Luca Palamara

Nei giorni scorsi vi sono state numerose anticipazioni giornalistiche che, interpretando un comunicato della FIGC, hanno raccontato di una rinnovata volontà governativa di rimodulare l’accesso agli impianti sportivi, volontà chiaramente ispirata al condivisibile obiettivo di favorire la più ampia partecipazione dei tifosi alle partite contestualmente alla semplificazione nell’acquisto del biglietto. Se confermata, si tratterebbe di una decisione molto importante e significativa che sembra porsi in una soluzione di ideale continuità con i provvedimenti che hanno reso possibile la rimozione delle barriere all’interno dello stadio Olimpico.

È bene ricordare che la tessera del tifoso venne introdotta nel 2009 con l’intento di individuare nominalmente chi si recava allo stadio e di tutelare la sicurezza all’interno degli stadi spesso messa a repentaglio dagli scontri tra tifoserie dentro o in prossimità degli stadi e più in generale dalla minaccia terroristica che oramai pervade l’intero mondo occidentale. Tale provvedimento è stato molto criticato dalle tifoserie organizzate che da sempre hanno lamentato una diversità di trattamento tra chi intende fruire dello spettacolo calcistico, che secondo questa impostazione sarebbe sempre di più sottoposto a limitazioni citando come esempi i tornelli, le barriere e last but no least la tessera del tifoso, e chi fruisce di altre tipologie di spettacoli tra cui in particolare i grandi concerti per i quali viceversa non vengono previsti controlli pur in presenza di rilevanti assembramenti di persone.

Non è questa la sede per stabilire un rapporto di causa effetto tra questi provvedimenti e la presenza degli spettatori negli stadi. È indubbio però che negli ultimi anni, complici spesso anche strutture fatiscenti, gli stadi italiani hanno subito un processo di progressiva desertificazioneÈ arrivato il momento di rilanciare con forza il movimento calcistico e bisogna dare atto degli sforzi che il CONI, la FIGC ed il Governo stanno facendo per dare un segnale di inversione della rotta.  Per queste ragioni condivido l’idea di eliminare la tessera del tifoso e più in generale di schedare chi vuole andare allo stadio.

Ci vuole molto coraggio ed assunzione di responsabilità. Questo è indubbioSi tratta di un grande attestato di fiducia alle tifoserie sane di tutta Italia che voglio augurarmi sapranno raccogliere la sfida e sapranno pienamente responsabilizzarsi da questo punto di vista. Anche io sono nostalgico dei tempi in cui vi era la possibilità di decidere di recarsi allo stadio all’ultimo minuto quando con l’avvicinarsi dell’incontro calcistico aumentava il mal di pancia e si decideva che era meglio assistere dal vivo e sostenere più da vicino la squadra del cuore. Ma i tempi sono cambiati, e sarebbe un grave errore negarlo, ed è sempre meglio prevenire che reprimere, soprattutto all’interno degli stadi.

Per questo motivo l’idea della eliminazione della tessera del tifoso deve andare di pari passo con il rafforzamento dei controlli interni agli stadi, ed in particolare nelle curve, attraverso un più profondo coinvolgimento dei tifosi stessi, i quali per primi devono rendersi garanti del rispetto delle regole, e l’utilizzo di telecamere, che diano alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire prontamente e conseguentemente di identificare chi all’interno commette fatti illeciti. Ritengo che questo sistema, già utilizzato negli stadi inglesi, sia facilmente esportabile anche nel nostro Paese.

Riportare le famiglie e chi ama il calcio negli stadi è una partita che si può vincere: ma serve fair play e responsabilità da parte di tutti, nessuno escluso.