Massimo Piscedda

Federico Bernardeschi, classe ’94, è un ragazzo promettente e su questo nessuno discute. Può diventare un calciatore fondamentale per la sua Fiorentina? A mio avviso è sulla buona strada anche se al momento sembra ancora incompleto per essere considerato un top player. Dopo il grande campionato a Crotone si è distinto in Under 21 ed è arrivato in Serie A disputando un campionato con diverse presenze per poi essere impiegato con continuità nello scorso campionato da Paulo Sousa. Si è guadagnato la Nazionale ed è stato inserito nella lista dei 23 per gli Europei 2016 da Antonio Conte. Insomma una salita in alto vertiginosa dove alla fine è forse naturale qualche battuta d’arresto. Tecnicamente è un mancino che gioca a destra, è un giocatore moderno perché abbina qualità tecnica e intelligenza tattica, insomma l’ideale per un allenatore a cui piacciono esterni con queste caratteristiche. Ultimamente è stato impiegato come mezzala destra, credo che in quella posizione perda la sua imprevedibilità e anche un po’ di sicurezza. Chi è abituato ad avere come punto di riferimento, come nel suo caso, la linea laterale, ha poi difficoltà a giocare in mezzo al campo, dove il raggio d’azione passa 360° contro i 180° della fascia. Sono certo che in questo calcio, e soprattutto in quello italiano, Bernardeschi sarà un elemento importante per la Fiorentina e per la Nazionale, anche se in questo contesto mi riservo il giudizio in un prossimo futuro. Per essere top player devi importi prima in Champions League e poi in Nazionale. Tutti ce lo auguriamo.