Adriano Stabile

La FA Cup avrà anche perso un pizzico di quel prestigio che aveva fino a una quindicina di anni fa, ma il fascino è immutato e Arsenal e Chelsea difficilmente lasceranno qualcosa di intentato oggi, sabato 27 maggio, per aggiudicarsi la 136ª edizione della Coppa d’Inghilterra.

Il miracolo del Southampton 1976

Il trofeo più antico del calcio vive una della sue pagine più incredibili 41 anni fa, quando il Southampton, che in quella stagione ha appena concluso con un anonimo sesto posto la Serie B inglese, riesce a vincere la FA Cup battendo in finale il Manchester United, terzo nel massimo campionato. È il 1° maggio 1976 e nel vecchio stadio di Wembley, davanti a 99.115 spettatori, sembra che debba andare in scena una finalissima dalla conclusione già scritta: anche se non ha più George Best in squadra già da un paio d’anni e ha recentemente conosciuto l’onta della retrocessione, lo United è troppo più forte dei Saints per poter perdere questa ghiotta occasione.

IL CAMMINO DELLE DUE SQUADRE VERSO LA FINALE
Per arrivare all’ultimo atto i Red Devils, guidati in panchina dello scozzese Tommy Docherty, hanno eliminato nell’ordine Oxford United (2-1 all’Old Trafford), Peterborough United (3-1 in casa), Leicester City (2-1 in trasferta), Wolverhampton Wanderers (1-1 in casa e 3-2 nel replay in trasferta) e Derby County (2-0 nella semifinale a Sheffield).

Il Southampton, allenato dal mitico Lawrie McMenemy, ha invece fatto fuori Aston Villa (1-1 al The Dell e 2-1 nel replay a Villa Park), Blackpool (3-1 davanti al proprio pubblico), West Bromwich Albion (1-1 in trasferta e 4-0 nella “bella” in casa), Bradford City (1-0 fuori casa) e Crystal Palace (2-0 nella semifinale allo Stamford Bridge di Londra).

La finale di Wembley (che inizia alle 15) sembra rispettare i pronostici: lo United schiaccia il Southampton, creando occasioni da gol a ripetizione. Turner, portiere dei Saints, è prodigioso soprattutto sulle conclusioni di Daly e Hill, mentre dall’altra parte Channon, bomber della nazionale inglese, prova ad allentare la pressione scaldando le mani a Stepney, estremo difensore del Manchester United, ricordato ancora oggi per aver segnato un paio di gol su calcio di rigore.

RIPARTENZA REPENTINA: IL SOUTHAMPTON TROVA IL GOL ALL’83’
A sette minuti dal fischio conclusivo si compie il miracolo. Il Southampton, che gioca in maglia gialla, esce in velocità dalla propria metà campo: il numero 10 scozzese McCalliog calcia di prima intenzione la sfera verticalmente verso Bobby Stokes che a sua volta, sul filo del fuorigioco, lascia rimbalzare il pallone e poi lo colpisce al volo in diagonale, dal limite dell’area, prima che i difensori del Manchester United abbiano il tempo di rientrare su di lui. Il portiere Stepney resta sorpreso dal tiro repentino e si lancia goffamente in tuffo, mentre la palla si infila in rete alla base del palo. Tifosi e giocatori del Southampton esplodono di gioia, mentre l’allenatore dei Saints McMenemy fatica a mantenere la calma per gestire l’ultima porzione del match.

I DUBBI DELL’ARBITRO, FORSE IL GOL ERA DA ANNULLARE PER OFFSIDE
Trent’anni più tardi Clive Thomas, arbitro gallese di quella finale di FA Cup, ammetterà di avere il dubbio che l’autore del gol Stokes fosse in fuorigioco al momento dell’ultimo passaggio: «Ho pensato che fosse in offside, ma è successo tutto molto velocemente ed ero troppo indietro per prendere una decisione da solo così ho dovuto fare affidamento al mio guardalinee che ha ritenuto che Stokes fosse in posizione regolare», le parole di Thomas in un’intervista a “Wales on line” del 2006.

Peter OsgoodIL MATCH-WINNER STOKES MUORE A SOLI 44 ANNI
Sta di fatto che al fischio finale di Thomas, mentre si avvera il sogno proibito del Southampton (al primo successo assoluto cui si aggiungerà soltanto il meno blasonato Football League Trophy del 2010), si compie una delle più grandi sorprese nella storia del calcio. Il baffuto Peter Rodrigues, numero 2 e capitano gallese dei Saints, alza al cielo la FA Cup mentre i suoi compagni, tra i quali c’è Peter Osgood, ex gloria del Chelsea, si abbracciano ebbri di gioia. Il destino sarà malevolo con Bobby Stokes, match-winner di quella finale: morirà per una polmonite fulminante il 30 maggio 1995, a soli 44 anni, nello stesso giorno in cui scompare Ted Drake, ex bomber dell’Arsenal cresciuto proprio nel Southampton e a sua volta autore del gol vittoria nella finale di FA Cup vinta dai Gunners nel 1936.

Nella stagione successiva il Southampton chiude nono in classifica nella seconda divisione inglese, arriva al terzo turno in Coppa delle Coppe e a novembre viene battuto dal Napoli 4-0 al San Paolo nell’ultima finale della Coppa di Lega Italo-Inglese (reti di Chiarugi, Bruscolotti e doppietta di Speggiorin).

IL RIMPIANTO DI MISTER McMENEMY: «POTEVO ANDARE ALLO UNITED»
Nel 1981 McMenemy, allenatore di quella squadra miracolosa, è a un passo dal Manchester United prima che la panchina gli venga soffiata da Ron Atkinson, più veloce nell’accettare le avances dei Red Devils. Sarebbe stata la chiusura del cerchio, ma il matrimonio non si celebra: «Guardando indietro non andare allo United è il più grande rammarico della mia carriera» ha rivelato McMenemy nel febbraio scorso in una bella intervista al “Daily Express”.  Gli resta l’amore eterno dei tifosi del Southampton, che ha guidato ininterrottamente dal 1973 al 1985, e soprattutto la gioia per quella indimenticabile impresa in FA Cup.

FA Cup 1976

Il giro di campo con la Coppa d’Inghilterra 1976