Adriano Stabile

«Tommaso Maestrelli l’ho seguito fin da quando era giocatore, poi nella squadra azzurra che prese parte alle Olimpiadi del 1948. Successivamente l’ho avuto come allievo nella Roma e gli trovai anche una posizione nuova schierandolo a terzino destro in senso moderno, lui che era un interno e mediano. Era un caro amico, come giocatore era stato un uomo d’ordine e un esempio per gli altri». Così Fulvio Bernardini, che di Lazio, di Roma e di derby se ne intendeva parecchio, ricordava Tommaso Maestrelli al momento della sua scomparsa dopo una lunga malattia, 40 anni fa, il 2 dicembre 1976. “Fuffo” aveva conosciuto da vicino Maestrelli sin dal 1949, quando sedeva sulla panchina della Roma. Perché Tommaso Maestrelli, il mitico allenatore della Lazio campione d’Italia 1974, è stato per tre anni calciatore della Roma, diventandone anche capitano.

Tommaso Maestrelli Roma

Fulvio Bernardini e Maestrelli ai tempi della Roma

Tommaso Maestrelli capitano della Roma

Centrocampista ordinato e intelligente, Maestrelli, nato nel 1922, si forma come calciatore giocando per 10 anni nel Bari, con cui debutta in Serie A il 26 febbraio 1939 a San Siro a 16 anni e 4 mesi. Alla Roma arriva 26enne nel 1948, all’indomani della sua unica esperienza in maglia azzurra, alle Olimpiadi di Londra 1948 che l’Italia del calcio saluta ai quarti di finale, battuta dalla Danimarca 5-3. Il futuro allenatore della Lazio arriva a vestire la maglia giallorossa in maniera rocambolesca, inserito nella complicata trattativa che porta l’idolo romanista Amedeo Amadei a lasciare la Capitale per andare all’Inter.

Tommaso Maestrelli Roma

Maestrelli infortunato durante una gara tra Roma e Inter

Tommaso Maestrelli Roma

Amadei, Tavellin del Bari, Tontodonati e Maestrelli durante la trattativa del ’48

IN GIALLOROSSO NELL’AFFARE AMADEI
Il triangolo della trattativa è il seguente: la Roma è disposta a cedere Amadei ai nerazzurri in cambio di soldi e dell’ingaggio di Maestrelli e della punta Mario Tontodonati dal Bari, che a sua volta vuole 27 milioni di lire e l’ala Rinaldo Fiumi dell’Inter. Tra il 9 e l’11 settembre 1948 la trattativa va avanti febbrilmente nell’albergo Quirinale di Roma: Maestrelli e Tontodonati si impuntano perché vogliono un “premio” in denaro per il passaggio in giallorosso. I due giocatori fanno le visite mediche nella sede di via del Tritone ma, al momento di firmare il contratto, si accorgono che mancano 700 mila lire per arrivare alla cifra che avevano pattuito.
Tutto l’affare rischia di saltare perché nessuno dei tre club coinvolti è disposto a tirar fuori i soldi mancanti. Alla fine Giulio Cappelli, direttore sportivo dell’Inter, chiama da parte Amadei e lo convince, suo malgrado, a staccare due assegni da 350 mila lire. La sera di sabato 11 settembre 1948, intorno alle 22.30, la trattativa si chiude: Amadei passa all’Inter, Maestrelli e Tontodonati si trasferiscono alla Roma mentre Fiumi va al Bari. In pratica parte del primo ingaggio di Maestrelli è pagato da Amadei, idolo giallorosso ormai ai saluti.

Tommaso Maestrelli RomaQUATTRO GOL IN CAMPIONATO, MA CHIEDE DI ANDARE VIA
Il nuovo arrivato non delude le aspettative in giallorosso: si fa notare per acume tattico e per  le sue rovesciate acrobatiche, anche per risolvere azioni ingarbugliate. Maestrelli segna 4 reti in campionato nella Roma, tutte nella prima stagione: realizza il raddoppio in una gara vinta 4-2 sulla Triestina nella seconda giornata, addirittura una doppietta al Livorno, battuto 4-0 alla nona giornata il 7 novembre 1948 e infine chiude le marcature del 4-1 della quindicesima giornata, contro il Novara di Piola. La Roma di quegli anni però non se la passa affatto bene e Maestrelli, deluso, chiede di essere ceduto al Genoa. La trattativa però salta perché i giallorossi vogliono 25 milioni di lire, troppi per i liguri. 

DA CAPITANO SALVA LA PANCHINA DI BERNARDINI
Tommaso Maestrelli diventa addirittura capitano giallorosso e il 24 aprile 1950, nel pieno di una crisi tecnica della squadra, reduce da 5 sconfitte in 6 gare e in piena zona retrocessione, viene convocato dalla società in un’assemblea che deve decidere le sorti dell’allenatore Fulvio Bernardini. Tommaso, anche a nome dei compagni di squadra, preme per la conferma del tecnico e forse anche per questo Bernardini conserverà sempre un buon ricordo di lui. “Fuffo” resisterà altre due settimane per poi lasciare la panchina a Luigi Brunella, che riuscirà ad evitare la retrocessione. Nella stagione successiva però la Serie B diventa realtà per i giallorossi capitanati dal futuro tecnico laziale.

Tommaso Maestrelli calciatore

Maestrelli, a destra, in azione nella Roma

GIURA MASSIMO IMPEGNO AL CAPOTIFOSO MONTANARI
Il 5 novembre 1950, in occasione di un esodo in massa dei tifosi romanisti (la cosiddetta “Spedizione dei Mille”) per la trasferta di Marassi contro il Genoa, Memmo Montanari, 40enne capotifoso giallorosso, entra negli spogliatoi pochi minuti prima del match per parlare con capitan Maestrelli. La Roma è ultima in classifica e Montanari chiede il massimo impegno per ottenere i primi punti in trasferta della stagione. Le ultime due gare fuori casa, contro Juventus e Inter, si sono concluse con due sconfitte pesantissime: 7-2 e 6-0. «Memmo, a nome di tutti io ti giuro che cercheremo di morire sul campo, piuttosto che uscire sconfitti. Dillo ai nostri tifosi», sono le parole del capitano. La Roma effettivamente gioca al massimo e, in vantaggio per 2-1, vede sfuggire la vittoria soltanto al penultimo minuto per un guizzo di Stellan Nilsson, ala svedese del Genoa.

Tommaso Maestrelli

Il francobollo dedicato a Maestrelli in occasione dei 40 anni dalla sua morte

RETROCEDE IN SERIE B DA CAPITANO DELLA ROMA
I giallorossi, guidati in panchina prima da Baloncieri, poi da Serantoni e infine da Masetti, non riescono a evitare la loro unica retrocessione in Serie B della storia. Maestrelli peraltro salta alcune delle ultime decisive partite e non è in campo nella drammatica sfida vinta contro il Milan, all’ultima giornata, vanificata dal contemporaneo successo del Padova, che si salva ai danni della Roma. L’avventura giallorossa del futuro allenatore laziale finisce là, nell’estate 1951, quando viene ceduto alla Lucchese. Qualcuno, a distanza di decenni, potrà sorridere pensando che un idolo biancoceleste è stato capitano della Roma nell’anno della sua retrocessione. Ci sta, è lo sfottò: fa parte della cultura romanista e laziale. Forse anche Tommaso Maestrelli farebbe un sorriso, per poi cambiare discorso e sminuire la cosa. Peccato che il destino ce lo abbia sottratto troppo presto, 40 anni fa.

Chinaglia Maestrelli

Giorgio Chinaglia e Tommaso Maestrelli ai tempi della Lazio