Adriano Stabile

A Ferrara si festeggia. La Spal torna in Serie A dopo 49 anni. Il mito del club emiliano, dal nome insolito e dalla storia gloriosa, è tornato in auge grazie ai ragazzi guidati da Leonardo Semplici, allenatore all’esordio nella cadetteria, ma già capace di trovare una formula vincente.
La Spal, acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor, nasce 110 anni fa, nel marzo del 1907, per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis. Non è infatti raro, ai primordi del calcio italiano, che i club sportivi prendano vita nelle parrocchie e negli oratori.

La storia della Spal: nel 1959-60 l’anno super

Inizialmente padre Acerbis crea un circolo religioso-culturale dal nome “Ars et Labor”, nell’oratorio di Ferrara in via Coperta, da cui tra il 1912 e il 1913 nasce la polisportiva Spal. Solo allora prende vita anche la sezione calcio, inizialmente denominata A.C. Ferrara e poi diventata Spal dopo la Prima guerra mondiale. Colori sociali, il bianco e l’azzurro, presi dallo stemma dei salesiani.

L’esordio nel massimo campionato (all’epoca chiamato Prima Categoria) è un derby con il Bologna perso 3-0 il 24 ottobre 1920, con doppietta felsinea del 16enne Cesare Alberti, talento morto ad appena 21 anni per un infezione virale causata da un pasto a base di frutti di mare. Retrocessa nel 1925, la Spal, dopo mille tribolazioni (e il cambio di nome, nuovamente Associazione Calcio Ferrara, e di colori, il bianconero, tra il 1939 e il 1945), diventa mito negli anni Cinquanta e Sessanta: l’artefice del miracolo è, su tutti, il presidente Paolo Mazza.

Paolo Mazza

Paolo Mazza, presidente della Spal dal 1946 al 1977

IL MITICO PATRON MAZZA, MAGO DI CAMPAGNA
Già allenatore della Spal nel 1936-37 e nel 1941-42, Mazza resta alla guida del club emiliano per 31 anni, dal 1946 al 1977. Nel 1951 la squadra di Ferrara assapora per la prima volta la vera Serie A, restandoci per 13 campionati consecutivi. Per la stampa Mazza diventa ben presto “il mago di campagna” per la sua capacità di scovare giovani di talento e rivenderli ai grandi club. Passano dalla Spal Egisto Pandolfini, Ottavio Bugatti, Franco Zaglio, Armando Picchi, Gianni Bui, Saul Malatrasi, Fabio Capello (49 presenze e 3 reti tra il 1964 e il 1967),  Albertino Bigon e Ruben Buriani. Da queste parti spiccano il volo anche Edy Reja e Gigi Delneri, onesti calciatori e poi bravi allenatori.

QUINTO POSTO NEL 1960, CON L’ARGENTINO OSCAR MASSEI IN REGIA
Il top viene raggiunto nel 1959-60 quando la Spal raggiunge il quinto posto, alla pari con Bologna e Padova, dietro alla Juventus campione, alla Fiorentina, al Milan e all’Inter. Di quella squadra biancoazzurra, allenata da Fioravante Baldi, fanno parte il 24enne Picchi, il terzino Costanzo Balleri, il cannoniere (con 12 reti) Egidio Morbello e soprattutto la mezzala argentina Oscar Massei, tuttora, a 82 anni, leggenda per i tifosi spallini. Massei, cresciuto in patria nel Rosario Central, approda alla Spal nel 1959, dopo tre stagioni all’Inter e una nella Triestina. Si fa notare per la tecnica tipicamente sudamericana, la capacità di tiro e non di rado segna pure qualche gol. A Ferrara arretra leggermente il suo raggio d’azione, diventando uno splendido regista di centrocampo.

Oscar Massei Spal

Oscar Massei, mezzala argentina, con la maglia della Spal

LA FINALE DI COPPA ITALIA PERSA A ROMA NEL 1962
Tra le partite più belle di quel magico 1959-60 c’è su tutte il successo per 3-2 nel derby con il Bologna, in trasferta, acciuffato con un gol all’ultimo minuto di Guerrino Rossi. Nel 1962 la Spal arriva alla finale di Coppa Italia, dopo aver eliminato il Verona ai rigori, il Vicenza, il Novara e soprattutto la Juventus di John Charles in semifinale. Nel pomeriggio del 31 maggio 1962 la provinciale di Ferrara surclassa i bianconeri con un perentorio 4-1, trascinata da una doppietta di Carlo Dell’Omodarme, un prodotto del vivaio juventino.

Nella finale di Roma del 21 giugno 1962 il sogno spallino si infrange di fronte a un’altra sorpresa del torneo, il Napoli di Bruno Pesaola, che, pur militando in Serie B, si impone 2-1 vincendo la Coppa Italia.

Due anni più tardi, nel 1964, la Spal torna in Serie B per poi disputare la sua ultima stagione nel massimo campionato nel 1967-68. Spal-Juventus del 12 maggio 1968 è l’ultimo match dei ferraresi in Serie A: vittoria bianconera per 1-0 con guizzo di Zigoni dopo 9 minuti.

Bianchi Spal

Ottavio Bianchi nella Spal (Figurine Panini 1976-77)

Da allora sono iniziati decenni di alti e bassi, fino ai due terribili fallimenti del 2005 e del 2012. La Spal, appena quattro anni fa, finisce addirittura in Serie D prima della scalata che ha fatto sognare i tifosi. Da queste parti passano anche, da giocatori, Osvaldo Bagnoli, tra il 1964 e il 1967, Ottavio Bianchi, capitano nel 1976-77, e Fausto Pari, che indossa la fascia nel 1997-98. Sulla panchina della Spal si siedono, tra gli altri, G. B. Fabbri, Luis Suarez, Titta Rota, Gaetano Salvemini, Giovanni Galeone, Rino Marchesi, Vincenzo Guerrini e persino Massimiliano Allegri, in Serie C1 nel 2004-05.

Max Allegri Spal

Massimiliano Allegri ai tempi della Spal

Dal 1982 lo stadio comunale di Ferrara è intitolato al presidentissimo Mazza, scomparso l’anno precedente. La curva Ovest porta invece il nome di Giuseppe Campione, un ragazzo che è riuscito a unire, con la sua morte precoce, storiche rivali come Spal e Bologna. Approdato in Serie A con la maglia dei felsinei a soli 15 anni e 10 mesi (in un match contro il Milan di Sacchi del giugno 1989), Campione è poi scomparso in un incidente stradale il 14 settembre 1994, ad appena 21 anni, pochi mesi dopo il suo approdo alla Spal.
Oggi sarebbe un uomo di 43 anni: la Spal che è tornata in Serie A, guidata dal presidente Walter Mattioli e da mister Semplici, non potrebbe non piacergli.

Fabio Capello Spal

Capello nella Spal (Figurine Panini 1966-67)