Bobo Craxi

In un pomeriggio di settembre atterriamo all’aeroporto delle Asturie. Sulla strada che ci conduce ad Oviedo, circondati dalla bruma atlantica, Adriano Galliani mi confida tutta la soddisfazione che ha avuto ripensando al lungo cammino, che lo ha condotto in parallelo con il Monza e con la sua elettronica industriale a fianco di Silvio Berlusconi. Era stato anche un giovane candidato sindaco della città per conto della Democrazia Cristiana, ma la sua vera vocazione era quella di essere uno straordinario numero due ed un affidabile manager di una squadra che non poteva che lottare per importanti trofei.

È la vigilia di una “prima”: si gioca contro lo Sporting Gijon, squadra di metà classifica del campionato spagnolo ma orgoglio delle Asturie, che proprio nel mese di settembre celebrano la loro Festa più popolare, la Fiesta de la Virgen de la GuíaIl clima é incandescente. I rossoneri di Sacchi vanno subito sotto ed il loro é un esordio deludenteA Oviedo, nel grande Hotel della Reconquista, Berlusconi allieta i suoi tifosi-clienti improvvisando uno show canoro accompagnato da Fidel al piano. Business & calcio vanno a braccetto. La lunga marcia é appena cominciata.

Il tema del panettone per Sacchi é un tormentone milanese che dura almeno fino a dicembre. I rossoneri vengono liquidati dall’Espanyol sul campo neutro di Lecce, dove giocammo le due partite di coppa a causa di una squalifica, ma anche per onorare la più grande comunità di milanisti del sud, che come suggerito dal grande amico democristiano di Silvio Berlusconi, il leccese Pino Leccisi, autorevole membro della commissione poste e telecomunicazioni della Camera, vivono in in Puglia

Sacchi riesce a perdere anche nel suo esordio casalingo contro la Fiorentina, schiantato da un esuberante Baggio. C’è dello sconforto, perché Berlusconi continua a ritenere che Sacchi sia la persona giusta, ma non può neanche non arrendersi all’evidenza dei continui insuccessi. In una pizzeria é proprio Craxi che lo rincuora, “Se gli obiettivi sono quelli che tu ti poni, presto o tardi i risultati non tarderanno a venire“.

La svolta avviene a Verona, la nostra Fatale Verona, che in quel caso segna l’inizio della cavalcata trionfale verso lo scudetto. Pietro Paolo Virdis segna il goal decisivo ed è anche l’ultimo a segnare nella giornata di campionato che sul Lago di Como riporta il Milan nuovamente sul podio delle grandi del nostro calcio. Schiantando il Napoli di Maradona, il Milan diventa un caso ed un modello calcistico. Sul terreno della città di Sofia, capitale di una Bulgaria ancora comunista, i rossoneri fanno un esordio sontuoso nella Coppa dei Campioni (oggi ChampionsLeague), che nell’era Berlusconi riusciranno ad alzare per ben cinque volte affrontando otto finali.

Avere partecipato sin dall’inizio a questa epopea calcistica mi fece guadagnare il favore del Presidente, che mi volle inserire nel consiglio di amministrazione della squadra. Niente di più che una carica onorifica, ero insomma parte della famiglia rossonera. Continuavo naturalmente ad andare allo stadio, mentre attorno a noi si era circondati da un clima euforico. Una squadra rispettata nel mondo ed amata dai suoi tifosi, una vera e propria sbornia di successi aveva avvolto un popolo reduce da grandi sofferenze calcistiche.

Ma d’altronde riuscire a vedere assieme una replica olandese del celeberrimo Gre-No-Li degli anni 50, poter ammirare in tempi di guerra civile il più forte serbo (Savicevic) accanto al simbolo calcistico dell’indipendenza croata (Boban), i ragazzi della stirpe d’oro (cresciuti nelle giovanili) diventare dei fuoriclasse, poter ammirare in campo il figlio di un grande milanista come Cesare Maldini, avere una squadra internazionale fatta da sudamericani, rumeni o il francese Pallone d’oro Papin, e da giocatori come Ancelotti rendeva orgoglioso uno Stadio che era il centro del mondo calcistico e suscitava anche l’esigenza di rendere sempre più all’altezza e competitivo anche il resto del Calcio Italiano. Non é per caso che nel 1994, proprio sotto la guida di Sacchi ritornammo finalisti in una Coppa del Mondo per nazioni…

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