Adriano Stabile

A vederlo, oggi come 45 anni fa, sembra lo stereotipo del tedesco tracagnotto con cui mangiarsi un panino con wurtstel accompagnato da un enorme boccale di birra. Eppure Uwe Seeler è stato un atleta straordinario, un mito per la Germania e, soprattutto, per il suo Amburgo. Bomber implacabile, centravanti generoso e combattivo, Seeler compie oggi 80 anni e la Germania intera lo sta celebrando.

Uwe Seeler

Seeler e Bobby Moore prima della finale mondiale 1966 (foto World Soccer)

Uwe Seeler, figlio d’arte e bandiera dell’Amburgo

Nato il 5 novembre del 1936 ad Amburgo, città della cui squadra sarà bandiera per 19 anni, Uwe Seeler respira l’aria del calcio sin da piccolo. Papà Erwin, nato nel 1910 e scomparso nel 1997, è infatti un buon attaccante, tra il 1926 e il 1951, che milita a lungo nell’Amburgo, con cui disputa oltre 400 partite. Così Uwe e il fratello Dieter, più grande di cinque anni, ci mettono poco a diventare calciatori di professione. Il piccolo Uwe, spronato dal padre, entra nelle giovanili dell’Amburgo sin dal 1946, quando non ha neanche dieci anni. Il 5 agosto 1953 debutta in prima squadra, non ancora 17enne, in un match contro il Göttingen 05, e un anno più tardi, il 29 agosto 1954, realizza il primo gol in campionato, all’Oldenburg. Con i ragazzi della nazionale giovanile tedesca partecipa a due tornei Juniores della Fifa, nel 1953 e 1954, risultando protagonista della seconda edizione, in terra teutonica: con 8 reti segnate in 4 gare trascina infatti la Germania Ovest alla finale, poi persa contro la Spagna il 19 aprile 1954 a Colonia.

A 17 ANNI IN NAZIONALE, RECORD NEL DOPOGUERRA
L’approdo nella nazionale tedesca non tarda ad arrivare: il 16 ottobre 1954 il ct Sepp Herberger lo inserisce nella squadra campione del mondo che ad Hannover affronta la Francia, perdendo 3-1. Seeler ha 17 anni e 11 mesi, tuttora il più giovane calciatore nella storia della nazionale tedesca nel dopoguerra (terzo in assoluto dopo i pionieri Willy Baumgärtner e Marius Hiller). Il 30 marzo 1955, alla terza presenza nella “Mannschaft”, affronta l’Italia, che si impone a Stoccarda 2-1 con reti di Frignani e Pivatelli. Uwe Seeler entra in pianta stabile in nazionale però soltanto nel 1958, in occasione dei Mondiali in Svezia, che disputa da protagonista, segnando all’Argentina e all’Irlanda del Nord.

Uwe Seeler

Seeler nell’Amburgo

OTTO VOLTE CAPOCANNONIERE IN GERMANIA
Nel frattempo il fratello Dieter, dopo qualche stagione nell’Altona 93, lo raggiunge all’Amburgo nel 1955. In quegli anni Uwe Seeler è il vero mattatore dell’Oberliga Nord: vince la classifica dei cannonieri nel 1954-55 (28 gol), 1955-56 (32 gol), 1956-57 (31 gol), 1958-59 (29 gol), 1959-60 (36 gol), 1960-61 (29 gol), 1961-62 (28 gol) e in occasione della prima edizione della Bundesliga, nel 1963-64 (30 reti). Nel 1959-60, con 49 gol in 34 partite (compreso il girone finale), trascina il suo Amburgo al titolo tedesco, che mancava dal 1928. Nella finale del 25 giugno 1960 contro il Colonia il piccolo numero 9 segna una doppietta, tra cui il gol del definitivo 3-2 a due minuti dalla fischio conclusivo. Tre anni più tardi, il 14 agosto 1963, stende il Borussia Dortmund con una tripletta regalando all’Amburgo anche la Coppa di Germania.

“UNS  UWE”: FORTE DI TESTA, DI DESTRO E COMBATTIVO
Uwe Seeler, anche grazie alle sue imprese in nazionale, acquisisce straordinaria popolarità: è nominato “calciatore dell’anno” in Germania Ovest nel 1960, 1964 e nel 1970, per tutti i tedeschi, anche per i tifosi avversari dell’Amburgo, diventa “Uns Uwe” (il nostro Uwe) grazie alla sua generosità e correttezza, unita comunque a una grande combattività in campo. Il suo pezzo forte, nonostante la bassa statura (è alto 1,69 e pesa 76 chili), è il colpo di testa in virtù di una straordinaria elevazione e forza nelle gambe. Coraggioso, ha un destro al fulmicotone ed è in grado di calciare da ogni posizione, anche in corsa.

