Massimo Piscedda

Alberto Brignoli, estremo difensore classe 1991, è davvero un buon portiere. Lo ha comprato la Juventus nel 2015 dalla Ternana perché ci credeva e si erano già notate le sue capacità. Da quel momento in poi, ha iniziato a girare per diverse squadre tra Italia e Spagna (il ritorno alla Ternana, poi Sampdoria, Leganes e Perugia), ma senza mai essere titolare. Poi è arrivata l’occasione con il Benevento e, in occasione della partita contro il Milan, il suo nome è entrato nelle case di tutti gli sportivi italiani. Il motivo è che ha segnato a tempo scaduto il goal del pareggio dei sanniti, regalando ai giallorossi il primo storico punto in classifica dopo 15 gare, cancellando quello zero che stava diventando un incubo.

L’esecuzione è stata perfetta, da vero bomber. Proprio sull’ultimo calcio d’angolo, quando ormai manca una manciata di secondi al fischio finale e la disperazione ti porta addirittura a pensare che in fondo anche un portiere può saltare di testa e far goal. E alla fine così è stato. Ma indipendentemente dal gol, Brignoli rimane un buon portiere. Non diventa certamente più bravo tra i pali perché ha segnato, ma la sua prodezza è sicuramente degna di attenzione. Anche perché i casi come questi sono stati pochi, ma soprattutto assolutamente indimenticabili per chi ne è stato protagonista.

Quello del Vigorito è stato certamente un pomeriggio pieno di emozioni. E altrettanto certamente Brignoli ricorderà per sempre questa giornata, come una delle migliori della sua carriera. Ma conoscendolo, credo che sarebbe molto più felice se, partendo dal punto strappato al Milan di Gattuso a tempo ormai scaduto, il Benevento potesse riuscire a cominciare anche solo minimamente a credere ad una fievolissima speranza di salvarsi in questa Serie A. E forse la baratterebbe anche con il suo magnifico e già leggendario gesto sportivo. Complimenti Alberto. Continua così!