude addirittura al quarto posto il girone di andata per poi rallentare un po’ senza compromettere il cammino. Tra le pagine memorabili della squadra di Mondonico ci sono il successo per 2-1 a San Siro sul Milan di Sacchi, siglato da un gol al 90’ di Bonacina, la vittoria 1-0 a Torino, contro la Juventus, grazie a un guizzo del brasiliano Evair (bomber stagionale con 10 reti) nuovamente in extremis, e la vittoria casalinga per 1-0 contro la bella Sampdoria di Boskov.

Oltre a Evair e Bonacina, spiccano per qualità il giovane portiere Ferron (di scuola Milan), gli esperti Strömberg e Prandelli, l’attento difensore Progna, l’estroso Madonna, l’intelligente Prytz e i pragmatici Contratto, Fortunato e Nicolini. Ai bergamaschi è sufficiente il sesto posto per qualificarsi in Coppa Uefa grazie ai successi del Milan in Coppa dei Campioni e della Sampdoria in Coppa Italia.

ADDIO A BORTOLOTTI, AVVENTURA IN COPPA UEFA NEL 1990-91
Dopo la prematura scomparsa di Cesare Bortolotti in un incidente stradale nel giugno 1990 Antonio Percassi, ex difensore dell’Atalanta, diventa presidente del club (lo è tuttora dopo un’assenza durata dal 1994 al 2010). La squadra, guidata in panchina per metà stagione da Pierluigi Frosio e poi da Bruno Giorgi, ottiene un dignitoso decimo posto in campionato facendo un ottimo cammino in Coppa Uefa.

Nel primo turno i nerazzurri eliminano la Dinamo Zagabria del giovane Boban (che segna nel ritorno) grazie a un gol in trasferta su rigore di Evair dopo un doppio pareggio (0-0 a Bergamo e 1-1 in Croazia). Nel secondo turno i ragazzi di Frosio annichiliscono i turchi del Fenerbahçe (1-0 a Istanbul e 4-1 a Bergamo), poi negli ottavi hanno la meglio addirittura dei tedeschi del Colonia (1-1 in Germania, 1-0 a Bergamo). Il cammino dei nerazzurri, nel frattempo passati sotto la guida di Giorgi, si ferma ai quarti di finale nel derby italiano con l’Inter: dopo lo 0-0 del Comunale la squadra di Trapattoni vince 2-0 a San Siro con reti di Serena e Matthäus.

In campionato è da ricordare soprattutto il successo a San Siro contro il Milan di Maldini, Baresi, Van Basten e Rijkaard: il 17 marzo 1991 decide un lampo di Evair al 5’ della ripresa. Perni della “Dea” sono il solito Evair (bomber con 14 reti stagionali), l’argentino Claudio Caniggia, il mastino Bonacina, l’affidabile portiere Ferron e i difensori Progna e Porrini (quest’ultimo farà bene anche alla Juve).

Atalanta 1990-91

La rosa completa dell’Atalanta 1990-91

NEL 2000-01 CHE BELLA ATALANTA CON VAVASSORI ALLENATORE
È un settimo posto che vale più di quanto non dica la classifica quello dell’Atalanta allenata da Giovanni Vavassori, che da calciatore aveva vestito la maglia nerazzurra per cinque anni. La “Dea”, neopromossa in Serie A, mostra un gioco spumeggiante soprattutto nella prima parte del campionato, ritrovandosi in testa dopo 4 giornate e quarta, dietro Roma, Juventus e Lazio, al giro di boa.

Atalanta record

Zauri e Cassano della Roma nel 2002

Tra le gare da ricordare il 3-3 a San Siro contro il Milan, il 4-2 a Udine, il 2-1 alla Juventus di Ancelotti e il 3-0 fuori casa nel “derby” con il Brescia. La squadra, durante il campionato, viene privata di alcuni uomini cardine (come Siviglia, Zauri e Gallo) a causa di un’inchiesta su scommesse anomale in occasione di una gara contro la Pistoiese in Coppa Italia (torneo dal quale l’Atalanta elimina la Roma, poi vincitrice dello scudetto). Il processo sportivo si chiude con il proscioglimento di tutti, ma lo choc dura per parecchie settimane. Tra i protagonisti della stagione ci sono i giovani Pelizzoli (portiere), Morfeo e Ventola (attaccante da 10 gol in campionato), Doni e i navigati Ganz e Carrera.