È IL PRIMO CALCIATORE A SEGNARE IN QUATTRO MONDIALI
Nella nazionale è protagonista fino al 1970, diventando il primo calciatore a segnare in quattro edizioni del Mondiale (ha preceduto di pochi minuti Pelé): 9 gol in 21 gare tra Svezia ’58 e Messico ’70. In totale, con la Germania Ovest, raccoglie 43 gol in 72 presenze, realizzando tre triplette e cinque doppiette. Gli resta il rimpianto di avere soltanto sfiorato le squadre tedesche campioni del mondo, prima e dopo di lui: nel 1954 e nel 1974.

Uwe Seeler

Uwe Seeler in un francobollo di Ajman, stato degli Emirati Arabi Uniti

IL TRIBUTO NEL 1972 CON BEST, EUSEBIO E RIVERA
Anche con l’Amburgo vince poco, ma resiste alla tentazioni che gli vengono da Spagna e Italia (lo cerca insistentemente, per sua stessa ammissione, l’Inter di Herrera nel 1961) per restare fedele al club della sua città, con cui gioca fino al 1972. In totale conta 476 presenze e 404 gol in campionato nella sua squadra del cuore, più 29 presenze e 21 reti nelle coppe europee. Il 1° maggio 1972, per il suo addio al calcio, ad Amburgo si affrontano una selezione europea e la squadra di Seeler, battuta 7-3. Per tributargli il giusto onore scendono in campo fuoriclasse come Banks, Sepp Maier, Beckenbauer, Moore, Bobby Charlton, Rivera, Gerd Müller, George Best, Eusebio e Dzajic.  Tra il 1995 e il 1997 Seeler diventa persino presidente dell’Amburgo, prima di dimettersi per una serie di guai finanziari, di cui peraltro non è responsabile.

Uwe Seeler

La foto di Sven Simon a Seeler nella finale del 1966, era a fine primo tempo o a fine match?

LA FOTO DI SEELER EMBLEMA DELLA SCONFITTA
Vive delusioni cocenti: con la maglia della Germania Ovest perde la finale mondiale del 1966, 4Uwe Seeler figurina-2 a Wembley contro l’Inghilterra, e la partita del secolo” del 1970 in Messico, 4-3 contro l’Italia (Seeler in quell’occasione è capitano tedesco). Una sua foto (scattata da Sven Simon) della finale del ’66 viene premiata a un concorso proprio perché rappresenta al meglio l’amarezza degli sconfitti. Successivamente ne nasce una controversia perché quell’immagine sembra in realtà essere stata catturata al rientro negli spogliatoi dopo il primo tempo e non a fine gara. Quindi era stanchezza, non delusione.
Nell’Amburgo non è da meno: nel 1961 manca la finale di Coppa dei Campioni dopo una tiratissima semifinale contro il Barcellona di Suarez, Kubala, Kocksis e Czibor. Il 12 aprile al Camp Nou perde 1-0, il 26 aprile al Volksparkstadion l’Amburgo si impone 2-1 e il 3 maggio, nello spareggio di Bruxelles, i tedeschi sono condannati da un gol del brasiliano Evaristo poco prima dell’intervallo. In finale, contro il Benfica, il Barcellona soccomberà per 3-2.
Nella carriera di Seeler brucia anche il ko nella finale di Coppa delle Coppe del 23 maggio 1968: stavolta è il Milan a fermare i sogni di gloria amburghesi imponendosi 2-0 a Rotterdam grazie a una doppietta del vecchio Hamrin. Uwe si consola con il titolo di capocannoniere del torneo, con 8 reti.

Uwe Seeler

Facchetti e Seeler prima di Italia-Germania 4-3 del 1970

Uwe Seeler AdidasTORNA IN IRLANDA A 41 ANNI NEL CORK CELTIC
Il 23 aprile 1978, a 41 anni, torna a giocare una partita nel campionato irlandese, con la maglia del Cork Celtic. Seeler viene convinto a rimettere gli scarpini dall’ex compagno di squadra Franz-Josef Hönig nell’ambito di un evento promozionale legato a uno sponsor: il vecchio campione non si smentisce e in quest’ultima apparizione segna una doppietta: il Cork Celtic ringrazia e si impone 6-2 sullo Shamrock Rovers. L’anno dopo vive il dolore della perdita del fratello maggiore Dieter, che nel 1973 aveva avuto problemi di cuore e il 21 settembre 1979 muore a 47 anni per una grave malattia ai reni. Nell’aprile 2005 l’Amburgo dedica a Uwe Seeler un’enorme statua in bronzo, davanti all’Aol Arena, che rappresenta il suo piede fatato. Oggi la sua dinastia calcistica è continuata dal nipote Levin Öztunali, che gioca in Bundesliga nel Mainz, erede di una figlia dell’ex campione tedesco.

Oggi, grassottello ma in ottima forma, il grande Uwe Seeler prepara i festeggiamenti per gli 80 anni e si concede a qualche giornalista: «Sono soddisfatto della mia vita – ha detto ieri a Rp Online – a questa età devo solo cercare di rimanere in buona salute. Tutto funziona come prima quindi sono felice». Generoso, umile e battagliero, come sempre. “Uns Uwe”.

Uwe Seeler

Uwe Seeler oggi (foto Bild.de)

Uwe Seeler monumento

Il monumento dedicato a Seeler ad Amburgo