Adriano Stabile

Un mondiale di Formula 1 senza il campione in carica al via: domenica, a Melbourne, per la sesta volta nella storia il circus partirà privo del detentore del titolo. Non è una novità assoluta, ma comunque una rarità in 68 stagioni del massimo campionato motoristico del pianeta. In quattro occasioni (Mike Hawthorn, Jackie Stewart, Alain Prost e Nico Rosberg) il numero uno ha scelto di lasciare le corse da trionfatore, in una (Nigel Mansell) ha preferito attraversare l’Oceano per andare a correre in Formula Indy mentre in un’ulteriore circostanza non è potuto essere al via perché scomparso tragicamente in gara (Jochen Rindt).

Formula 1, quando il campione non è al via

Formula 1 senza campione

Mike Hawthorn sulla Ferrari nel vittorioso 1958

1959, L’INDISCIPLINATO MIKE HAWTHORN SI RITIRA E MUORE
La breve vita bella e dannata di Mike Hawthorn è splendidamente raccontata in un corposo capitolo del libro “Gli indisciplinati” di Luca Delli Carri. Prototipo dell’inglese, biondo ed elegante, Hawthorn si è portato appresso una sorta di maledizione per aver vinto la 24 Ore di Le Mans nel 1955, continuando a correre nonostante avesse causato involontariamente, con una manovra azzardata, la più grande tragedia nella storia dell’automobilismo: 84 morti per l’uscita di strada della Mercedes di Pierre Levegh, che era alle sue spalle.

Il 3 agosto 1958, mentre si avvia a vincere il titolo mondiale di Formula 1 al volante della Ferrari 246 Dino, perde il caro amico, connazionale e compagno di scuderia, Peter Collins, che si schianta contro un albero al Nürburgring, sotto i suoi occhi. Hawthorn, primo iridato inglese della storia, vince il titolo a ottobre, nell’ultimo gran premio stagionale, corso in Marocco. Poi dice addio a soli 29 anni, forse amareggiato per la scomparsa di Collins. Il destino malevole però è ancora in agguato: il nuovo campione del mondo muore in un incidente stradale pochi mesi più tardi, il 22 gennaio 1959, uscendo di strada ad alta velocità con la sua Jaguar privata.

Mike Hawthorn

Una caricatura di Mike Hawthorn

1971, JOCHEN RINDT CAMPIONE DEL MONDO ALLA MEMORIA
Il 5 settembre 1970 l’austriaco Jochen Rindt, in testa alla classifica mondiale di Formula 1, esce di pista con la sua Lotus a Monza, durante le qualifiche del Gp d’Italia, e muore a 28 anni. Nelle successive tre gare nessun avversario riesce a raggiungerlo in graduatoria e così si aggiudica il titolo postumo, unico caso nella storia, precedendo Ickx, Regazzoni e Hulme. Nella stagione 1971, per ovvi motivi, non può essere al via.

Jochen Rindt

L’austriaco Jochen Rindt, unico campione del mondo alla memoria

1974, JACKIE STEWART DICE ADDIO NEL DOLORE
Un tempo in Formula 1 la sicurezza era un optional e così ancora una volta è una tragedia a segnare il destino del campione del mondo in carica. Lo scozzese Jackie Stewart, fuoriclasse delle corse, vince il suo terzo titolo mondiale nel 1973, a 34 anni. Nell’ultima gara stagionale, a Watkins Glen negli Stati Uniti, perde la vita in prova il suo compagno alla Tyrrell, il francese François Cevert e così lo sconvolto Stewart, già matematicamente campione, decide di non presentarsi al via lasciando le corse. L’addio dello scozzese era già deciso da tempo, ma in questo modo Stewart si nega la soddisfazione di correre il centesimo gran premio in Formula 1: quel numero 99, nei dati statistici del tre volte campione del mondo, sta ancora oggi a ricordare quel forfait per lutto.

Jackie Stewart

Jackie Stewart, tre volte iridato, oggi ha quasi 78 anni

1993, NIGEL MANSEL SBATTE LA PORTA E HILL PRENDE IL NUMERO ZERO
Dopo una maturazione lenta e una lunga carriera, il “leone d’Inghilterra” Nigel Mansell vince il titolo mondiale di F1 nel 1992, a 39 anni. L’impresa non è complicata perché la sua Williams è nettamente la vettura più forte del circus e il suo compagno di squadra, Riccardo Patrese, non riesce a dargli filo da torcere chiudendo al secondo posto in classifica, ma staccato di 52 punti.

A fine stagione Mansell scopre che Frank Williams ha già ingaggiato Prost per il 1993, rimanendoci male. Così preferisce lasciare la Formula 1 piuttosto che fare una stagione da possibile seconda guida al fianco del francese. Passato alle Indycar, il campione inglese vince il titolo 1993 in America per poi tornare a chiudere la carriera nuovamente alla Williams e alla McLaren. A causa della sua mancanza al via, nel campionato di Formula 1 1993, Damon Hill, suo sostituto nella Williams, prende un bizzarro numero zero per la sua monoposto, non potendo ambire all’1, riservato al campione in carica.

Nigel Mansell Williams

Nigel Mansell nel 1992

1994, ALAIN PROST SI TOGLIE LO SFIZIO E SALUTA TUTTI
Alain Prost, erede di Mansell nella Williams, emula il suo predecessore vincendo il campionato per poi salutare. Rientrato in Formula 1 nel 1993 dopo un anno sabbatico dovuto alle delusioni ferrariste, il pilota francese si toglie lo sfizio di vincere il suo quarto titolo mondiale e lascia la Formula 1 a 38 anni. Per questo motivo ancora una volta, al via del campionato 1994, Damon Hill, rimasto alla Williams, si ritrova a correre con il numero zero.

Alain Prost Williams

Alain Prost alla Williams nel 1993

2017, NICO ROSBERG DICE BASTA CON LO STRESS
Nico Rosberg emula papà Keke vincendo il titolo di Formula 1 ma poi, improvvisamente, dice addio pochi giorni dopo la gara del trionfo, ad Abu Dhabi: «Sono da 25 anni nel mondo delle gare, il mio sogno era diventare campione del mondo – dice il 31enne pilota tedesco della Mercedes al momento dei saluti – è sempre stato il mio obiettivo, nonostante il duro lavoro, il dolore, i sacrifici. Ora ce l’ho fatta. Ho scalato la montagna, sono sulla vetta». Anche la Mercedes resta spiazzata, ma poi accetta la decisione del campione, che privilegia la vita privata al suo sogno, ormai appagato, di correre.

Nico Rosberg mondiale

La festa di Nico Rosberg per il mondiale vinto ad Abu Dhabi