Maurizio Compagnoni

Nelle tante stravaganze delle strategie di mercato milaniste c’è anche il reiterato tentativo di cedere Bacca. Galliani ci ha provato in tutti i modi ma alla fine, suo malgrado, il colombiano è rimasto in rossonero. Che fosse forte lo si sapeva da tempo, dalle prodezze in Spagna, dal buon rendimento con la nazionale colombiana dove viene regolarmente preferito a Jackson Martinez, molto più considerato (chissà perché) da noi. E al Milan, al primo anno, pur in una stagione pessima della squadra, era andato più che bene. Eppure la società ha provato, con sorprendente tenacia, a sbolognarlo. Lui è rimasto e si è presentato con la tripletta al Torino. Il Milan sul mercato ha fatto poco o nulla. Se vuole sperare di (almeno) rientrare in zona Europa non può prescindere da Bacca. Lui è uno che vale 20 gol a campionato, forse anche qualcosa di più considerando che il gioco di Montella è molto più propositivo di quello di Mihajlovic.

E’ chiaro che Bacca da solo non basta. Qualche anno fa il Bari retrocesse pur con il miglior marcatore del campionato (Protti). Il Milan non ha cambiato quasi nulla rispetto all’ultima stagione. Gustavo Gomez è da valutare, il centrocampo è rimasto lo stesso. C’è la voglia di sfondare di Niang che potrebbe (condizionale obbligatorio) fare il salto di qualità. Il Milan ha la possibilità di fare cassa cedendo Romagnoli al Chelsea che offre 35 milioni ma spendere quei soldi negli ultimi giorni di mercato non è facile. E’ probabile che da qui a fine mercato la rosa resti così com’è. Con prospettive non esaltanti ma i tifosi rossoneri possono consolarsi con la conferma di Bacca. Senza il colombiano il Milan sarebbe stato destinato a un campionato anonimo. Con lui può puntare concretamente all’Europa League e se dovesse esplodere Niang i tifosi potrebbero sognare (almeno quello) un posto in Champions. Anche se, oggettivamente, sembra molto complicato.