Adriano Stabile

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato la storia di Higuain al Columbus Crew, Balotelli al Ciliverghe e di Pogba nello Sparta Rotterdam, tutti fratelli d’arte dei più noti calciatori di Juventus, Nizza e Manchester United. Oggi invece andiamo indietro nel tempo, quando l’Ascoli schierava Maradona, Baggio girava l’Italia calcistica fermandosi per un po’ al Pisa e Vieri si alternava tra Ternana e nazionale australiana.

Fratelli d’arte nel calcio, quando il nome non basta

Anche in passato, insomma, i grandi campioni hanno avuto fratelli d’arte decisamente meno bravi di loro. Il caso più eclatante è quello di Diego Maradona, che ai tempi d’oro del Napoli arrivò a raccomandare il fratello Hugo, di nove anni più giovane. Il ragazzo, appena 18enne, fu preso dai partenopei e girato in prestito all’Ascoli dove non andò oltre le 13 presenze in Serie A (senza gol) di cui solo 3 da titolare. Fu una delusione, eppure di Hugo Maradona si era detto un gran bene ai tempi dell’esordio come trequartista nell’Argentinos Juniors, a 16 anni, e della militanza nell’Under 16 e nell’Under 17 argentina.

Calcio Fratelli

Hugo e Lalo Maradona con la tuta del Napoli

Quell’esperienza nelle Marche lo bruciò ad alti livelli e la sua carriera continuò, dignitosamente ma senza acuti, tra Rayo Vallecano (Spagna), Rapid Vienna (Austria), Deportivo Italia (Venezuela), Progreso (Uruguay) per poi chiudersi nelle serie minori giapponesi e in Canada.
Ancora più scarso è stato Raul “Lalo” Maradona, 6 anni in meno di Diego, attaccante che dopo il debutto nel 1986 con il Boca Juniors ha vagato tra Spagna (nel Granada), Giappone, Stati Uniti, Canada, Perù e Venezuela.

BAGGIO JR BOMBER DELL’ASCOLI
Dalle nostri parti si diceva un gran bene, quando era ragazzino, di Eddy Baggio, ruolo simile a quello del fratello maggiore, ma più attaccante di Roberto. Arrivato nelle giovanili della Fiorentina sognando di sostituire Roby nel cuore dei tifosi viola, non riuscì mai a vestire la maglia gigliata della prima squadra, neanche ai tempi della Serie B. Si è dovuto accontentare della tuta, in occasione della sua unica presenza in panchina, tra i rincalzi, nell’ultima gara di campionato, persa 3-2 in casa contro il Cesena, a promozione già raggiunta: era il 5 giugno 1994.

Lasciata Firenze a 20 anni, Eddy Baggio ha girovagato con alterno successo l’Italia, tra Serie C e Serie B, vivendo i suoi momenti migliori nel Giorgione (25 gol in C2 tra il 1996 e il 1998), Ascoli (22 gol in C1 nel 1999-2000) e Catania (18 reti in C1 nel 2001-02).

Marcello MelliGIANNINI E MELLI, FRATELLI DI SERIE C
Abbastanza male è andata a Corrado Giannini, classe 1971, fratello minore del capitano della Roma Peppe Giannini. Corrado è arrivato fino alla Primavera giallorossa, che ha lasciato nel 1991 per condurre una carriera tra Rimini, Avezzano, Pavia, Santegidiese, Fano, Castrense, Terracina,  Tavolara e così via tra Serie C e dilettanti. Il momento più alto resta la sua sola apparizione in panchina in Serie A, accanto all’allenatore romanista Ottavio Bianchi, in occasione di un Roma-Cagliari 0-0 del 6 gennaio 1991.  Due anni e mezzo prima, il 31 luglio 1988, aveva segnato un gol in un’amichevole estiva vinta 9-0 sul Vipiteno. A posteriori possiamo dire che fu soltanto un’illusione.
E che dire di Marcello Melli, fratellino di Alessandro, centravanti del Parma? Inizialmente sembrava poter ricalcare le orme di famiglia avendo raccolto le prime 3 presenze con gli emiliani in Serie B, a cavallo della maggiore età, tra il 1988 e il 1990. Poi si è perso nei meandri delle serie minori, vestendo le maglie di tantissime squadre tra le quali Battipagliese, Siracusa, Fano, Tempio, Collecchio, Crociati Parma, Poggese e Suzzara.

VIERI NAZIONALE AUSTRALIANO
Massimiliano “Max” Vieri, pur di giocare in nazionale come suo fratello Christian, scelse l’Australia, dove è nato nel 1978 e dove ha vinto il torneo continentale dell’Oceania nel 2004, con la nazionale dei “Socceroos”. Cresciuto nella Juventus, anche lui ha girovagato tra Serie C e B, vestendo anche le maglie di Verona, Napoli e Arezzo. Ad Ancona, nel 2000-01, fece tandem in attacco con Eddy Baggio. Segnarono 17 reti in due e i dorici chiusero al decimo posto in Serie B: bilancio dignitoso, ma nulla che sia restato nella storia del calcio marchigiano.

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Max Vieri nella Juventus nell’estate 2000

PIERCESARE MALDINI: ADDIO AL CALCIO A 22 ANNI
Citazione speciale infine per un terzino-stopper schiacciato dal proprio pesantissimo nome: Piercesare Maldini, figlio di Cesare e fratello minore (di 4 anni) di Paolo. La sua carriera è durata pochissimo: lasciato il Milan a 18 anni, ha vissuto un paio di stagioni nelle giovanili del Pavia, poi un assaggio alla Vogherese e 12 presenze in C2 in due stagioni con il Viareggio, prima di lasciare il calcio ad appena 22 anni.

«Ho smesso perché non avevo più voglia – il suo racconto al “Corriere della Sera” nel 1996 – l’impegno in C1 e C2 è lo stesso della B o della A. Magari lo stress è inferiore, ma il resto è uguale: le vacanze che finiscono a metà luglio, il ritiro, le amichevoli, il campionato, gli allenamenti una o due volte al giorno. In più ci sono i rischi». Aveva vissuto il fallimento del Viareggio nel 1994 e il disagio dello stipendio che a fine mese non arrivava: perché avere un nome da grande calciatore non necessariamente garantisce il conto in banca.