Massimo Piscedda

Finalmente abbiamo appreso che per fare oltre 20 goal a stagione il segreto è alimentarsi con stufato di fagioli, frittata prosciutto e formaggio, tutto annacquato con bottigliette di Redbull, esattamente due, e bevute in meno di trenta secondi, come fosse doppio caffè espresso. Qualcuno l’ha chiamata dieta ma forse è solo come mangia un inglese di nome Vardy prima di una gara. L’alimentazione di un atleta negli ultimi trenta anni è molto cambiata. Nutrizionisti, dietologi e naturalmente medici in questo ultimo quarto di secolo hanno detto tutto e il contrario di tutto. Prima di una partita la bistecca era quasi obbligatoria, poi hanno capito che la digeribilità della carne varia dalle 6/7 ore e quindi è stata abolita. Ci si è accorti, ma questo lo è stato sempre, che un atleta ha bisogno di energia che brucia in 8/10 secondi. I carboidrati della pasta sono dunque perfetti, se poi ci aggiungi la crostata di mele siamo davvero a posto. Insomma, ognuno ha una sua idea anche sull’alimentazione. Io credo che prima di una partita non bisogna appesantirsi per il fatto che in campo c’è da correre. Poi se mangi una frittata o uno stufato oppure nulla, è una  scelta dettata da ciò che il cervello consiglia in quel momento. Certo, la pasta è essenziale, la mangiano un po’ tutti, poi il resto o è abitudine o come dice Vardy: superstizione. La cosa importante è non esagerare, nel mangiare… e nel bere!