Redazione

Delfino Pescara 1936, un nome glorioso per una società che nel corso dei decenni è stata spesso protagonista del calcio italiano, vincendo cinque campionati nelle serie inferiori, ma soprattutto trascorrendo 37 stagioni in Serie B e sette in Serie A. Pensare alla maglia a righe biancocelesti evoca molti campioni che hanno vestito i colori del Pescara e che hanno lasciato un segno indelebile nei cuori di chi dal lontano 1955 frequenta lo Stadio Adriatico. Che siano giovani speranze poi affermatesi altrove o pescaresi DOC, noi li abbiamo raccolti in una squadra in grado certamente di dire la sua in qualsiasi categoria e schierata con un 4-3-1-2, che riporta al football del periodo tra anni Ottanta e Novanta, quando il Delfino nuotava nelle limpide acque della Serie A.

Portiere: Giuseppe Gatta

In coppia con Zinetti, in un’epoca in cui l’alternanza degli estremi difensori non era ancora una teoria accettata, Gatta difende i pali del Pescara tra il 1986 e il 1990, contribuendo alla promozione e alla successiva salvezza. Oltre che a Pescara, Gatta ha fatto grandi cose anche più a Sud, ma sempre sull’Adriatico, a Lecce, dove, per non perdere le buone abitudini, è stato il portiere della promozione in A, giocando tutte e trentotto le partite del campionato 1992/93.

Terzino destro: Andrea Camplone

Otto anni intensi all’Adriatico per Andrea Camplone, pescarese DOC, che indossa la maglia biancazzurra dal 1984 al 1992 con quasi duecento presenze all’attivo. È parte integrante della nidiata di giovani ragazzi di Pescara tirata su da Galeone che è fondamentale per la promozione del 1986/87 e per la permanenza in A la stagione successiva. Al suo attivo ha anche un’esperienza sulla panchina dei Delfini, nel 2007, che però finisce ancora prima di iniziare per problemi ambientali.

Centrale di difesa: Ubaldo Righetti

Prodotto della Primavera della Roma, campione d’Italia nel 1983 e vincitore del prestigioso premio Bravo 1984 (che spettava al miglior giovane dell’allora Coppa dei Campioni), Righetti arriva a Pescara nel 1990, quando in panchina c’è Carlo Mazzone, e resta in biancazzurro fino al 1994. È uno dei grandi protagonisti del campionato di Serie B 1991/92, quello culminato con la promozione in A, in cui l’esperto centrale guida la difesa agli ordini di mister Galeone e trascina la squadra nella massima serie.

Centrale di difesa: Giacomo Dicara

Nato a Spoltore, a ovest di Pescara, esordio in biancazzurro a sedici anni e addirittura tre campionati di Serie A con la maglia dei Delfini. Dicara è assolutamente uno dei simboli della storia del club. Non per niente la logica conclusione di una lunga carriera, con soste più o meno lunghe a Bari, Perugia, Vicenza, Terni e Ancona, è nel luogo esatto dove è iniziata nel lontano 1986: all’Adriatico, per le due ultime stagioni con la maglia del suo unico grande amore.

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Terzino sinistro: Leo Junior

Junior arriva al Pescara neo-promosso e mostra subito un carisma talmente trascinante che capitan Gasperini, riconoscendone l’importanza per la squadra, gli cede addirittura l’onore della fascia. Due stagioni all’Adriatico per il terzino brasiliano, chiaramente le due della Serie A sul finire degli anni Ottanta. Junior lascia un ottimo ricordo in città, anche per le sue doti di musicista e…conduttore televisivo, dato che su una TV locale presentava un programma di calcio e musica.

Centrale di centrocampo: Marco Verratti

Un altro enfant du pays, ed è davvero il caso di dirlo, perchè proprio da Pescara Marco Verratti inizia il cammino sportivo che lo ha portato alla Nazionale maggiore e a essere una delle stelle del Paris Saint-Germain, pigliatutto in Francia e ora anche tra le favorite per la Champions League. Sei stagioni per lui in biancazzurro tra 2006 e 2012, due nelle giovanili e quattro in prima squadra. Poi per il centrocampista si scatena un’asta internazionale, vinta dai parigini. Ed il resto è storia recente.

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Immobile, Insigne e Verratti in Serie B con la maglia del Pescara

Centrale di centrocampo: Gian Piero Gasperini

Il Gasp, centrocampista di scuola Juventus, approda all’Adriatico nel 1985 e nella stagione successiva contribuisce alla vittoria del campionato di B che regala al Pescara la sua terza promozione in Serie A. Con le sue sette reti nella stagione 1987/88 contribuisce in maniera significativa alla salvezza dei biancazzurri, la prima ed unica mai ottenuta dal club. Rimane nella rosa dei Delfini fino al 1990 e, una volta appesi gli scarpini al chiodo, inizia una carriera da allenatore con buoni risultati, ma senza mai sedersi sulla panchina del Pescara

Centrale di centrocampo: Dunga

Un campione del mondo è transitato per Pescara (nella speranza che Immobile, Insigne e Verratti ne seguano presto le orme). Si tratta di Dunga, centrocampista della Seleçaco, che indossa la maglia biancazzurra nella stagione 1992/93, dopo la turbolenta fine della sua esperienza con la Fiorentina. Per il brasiliano meno brasiliano di tutti ventitré presenze e tre reti con la maglia del Pescara, ma la retrocessione impedisce al rapporto di proseguire e di permettere al Delfino nell’estate successiva di fregiarsi della presenza in rosa del calciatore che alza la Coppa a USA ’94.

Trequartista: Massimiliano Allegri

Il pragmatismo che Max Allegri mostra da allenatore (e che lo ha portato a vincere quattro scudetti e a centrare due finali di Champions League) fa letteralmente a cazzotti con l’Allegri calciatore, che della fantasia e dell’imprevedibilità faceva il suo marchio di fabbrica. Due esperienze a Pescara per Acciughina, tra cui quella in Serie A nella stagione 1992/93, in cui il livornese si toglie una soddisfazione non da poco, realizzando una delle cinque reti con cui il Pescara batte…la Juventus! Quando si dice il destino…

allegri pescara

Prima punta: Ciro Immobile

Ciro Immobile sembra un po’ un altro modo per dire capocannoniere. E l’attuale bomber della A, che tra l’altro si è già aggiudicato la classifica marcatori della massima serie con il Torino, non si è fatto mancare la vetta dei migliori goleador neanche nella sua unica stagione sull’Adriatico. Con 28 gol (segnati con il grande contributo di Insigne e Verratti) Immobile trascina il Pescara di Zeman alla vittoria del campionato di Serie B e si prende di diritto il suo posto tra i migliori cannonieri della storia biancazzurra.

Seconda punta: Lorenzo Insigne

Anche per Lorenzo il Magnifico solo una stagione a Pescara, ma che stagione! Trentotto presenze, ben venti reti e quattordici assist, all’interno dello scatenato tridente con il suo “gemello” Immobile e capitan Sansovini. Da Pescara Insigne spicca definitivamente il volo e viene richiamato dal suo Napoli, iniziando così il percorso che lo ha portato a diventare uno dei migliori calciatori italiani.