Redazione

La campagna per l’adozione delle squadre B, per permettere ai club di testare i propri giovani in campionati probanti come la Serie B senza essere costretti a cederli in prestito, si basa spesso e volentieri sull’esperienza spagnola, in cui in grandi squadre come Barcellona e Real Madrid è quasi la prassi spedire i propri campioncini in erba a fare esperienza rispettivamente nel Barcellona B e nel Castilla. E la situazione iberica è presa come perfetto modello di equilibrio, con un sistema che naturalmente impedisce alle squadre affiliate di arrivare a partecipare alla Liga e, in ogni caso, le obbliga a rimanere sempre una categoria più in basso della casa madre.

Le squadre B nelle coppe nazionali

Ma che succede quando si gioca la Copa del Rey? Alla competizione, come avviene in Italia, partecipano anche le squadre delle serie minori, come la Segunda Division. E quando il Barça B o il Castilla sono nella divisione cadetta? Beh, ora le squadre B sono escluse dal torneo e c’è un precedente storico per cui ciò accade. È “colpa” (se così si può dire) del Castilla che nel 1980 è riuscito a raggiungere la finale della Coppa. E che in un incontro che è passato alla storia ha perso contro…il Real Madrid con un sonoro 6-1. Ma non è tutto. Arrivando in finale e venendo sconfitti dalla squadra che ha vinto il titolo, i giovanotti della Casa Blanca si sono ritrovati a prendere parte alla Coppa delle Coppe della stagione successiva. Ma andiamo per ordine.

Il Castilla in finale di Copa del Rey

Partendo per esempio dal quarto turno, in cui il Castilla viene sorteggiato contro l’Hercules, all’epoca in Primera Division. Un ostacolo apparentemente insopportabile, al punto che all’andata ad Alicante i padroni di casa si impongono con un sonoro 4-1. Ma il ritorno a Madrid regala subito la prima sorpresa dell’anno: un bel 4-0 per i mini-Blancos, che approdano così agli ottavi di finale. Dove l’avversario, se possibile, è ancora più ostico. L’Athletic Bilbao, la stessa squadra che in quella stagione si classifica settima e che qualche anno dopo vincerà per due volte la Liga. Stavolta l’impresa è doppia. Pareggio a reti bianche a Madrid e incredibile vittoria esterna al San Mames, un 1-2 che convince tutti i tifosi spagnoli: il Castilla ci sa fare. E, sebbene sia la succursale del Real, non esattamente il club più amato di Spagna, l’avventura delle Merengues di scorta comincia ad affascinare.

E quando ai quarti di finale la Real Sociedad vince per 2-1 l’andata a San Sebastian, il sogno diventa ancora più tangibile. A Madrid basta un semplice 1-0, ma il Castilla esagera e vince con due reti di scarto e vola in semifinale. Dove ci sono già Sporting Gijon, Atletico Madrid e Real. Due possibilità su tre di un doppio derby. Ma il tabellone non sembra voler premiare la cavalcata trionfale del Castilla con due match ricchi di molti significati. Però fa nulla, perchè basta imporsi in semifinale per essere certi di andarsi a giocare la Coppa proprio al Bernabeu. Ennesimo colpo al cuore con la sconfitta per 2-0 nelle Asturie ed ennesima leggendaria rimonta al ritorno. Quattro a uno e si va a Madrid. Beh, si fa per dire. Anzi, in realtà agli osservatori del Castilla non sarà neanche necessario uscire dalla vecchia struttura della Ciudad Deportiva per studiare l’avversario. Perchè in finale c’è il Real.

Derby fratricida al Bernabeu

Un caso più unico che raro, che causa anche qualche polemica. Come pensare che il Castilla ce la possa mettere tutta per battere quelli che in fond sono i propri “superiori”? Per fortuna (o per sfortuna) il divario tecnico è talmente ampio che la finale convince tutti: i piccolini non hanno alcuna possibilità di battere i grandi. Per evitare problemi, il Real di Vujadin Boskov scende in campo con i titolarissimi (Camacho, Pirri, Stielike e Santillana, tanto per dirne qualcuno) e strapazza il Castilla con un netto 6-1. La storia rete della bandiera è firmata da Ricardo Alvarez sul 4-0. E lo spagnolo sarà l’unico dell’undici castigliano a non fare mai carriera nel calcio spagnolo. Coincidenze? Chissà. L’importante è che il Castilla, in assenza di una normativa che ne preveda l’esclusione, si qualifica alla Coppa delle Coppe. E, se esistesse, si giocherebbe anche la Supercoppa di Spagna. Così non è e anche l’esperienza in Europa dura solamente un turno. Il tempo di spaventare il West Ham con un 3-1 a Madrid, prima di perdere con lo stesso risultato al Boleyn Ground e venire eliminati ai supplementari. In ogni caso, un’impresa memorabile.

Posta di fronte al caso, la UEFA ora vieta che le squadre B possano partecipare a qualsiasi competizione europea, così come la Liga stessa impedisce loro di prendere parte alla Coppa Nazionale. E ora sì che il modello spagnolo per le squadre B è veramente perfetto. Anche se, in fondo, forse era più bello prima. Quando una squadra che forse di suo non ha neanche una reale identità, è stata capace di fare l’impossibile, arrivando a sfidare ad armi pari una delle formazioni più forti del mondo.