Adriano Stabile

11 luglio 1982. Trentacinque anni fa la nazionale italiana, guidata da Enzo Bearzot, vinceva il suo terzo titolo mondiale, in Spagna, battendo la Germania Ovest per 3-1 nella finale di Madrid. Dei 22 azzurri campioni si è detto quasi tutto nel corso di sette lustri, mentre meno si sa degli uomini che avrebbero voluto essere in Spagna e che invece non andarono. Calciatori bravi, meno bravi, capaci o sfortunati, che hanno vissuto il piccolo grande rimpianto di non aver fatto parte di quello storico gruppo azzurro che salì sul tetto del mondo.
Tutti si ricordano di Beccalossi, talento “spinto” dalla critica, ma mai considerato da Bearzot. Noi, al fantasista dell’Inter, abbiamo aggiunto altri nove calciatori, campioni del mondo del rimpianto per non essere stati convocati per Spagna ’82. 

Beccalossi nazionale

Enzo Bearzot portato in trionfo l’11 luglio 1982

I 22 convocati dell’Italia campione del mondo 1982
Giocatori impiegati: Zoff (7 presenze), Cabrini (7 presenze, 1 rete), Collovati (7 presenze), Scirea (7 presenze), Tardelli (7 presenze, 2 reti), Conti (7 presenze, 1 rete), Rossi (7 presenze, 6 reti), Graziani (7 presenze, 1 rete), Gentile (6 presenze), Antognoni (6 presenze), Oriali (5 presenze), Marini (5 presenze), Bergomi (3 presenze), Altobelli (3 presenze, 1 rete), Causio (2 presenze).
Riserve: Bordon (7 presenze in panchina), Dossena (3 presenze in panchina), Baresi F., Vierchowod, Selvaggi, Massaro, Galli.

I dieci campioni del rimpianto

Roberto Bettega: Il commissario tecnico Enzo Bearzot avrebbe voluto con sé a tutti i costi l’attaccante 31enne della Juventus, che infatti aspetta fino all’ultimo. Bettega, che la Panini inserisce nell’album ufficiale dei Mondiali 1982, si era rotto un legamento collaterale del ginocchio sinistro scontrandosi con Munaron, portiere dell’Anderlecht, durante una partita di Coppa dei Campioni giocata il 4 novembre 1981. All’inizio si era parlato di due mesi di stop, ma poi la situazione si complica.
Il ct azzurro scioglie le riserve ufficialmente il 24 maggio 1982, a tre settimane dall’inizio del torneo iridato, chiamando Franco Selvaggi del Cagliari al posto di “penna bianca”. 

Bettega nazionale

Franco Causio e Roberto Bettega in nazionale

Evaristo Beccalossi: Fantasista 26enne dell’Inter, probabilmente non piace a Bearzot perché tende a ingrassare ed è un po’ indolente. Sin dal 1981 viene ampiamente spinto dai giornali sportivi, che vogliono la sua convocazione, soprattutto alla luce dei deludenti risultati della nazionale nelle amichevoli pre-mondiali. Alla fine però il commissario tecnico mantiene il punto e non chiama Beccalossi in Spagna: «Bearzot nel 1982 mi lasciò a casa – ha raccontato anni più tardi il centrocampista nerazzurro – volevo ucciderlo, ma vinse il titolo». 

Beccalossi nazionale

Beccalossi in chiave azzurra sul Guerin Sportivo nel dicembre 1981

Roberto Pruzzo: centravanti 27enne della Roma, capocannoniere degli ultimi due campionati prima del Mondiale spagnolo, anche per questo viene inserito nella rosa degli azzurri dall’album Panini “España 82”. Bearzot gli dà una chance da titolare in occasione dell’amichevole di Parigi del 23 febbraio 1982, ma la nostra nazionale perde 2-0 con la Francia e Pruzzo, pur volenteroso, non brilla. Quella sarà l’ultima delle 6 presenze del bomber giallorosso in nazionale: nonostante il forfait di Bettega il ct Bearzot gli preferisce addirittura Selvaggi, onesto attaccante del Cagliari in procinto di passare al Torino. 

Luciano Marangon: terzino 25enne della Roma, esordisce in azzurro in occasione dell’amichevole del 14 aprile 1982, persa 1-0 a Lipsia contro la Germania Est. Sin dal 1981, quando giocava nel Napoli, era stato chiamato da Bearzot in nazionale, raccogliendo qualche presenza in panchina tra i rincalzi. Non riesce però a conquistare la fiducia del ct e quella gara contro i tedeschi orientali resterà la sua unica apparizione nella nazionale maggiore. 

