Francesco Cavallini

Un nome, una garanzia. Perchè il cognome non serve, anzi, è direttamente incorporato. Nessuno parla mai di Riva. Sempre e solo Gigi Riva. Che per i tifosi del Cagliari diventa Giggirriva, perchè qualche raddoppio di consonante non ha mai ucciso nessuno. Per il resto d’Italia e del mondo, è semplicemente Rombo di Tuono. Il miglior attaccante della storia della Nazionale, l’eroe dell’incredibile Scudetto rossoblù, il taciturno team manager dell’Italia mondiale del 2006. Una leggenda trasversale, mai sfiorata dal campanilismo calcistico. Una storia vera, sana, di pallone e di valori, quanto di più lontano dal divismo che impera nel football moderno. Ecco perchè a 73 anni, Giggirriva è ancora un’istituzione. E non solo in Sardegna.

Riva, più sardo dei sardi…

Anche se, a ben vedere, per uno che a Cagliari non voleva neanche andarci, sull’isola ci si è trovato bene. Talmente bene che ormai è più sardo dei sardi, anche per via di un carattere che ben si presta ad affiancarsi a quello degli abitanti del luogo. Umiltà, impegno, lavoro. Le chiavi di una vita e di una carriera unica. Che, anche volendo esulare dai gol e dai trofei, scorre come un film in ogni angolo di Sardegna. Giggirriva è uno di loro, non c’è dubbio. Che sia nato in Continente, nella lontana Lombardia, conta davvero poco. Quel ragazzo silenzioso, ma in campo roboante, è parte integrante del Pantheon isolano. Tra le foto dei santi locali e dei parenti, tra le cornici un posto per lui si trovava (e si trova) sempre. Un simbolo riconoscibile e in cui riconoscersi. Come diceva Giulio Angioni, antropologo che alla sua Sardegna ha dedicato una vita di studi, “Ah, Cagliari! Gigi Riva!“.

…più bomber dei centravanti…

Cagliari, e che Cagliari! L’orgoglio di una città, di una regione, di un popolo intero. Quel Cagliari partito dalla B, quando il numero 11 non era ancora Giggirriva, figurarsi Rombo di Tuono. E ai ragazzi di oggi sembrerà strano che il capocannoniere della storia della Nazionale, due volte miglior marcatore della Serie A, non fosse un nove. E invece, almeno in teoria, la carta di identità calcistica di Riva segna come ruolo ala sinistra. Che poi fosse più centravanti lui di tutti gli altri, questo è un altro discorso. Difficile trovargli un punto debole. Veloce, forte, bravissimo di testa e divino in acrobazia. Certo, con il destro probabilmente non ci scendeva neanche dal letto, ma i numeri segnalano che su questa presunta mancanza, forse, si può anche soprassedere.

…e più azzurro dei centenari

Dicevamo di una fama duratura e non circoscritta alla Sardegna o all’Italia. Beh, c’è di mezzo l’azzurro della Nazionale, non solo in campo, ma soprattutto fuori. Non che dentro il terreno di gioco sia andata male, anzi, con 35 reti in sole 42 presenze Gigi Riva è il miglior marcatore della storia della Nazionale Italiana e si è guadagnato lo status di leggenda, alla pari dei Campioni del Mondo, pur non avendo mai sollevato la Coppa. Eppure, se contassero le presenze in tutti i ruoli, Rombo di Tuono batterebbe tutti con un margine confortevole, dato che per ben 23 anni è stato team manager degli azzurri, accumulando così almeno 200 gettoni.

E nel giorno del suo compleanno, riemerge una statistica curiosa e (si spera) benaugurante. Il numero 11 è andato in rete contro la Svezia, avversaria nei playoff dell’Italia di Ventura, solo una volta. Una doppietta. E incredibilmente, si giocava a Milano. Gigi Riva non è più sulla panchina azzurra dal 2013. Ma di certo non farà mancare il suo supporto agli azzurri. Nella speranza che con quella maglia si riveli un altro Rombo di Tuono. Anche se, a voler essere sinceri, sembra abbastanza improbabile. Perchè di Giggirriva ce n’è uno.