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Nel giorno del suo 50esimo compleanno, l’Italia e la serie A scoprono un’incredibile nostalgia per Dario Hubner, bomber di provincia per antonomasia, eroe del nostro campionato nei primi anni 2000. Capace di stimolare l’immaginario di tutti per il suo modo di stare in campo e per il suo approccio alla vita, tra sacrifici, lavoro da operaio, attaccamento alla famiglia e al vizio delle sigarette, oggi è ricordato sempre con affetto e stima da tifosi e addetti ai lavori. Noi vi proponiamo 6 curiosità sulla sua figura di calciatore, allenatore (mancato) e uomo. Insomma, un personaggio vero, genuino, tutto da gustare.

1. La tournée con il Milan
A 35 anni, nel 2002, con la maglia del Piacenza, è diventato il giocatore più anziano capace di vincere la classifica dei cannonieri in serie A. Il record gli venne strappato nel 2015 da Luca Toni, che ci riuscì a 38 anni con il Verona. Nel 2002 Hubner, proprio dopo aver vinto la classifica dei cannonieri, partecipò a una tournée americana con il Milan dove giocò tre partite senza segnare. Carlo Ancelotti, allora allenatore dei rossoneri, racconta questo aneddoto nel suo libro: “Era Maggio del 2002, e Dario Hubner fu preso in prestito dal A.C. Milan per la Tournée in America. Ricordo un aneddoto, che successe contro l’Ecuador… Finì il primo tempo, e al rientro negli spogliatoi, mi accingo a parlare con i ragazzi, (da notare che tutti i big erano con le varie Nazionali, a prepararsi per il Mondiale del 2002) cerco Hubner, e non lo trovo. Chiedo agli altri: che fine ha fatto Dario?… Abbiati mi fa: Mister è dietro il bagno. Aprii la porta, e vidi che stava fumando una Marlboro è vicino aveva una piccola lattina di birra,che si era portato dall’albergo. Gli dissi: ma Dario, che fai? Ti stai giocando una conferma nel Milan, e vieni a fumare e bere negli spogliatoi? Come lo giochi il secondo tempo?… Lui mi guardò ed in tutta tranquillità disse: Mister, sinceramente è una vita che faccio questo, e se non lo faccio non riesco a rendere al meglio. Per quanto riguarda il Milan, son venuto solamente per la pubblicità in modo che posso allungare la carriera di altri 2-3… A quest’ora ero al mio paese a prendere un po di fresco. Terza cosa: la vuole una sigaretta?… A quella frase tutto lo spogliatoio, cominciò a ridere, ed anche io mi feci una bella risata… Era così Dario, genuino al massimo. Pensava solo a star bene con se stesso”.

2. Cognomi e soprannomi
Il suo cognome è di origini tedesche. Il nonno paterno, di Francoforte, si trasferì dalla Germania a Trieste, sua città Natale. Il soprannome di Tatanka (bisonte) se l’è guadagnato sul campo, a causa della goffa ma efficace postura che assumeva durante la corsa con il pallone. Nella foto di copertina, potete ammirarlo durante uno scatto palla al piede, con la maglia del Brescia.

3. Il videoclip virale
Nel 2015 ha preso parte con un cameo al videoclip del brano intitolato L’estate di Hubner, della band Toromeccanica, un gruppo pop del Salento. Il singolo, accompagnato anche dal video ufficiale che potete vedere in basso, è stato pubblicato il 7 ottobre 2015. Grazie alla sua partecipazione, il video del brano è diventato virale nel momento della sua uscita.

4. Il record di gol
Il suo record professionale più bello riguarda i titoli di capocannoniere. Insieme a Igor Protti, Dario Hubner è stato l’unico giocatore ad aver vinto la classifica dei cannonieri in tre diverse categorie. Ci riuscì nel 2002 in serie A con la maglia del Piacenza, segnando 24 reti a pari merito con Trezeguet, e mettendosi alle spalle gente del calibro di Vieri, Di Vaio, Maniero e Del Piero. Nel 1996 con il Cesena in serie B ne mise a segno 22. Nel 1992 fu la volta della Serie C con la maglia del Fano: 14 le reti messe a segno. Complessivamente in carriera ha segnato 348 gol in 676 partite, ma non ha vestito la maglia della Nazionale italiana. Nel 2002 sfiorò la convocazione ai Mondiale con Trapattoni allenatore. Non aver mai vestito indossato maglia azzurra è l’unico grande rimpianto della sua carriera.

5. La squalifica in serie D
Negli ultimi anni decide di abbandonare il professionismo e dopo le esperienze in serie D con Chiari e Rodengo Saiano, si trasferisce nella stagione 2006-2007 all’Orsa Corte Franca Iseo, una squadra che militava nel campionato Eccellenza. Ma qui si creò un caso, perché Hubner firmò un contratto non consentito dalla Lega Nazionale Dilettanti. Errore che lo portò a una squalifica di un anno, ridotta poi a 6 mesi. Rientrato in campo per il  girone di ritorno, gioca 20 partire segnando 17 reti, decisive per la salvezza della squadra. Nel 2009-2010 scende ancora e finisce in prima categoria bresciana, al Castel Mella: 16 reti in 14 partite. L’ultima stagione della sua carriera da calciatore è nel 2010-2011 al Cavenago d’Adda, all’età di 44 anni; 6 presenze e 2 gol.

6. Allenare non fa per lui
Hubner ha provato anche l’esperienza da allenatore, ma probabilmente la panchina non è adatta al suo temperamento. Il debutto avviene nell’ottobre 2013 con la Royale Fiore, squadra piacentina partecipante al campionato di Eccellenza, in sostituzione dell’esonerato Stefano Rossini. Hubner è esonerato a sua volta nel gennaio successivo. A giugno 2014 firma per l’Atletico Montichiari, squadra bresciana di Serie D, ma non fa in tempo nemmeno a iniziare il campionato.