Francesco Cavallini

Il 22 dicembre 1962 il sogno di ogni bambino della Gran Bretagna di passare un bianco Natale sembra potersi avverare. Arriva infatti sulle isole britanniche una perturbazione molto violenta, che fa nevicare praticamente ovunque. Il problema però è che la neve non smette di cadere. Persino il giorno di Natale le precipitazioni continuano indisturbate. È l’inizio di quello che gli inglesi chiamano Big Freeze, il freddissimo inverno a cavallo tra 1962 e 1963. Ma nessuno può ancora saperlo e il giorno di Santo Stefano c’è un problema molto più pressante per gran parte della popolazione: è il tradizionale Boxing Day del football di Sua Maestà. E ora che si fa? Si gioca? Certo che si gioca, non sarà mica qualche centimetro di neve a fermare le partite del 26 dicembre.

Un boxing day da ricordare

E così, tra qualche scivolone di troppo e palloni che spariscono nel bianco della neve, il 26 dicembre 1962 passa alla storia come un Boxing Day molto particolare. Almeno, nel nord dell’Inghilterra. Un po’ più a sud la situazione è molto più ingarbugliata, perché di neve ne è caduta davvero troppa. Non si può giocare, partite rinviate e tradizione interrotta. Ma anche dove si decide di scendere in campo non è che far disputare i match sia esattamente un’idea da ricordare come geniale. Quel giorno infatti il calcio inglese perde una stella (pur guadagnando quello che probabilmente è il miglior allenatore della sua storia): a Roker Park, Sunderland, va in scena una partita di hockey su ghiaccio tra i padroni di casa ed il Bury. Il centravanti locale, un “certo” Brian Clough, scivola addosso al portiere nel tentativo di raggiungere un pallone vagante e assieme al ginocchio dice addio alla carriera da calciatore. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.

E il calendario va a farsi benedire

Un’altra storia, come quella del campionato 1962-63, che dal grande freddo viene totalmente sconvolto. Le ottimistiche previsioni, che prevedevano di recuperare le partite perse in qualche data infrasettimanale, vengono infatti cancellate, così come gran parte delle giornate successive. La neve continua a cadere su tutta l’Inghilterra, per un record di 62 giorni senza scioglimento delle precipitazioni. Difficile camminare senza finire con il sedere a terra, figurarsi giocare a pallone. A riscaldare i cuori ci pensano i Beatles, che in quel periodo registrano il loro primo album, ma non è mica abbastanza. Ogni tanto da qualche parte si riesce a scendere in campo e il risultato è una situazione di classifica totalmente schizofrenica. Ad esempio il Manchester United, che nel Boxing Day era riuscito a giocare contro il Fulham, rimette piede in campo il 23 febbraio e nel giro di 14 giorni è costretto a giocare due turni di campionato e tre di FA Cup.

lanciafiamme e piste di pattinaggio

La vittima maggiore del gelo è infatti la coppa nazionale, in particolare il terzo turno. Per completare le partite in programma, che in teoria si sarebbero dovute tenere a cavallo tra Santo Stefano e Capodanno, ci vogliono tre mesi ed un totale di 261 rinvii. Ma anche i campi da gioco non è che se la cavino particolarmente bene. Sottoposti ad uno stress naturale abbastanza imprevisto, i già disastrati terreni non reggono granchè e al ritorno in campo molte squadre si ritrovano a giocare in vere e proprie paludi. Punti bonus allo staff del Norwich City, dove qualcuno in vena di creare ancora più caos del previsto decide di scongelare ciò che rimaneva dell’erba del Carrow Pitch utilizzando dei lanciafiamme militari. Ad Halifax si decide invece di fare di necessità virtù, trasformando lo stadio in una pista da pattinaggio e facendo pagare il pubblico per usufruirne.

Quando la polvere si posa, anzi quando la neve si scioglie, il campionato riprende ad un ritmo frenetico. Ne approfitta l’Everton, che si laurea per la sesta volta campione d’Inghilterra. Ma il vero eroe della stagione è, neanche a dirlo, il leggendario Stanley Matthews, che a 48 anni suonati trascina il suo Stoke City al ritorno in First Division. A dimostrazione che in fondo il freddo forse è solo uno stato mentale!