Marco Piccari

Una girata a centrocampo e poi via verso la porta. Un po’ ingobbito e sgraziato ma con il pallone sempre incollato al piede. Il difensore prova a prenderlo ma lui accelera e scappa a testa bassa come un toro pronto a colpire. Ormai la porta è vicina e allora un secondo difensore prova a fermarlo, ma lui con la potenza lo trascina con se,  poi i due cadono e il bomber ottiene un calcio di rigore. I giocatori del Crotone si arrabbiamo e forse hanno anche ragione, ma nel rivedere quella corsa, unita a una forza dirompente, non ci sono dubbi: Belotti è sempre più Giorgio Chinaglia, il mitico bomber della Lazio campione d’Italia nel 1974.

I paragoni alcune volte sono forzati ed eccessivi, ma questo accostamento è vero, genuino ed il più vicino alla realtà. Giorgio Chinaglia era un trascinatore, un combattente, quando partiva non lo fermava nessuno. Quel gigante di 1.86 scappava via pallone al piede ed era irresistibile. Forte, potente e con una voglia di spaccare tutto e tutti e i difensori venivano travolti dalla sua furia,  la gente invece si esaltava con lui. Un grido e un boato accompagnavano ogni sua azione. Quando scattava a testa bassa in tutti c’era la convinzione che quel numero 9 potesse arrivare fino in porta e fare gol. I tifosi lo amavano e con lui in campo non temevano nessuno, così hanno raccontato Long John e così lo hanno mostrato le immagini spesso in bianco e nero, ma sempre nitide dove quell’immenso cavallone che quando partiva sprigionava forza, rabbia e anche libertà. La libertà di arrivare fino in fondo e magari coronare un grande sogno. E il 15 aprile contro il Crotone, a distanza di 5 anni dalla scomparsa di Chinaglia, il bomber granata Andrea Belotti ha fatto rivivere il mito biancoceleste. Una girata e via verso la porta, a testa bassa è scappato via saltando i difensori con la sua potenza ed esaltando i tifosi con la sua forza e determinazione. In campo quel numero 9 granata non si arrende mai, si getta su ogni pallone, lotta di continuo e quando serve corre in difesa e aiuta i compagni facendo anche il difensore. Proprio come Giorgione anche Belotti è un trascinatore e questo piace alla gente che è pazza di lui. La speranza è che il Gallo possa continuare ad indossare la maglia del Toro per proseguire a corre con rabbia, forza per magari un giorno coronare un grande sogno proprio come quello di Giorgio Chinaglia. Finalmente in campo Giorgione ha trovato un suo degno erede. Una girata e via verso la porta: Belotti ha fatto rivivere Chinaglia.