Bagni nazionale

Bagni nel giro azzurro già ai tempi del Perugia

Salvatore Bagni: centrocampista 25enne dell’Inter, nel 1982 è già un calciatore apprezzato con 3 presenze in nazionale A nel suo curriculum. Il suo rendimento però cala durante la stagione 1981-82, probabilmente per alcuni problemi famigliari, come lo stesso Bagni ci ha raccontato in esclusiva in occasione dei suoi 60 anni: «C’è il rimpianto, ma è dovuto alla nascita di mia figlia nel 1981, quando passai dal Perugia all’Inter: per sei mesi non ha chiuso occhio, non mi ha fatto dormire e ho faticato un po’, nonostante io sia uno che dorme tre ore a notte. Persi la nazionale, con cui avevo esordito al Mundialito in Uruguay nell’81, e così persi anche i Mondiali. Ma va bene così: i figli sono soddisfazioni più grandi rispetto allo sport». Bagni tornerà in azzurro nell’83, diventando una colonna della nazionale fino al 1987. 

Ancelotti nazionale

Carlo Ancelotti

Carlo Ancelotti: centrocampista di 23 anni della Roma, uomo nuovo del calcio italiano, nel 1982 ha già raccolto 4 presenze in nazionale, peraltro con la soddisfazione del debutto con gol contro l’Olanda, nel Mundialito del gennaio 1981. Probabilmente Bearzot lo avrebbe portato in Spagna, come riserva, ma all’epoca Ancelotti è infortunato al ginocchio destro. Il 25 ottobre 1981 si era rotto l’articolazione durante una partita di campionato contro la Fiorentina. Tornerà in campo dopo un anno, nell’ottobre 1982, per poi rompersi di nuovo un ginocchio, il sinistro, nel dicembre 1983. 

Giuseppe Zinetti: portiere 24enne del Bologna, aveva assaggiato la nazionale in occasione del Mundialito 1981 in Uruguay, convocato da Bearzot come riserva fuori lista di Bordon e Galli. Le sue speranze di una chiamata per i Mondiali svaniscono definitivamente a causa del deludente campionato del Bologna, che retrocede per la prima volta nella sua storia in Serie B, e per un problema a un menisco patito a meno di due mesi dalle convocazioni definitive. 

Domenico Marocchino: talentuosa ala 25enne della Juventus, debutta in nazionale da titolare il 5 dicembre 1981, in occasione della gara vinta 1-0 sul Lussemburgo, ultima di qualificazione verso Spagna ’82. L’inizio è confortante perché, dopo sei minuti, Collovati segna di testa su calcio d’angolo battuto proprio da Marocchino. Contro i modesti lussemburghesi però le note positive finiscono qui: gli azzurri giocano una partita desolante e l’ala della Juve delude, precludendosi definitivamente la carriera in nazionale. Resta virtualmente in lizza per una convocazione fino a maggio, ma Bearzot gli preferisce Bruno Conti e il veterano Franco Causio. 

Marocchino nazionale

L’Intrepido spinge per Marocchino in nazionale

Renato Zaccarelli: centrocampista 31enne, capitano del Torino, a lungo perno nella nazionale di Bearzot, perde il posto in azzurro un anno prima del Mondiale. L’ultima sua partita in campo con la maglia dell’Italia risale al 15 novembre 1980, quando gli azzurri superano 2-0 la Jugoslavia nella terza gara di qualificazione verso Spagna ’82. Zac farà ancora qualche apparizione in panchina prima di sparire dalle convocazioni di Bearzot. 

Zaccarelli 1978

Renato Zaccarelli in nazionale nel 1978

Francesco Rocca: l’ex terzino della Roma nel luglio 1982 si è già ritirato da un anno e non gioca in nazionale da 6. All’epoca però non ha ancora 28 anni e, senza il terribile incidente al ginocchio sinistro del 1976, avrebbe avuto una fulgida carriera in azzurro e in giallorosso. Quando si era fatto male aveva 22 anni e già 18 gare disputate in nazionale: sono seguiti poi cinque anni di calvario, tra medici, ritorni in campo e cinque interventi chirurgici fino al doloroso e prematuro addio al calcio dell’agosto 1981. Senza quello stop, oltre al Mondiale 1982, avrebbe potuto vincere lo scudetto con la Roma nel 1983.

Rocca nazionale

Francesco Rocca e Lato della Polonia nel 1975