Maurizio Compagnoni

Il pareggio senza reti contro il Siviglia, all’esordio in Champions, ha avuto quasi l’effetto di una doccia gelata sull’entusiasmo dei tifosi della Juve. La sontuosa campagna acquisti estiva aveva scatenato l’entusiasmo della piazza. Allegri, nel post partita, si è tolto qualche sassolino battendo i pugni sul tavolo. L’allenatore, giustamente, ha ricordato come ci siano almeno 4 o 5 squadre all’altezza se non addirittura superiori alla Juve in Europa. Il pari con il Siviglia non è un risultato disastroso anche se adesso impone alla Juve di non sbagliare Più. Non tanto per la qualificazione, che resta ampiamente alla portata, quando per ottenere il primo posto nel girone che (in teoria) dovrebbe garantire un ottavo più agevole. Io non condivido l’opinione di chi sostiene che la Juve “sarebbe quasi obbligata a vincere la Champions”. A parte che ci sono delle avversarie, come sostiene Allegri, molto forti c’è da considerare che la Champions, dagli ottavi in poi, è un torneo a eliminazione diretta. Questo vuol dire che spesso gli episodi possono determinare, al di là dei valori.

LA JUVENTUS AVEVA UNA PANCHINA DI TUTTO RISPETTO
La Juve ha il dovere di fare un bel girone di Champions, possibilmente vincerlo e arrivare almeno ai quarti di finale . Dopo di che tutto può accadere. Certo, l’avvio con il Siviglia non è stato esaltante. E’ chiaro che la Juve, oltre al risultato, poteva fare meglio sul piano della prestazione. Il primo tempo, in particolare, è stato deludente. Non mi hanno convinto le scelte di Allegri in mezzo. Se ti presenti in casa con una linea di centrocampo con Dani Alves, Khedira, Lemina, Asamoah e Evra è quasi inevitabile che accusi un deficit di qualità e fai fatica a costruire. In panchina c’erano Pjanic, Cuadrado, Alex Sandro e Pjaca: troppi. Quando nel secondo tempo Allegri ha cambiato, si è vista un’altra Juve che avrebbe meritato la vittoria. E’ stata, quella iniziale, una formazione strana, come se Allegri avesse paura delle ripartenze dell’avversario che invece si è presentato, addirittura, senza punte di ruolo. Strano, se paragoniamo la Juve del primo tempo contro il Siviglia a quella che a maggio 2015 eliminò in semifinale il Real o a quella che in primavera fece tremare il Bayern Monaco all’Allianz Arena. Credo che Allegri farà tesoro del primo tempo contro il Siviglia. Contro il Benfica è lecito credere a una Juve diversa, con più qualità. Anche perché la qualità, nella rosa della Juve, abbonda e lasciarla in panchina è davvero uno spreco.