Adriano Stabile

Si chiama Gino Rossetti ed è il bomber che Gonzalo Higuain ancora non è riuscito a battere. Novant’anni fa, il 30 gennaio 1927, esordì nella nazionale azzurra in Svizzera, ovviamente facendo gol. Qualcuno deve aver raccontato la sua storia al “Pipita”, dal momento che anche quest’anno l’attaccante argentino della Juventus continua a segnare a raffica. Magari per appropriarsi definitivamente del primato di miglior cannoniere in un’unica stagione del massimo campionato italiano nell’ultimo secolo. Rossetti, con la maglia del Torino, realizzò 36 gol nel campionato 1928-29, proprio come Higuain con il Napoli nella scorsa stagione (resta imbattuto il primato di Luigi Cevenini, 37 reti nel 1913-14, oltre un secolo fa).

Gino Rossetti, bomber come Higuain

Del primato di Rossetti si è detto poco nei mesi scorsi, perché quelle 36 marcature le ha realizzate prima della creazione della Serie A a girone unico, varata proprio nell’estate successiva al suo record. Quel campionato 1928-29 si chiamava Divisione Nazionale ed era strutturato su due gironi con finale per l’assegnazione dello scudetto tra le prime classificate. Rossetti, che con il suo Torino perse la “bella” per il titolo contro il Bologna, 1-0 a Roma il 7 luglio 1929, si rivelò un cannoniere formidabile realizzando le sue 36 reti in 30 gare disputate. 

Gino Rossetti

Il fantastico tridente formato da Baloncieri, Libonatti e Rossetti

A UN PASSO DALLA PARTENZA PER IL CILE
Nato a La Spezia il 7 novembre 1904, Gino Rossetti è ricordato ancora oggi come uno dei più grandi calciatori della storia granata: con Adolfo Baloncieri e con l’italoargentino Julio Libonatti forma un formidabile trio offensivo che fa impazzire le difese avversarie, anche in maglia azzurra. Cresciuto nello Spezia, passa al Torino nel 1926, a 22 anni, per affermarsi definitivamente nel nostro calcio. Anche su fratello Giuseppe, più grande di due anni, è calciatore, pur non raggiungendo i livelli di Gino. Nel 1926 Giuseppe Rossetti gioca nel Colo Colo, in Cile, e Gino, deluso, sta per raggiungerlo in Sudamerica allorché lo Spezia inizialmente gli impedisce di andare al Torino. Poi, visto il rischio di perdere definitivamente il giocatore e i soldi della sua cessione, la società ligure cambia idea e per Gino Rossetti si spalancano le porte granata.

UNO SCUDETTO REVOCATO ED ESORDIO CON GOL IN NAZIONALE
Mezzala sinistra dal buon senso tattico e dal tiro potente, veloce, capace di puntare la porta ma anche di partecipare all’azione e aiutare i compagni, Gino Rossetti vince immediatamente due scudetti in granata (1926-27 e 1927-28) di cui il primo revocato per lo “scandalo Allemandi”.

Il 30 gennaio 1927, proprio 90 anni fa, arriva al debutto nella nazionale azzurra da protagonista. Dapprima segna una tripletta in una partitella in famiglia di preparazione contro le riserve, il 20 gennaio a San Siro, poi si ripete con altri tre gol il 28 gennaio in un test a Sesto Calende contro la locale Sestese, infine va in rete al debutto ufficiale azzurro, il 30 gennaio di 90 anni fa, nel match vinto 5-1 dagli azzurri a Ginevra, contro la Svizzera, accompagnato dalle marcature dei “compari” Libonatti (un gol) e Baloncieri (tripletta).Gino Rossetti

L’ARMATA GRANATA DEL ’28-29: 117 RETI IN 33 PARTITE
Nel campionato 1928-29, quello del record di Rossetti, l’intera squadra del Torino è straordinaria in fase offensiva, tanto da segnare 117 reti in 33 gare (una media di 3,5 gol a partita). Libonatti segna 24 volte, Baloncieri 13, la “cometa” Luciano Vezzani 21 e Gino, appunto 36. Il suo cammino è costellato di marcature multiple a grappoli: quattro gol nella prima giornata contro La Dominante, progenitrice della Sampdoria, altri quattro alla Triestina, battuta 12-0, due al Modena, tre all’Atalanta, due alla Roma, nuovo poker al Livorno, tripletta al Padova e infine doppietta al Casale. Gli manca però il gol nelle tre finali scudetto (andata, ritorno e spareggio) con il Bologna.

BRONZO OLIMPICO E BOMBER DELLA PRIMA COPPA INTERNAZIONALE
In nazionale Rossetti gioca soltanto per poco più di un paio d’anni (13 presenze e 9 reti), riuscendo comunque a vincere un bronzo olimpico nel 1928 e la prima Coppa Internazionale (1927-30), antesignana dell’attuale campionato europeo, con la soddisfazione del titolo di capocannoniere del torneo (6 reti) a pari merito, manco a dirlo, con l’amico Julio Libonatti. Nel 1933 lascia il Torino e passa al Napoli, 80 anni esatti prima di Gonzalo Higuain.

In maglia azzurra arretra il raggio d’azione e perde il vizio del gol a raffica, pur vivendo quattro stagioni da protagonista. Poi torna al Toro un’ultima volta a 33 anni, nel 1937-38, inizia a fare l’allenatore-giocatore nel “suo” Spezia e si avvia a una carriera da tecnico che non gli riserva grandi soddisfazioni. Scompare a 87 anni suonati il 16 maggio 1992, nella sua città natale, dopo una lunga malattia. Higuain, in qualche modo, ha permesso di rispolverare la sua storia leggendaria e il suo record di gol eguagliato, ma non superato, dal bomber argentino.Gino Rossetti