Adriano Stabile

Parigi, un night, la musica da ballare e donne seminude nella luce soffusa. Sembra uno scenario perfetto per un rinfrancante “dopo partita” di un calciatore di oggi, eppure già 90 anni fa lo “star system” regalava certi privilegi. È il 25 aprile 1927 quando un nutrito gruppo di ragazzi della nostra nazionale di calcio si concede una serata nella dolce vita parigina, pagando 100 franchi per assistere a uno spettacolo intitolato “Femmes et sports”.

Gli occhi dei calciatori azzurri vengono deliziati soprattutto da un paio di ballerine, una bionda e una bruna, ma il vero protagonista della serata è Georges Carpentier, ex campione del mondo di pugilato, che da qualche mese si è dato al ballo per rimpinguare il portafoglio scelleratamente svuotato.

Georges Carpentier

Carpentier contro George Cook nel 1922 (foto georgescarpentier.org)

Georges Carpentier, idolo della Francia

L’episodio è raccontato minuziosamente in un libro dell’epoca, “Due anni di passione e di viaggi con la squadra nazionale italiana”, firmato da Emilio De Martino, giornalista tanto celebre che, dopo la sua morte nel 1958, gli venne intitolato il campionato riserve di Serie A, che si è disputato tra il 1954 e il 1971.

Gli azzurri, quella sera di 90 anni fa, sono affranti per il deludente 3-3 del giorno prima contro la Francia, allo Stade Olympique de Colombes. Non erano bastati una doppietta del bomber Julio Libonatti e un guizzo dell’ala destra Leopoldo Conti per portare a casa un successo che sembrava doveroso. Eppure in campo, agli ordini del ct Augusto Rangone, c’erano assi come Combi, Rosetta, Caligaris, Baloncieri, Rossetti e Levratto.

Francia Italia

Baloncieri, capitano azzurro, durante Francia-Italia del 1927 (foto Museo Grigio)

PUGILE PROFESSIONISTA A 14 ANNI, 59 I KO ALL’ATTIVO
Al calar del sole del 25 aprile 1927 però «la vita tumultuosa di Parigi con tutte le sue mille seduzioni, ha fatto dimenticare molte cose e i visi sono ritornati a sorridere» scrive De Martino nel suo libro. Un gruppetto di calciatori della nostra nazionale viene attratto dallo spettacolo di Carpentier, che ha 33 anni e ha lasciato il ring da poco più di sette mesi. Il “Georges National”, idolo della boxe in Francia, ha al suo attivo 90 vittorie (59 per ko), 6 pareggi e 14 sconfitte in una carriera da professionista iniziata prestissimo, a 14 anni, nel 1908. Popolare anche negli Stati Uniti e fortissimo con i guantoni, aveva raggiunto il suo apice nei pesi massimi e nei mediomassimi, di cui è stato campione del mondo nel 1920.

Carpentier attore

Carpentier (a sinistra) al Palace di Parigi nel 1927 (foto Agence Meurisse)

AVIATORE, BALLERINO, CANTANTE E ATTORE
Già aviatore durante la Prima guerra mondiale, il fascinoso e romanzesco Carpentier da qualche mese è diventato ballerino e cantante. Non manca nel suo curriculum anche una discreta carriera di attore, iniziata quando era ancora un pugile in attività, e conclusa con una decina di pellicole all’attivo.

L’EX PUGILE PAGATO 6.000 FRANCHI A SERATA
Nella notte parigina di 90 anni fa i calciatori azzurri si fermano davanti all’insegna luminosa, «coi suoi mille fasci multicolori» del “Palace” che ospita “Femmes et sports”. Comprano il biglietto da 100 franchi e, armati di binocolo, si piazzano al loro posto «fra uomini in nero impeccabili e donne elegantissime che impersonificano l’ultima moda». Già alle 20, mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo di Carpentier (che prende 6.000 franchi a sera), il locale è pieno: «il ricordo delle sue gesta sportivamente tanto gloriose è ancora troppo recente – scrive De Martino – Carpentier attira, forse, più delle fanciulle nude o quasi che la spregiudicata libertà di Parigi colloca sui palcoscenici delle Riviste, con qualche nastro di seta o di velluto solamente messo con molto buon gusto e con garbo ad ornare il tutto».

Femmes et sports

La locandina dello spettacolo “Femmes et sports” (coll. Pascal-Fourgeau)

LO SPETTACOLO: GAMBE E PIEDI SI MUOVONO A MERAVIGLIA
Inizia lo spettacolo, accompagnato da un’orchestra (e «il charleston appare a tratti indemoniati») con scene che cambiano continuamente alle spalle delle ballerine che «accarezzano la vista e l’udito fra gli scoppi irrefrenabili delle danze moderne». Finché non appare «l’idolo delle folle parigine: Carpentier». I calciatori della nostra nazionale guardano curiosi l’esibizione dell’ex campione, ancora in splendida forma: «Carpentier è un ballerino di primo ordine. Il gioco di gambe è perfetto. Il pugilato, con tutti i suoi esercizi preparatori, lo ha addestrato molto bene anche per la danza. Egli balla con garbo, con grazie, a tempo perfetto. Il maschio caratteristico viso del boxeur, con naso leggermente schiacciato e le orecchie un poco accorciate, contrasta con la snellezza e l’armonia dei movimenti. Le gambe e i piedi si muovono a meraviglia. Non tanto le braccia e le mani, che non sanno forse precisamente il loro impiego, quasi avvilite di non poter liberamente compiere l’usato formidabile lavoro».

Carpentier si esprime al meglio soprattutto come ballerino: «Quando canta, quando recita, quando si muove senza danza, appare come disambientato e sembra non ancora perfettamente abituato al suo nuovo mestiere. Sfumature però che si perdono nel quadro: le mosse complessivamente sono graziose».

Carpentier pugile

Carpentier balla al Palace di Parigi nel 1927 (foto Agence Meurisse)

L’ESIBIZIONE DI PUGILATO: TRE ROUND “PIUTTOSTO SERI”
L’ex pugile francese si esibisce in un tango con la ballerina bruna che lo affianca e in un match di boxe simulato con la bionda. Il combattimento è accompagnato dalla musica e «i pugni sono carezze, i “corpo a corpo” sono ritmi di danza e il knock-out non esiste se non nella figurativa conclusione d’amore». Nella parte conclusiva dello spettacolo c’è spazio per un’esibizione pugilistica: Georges Carpentier indossa nuovamente i guantoni per tre rounds «piuttosto seri con un pugilatore autentico». L’ex campione «dà un saggio della sua non ancora perduta abilità pugilistica» e «dimostra di essere ancora veloce, ancora agile. Sembra ancora un atleta formidabile». Poi «si muove in mezzo all’esercito di donne che lo serra e gli fa da corona» in mezzo a qualche sbuffo di sigaretta.

I calciatori della nostra nazionale sono ammirati ed eccitati nel «frastuono di mille istrumenti che intonano gli inni un poco pazzi dell’umanità moderna». La sera è ormai tarda e i ragazzi azzurri si preparano all’ultima notte parigina prima del rientro in Italia. Cosa sia accaduto dopo lo spettacolo “Femmes et sports” non è dato saperlo. Emilio De Martino non l’ha mai raccontato in alcun libro…

Georges Carpentier

Georges Carpentier 19enne nel 1913 (foto BNF Gallica-Agence Meurisse)