Redazione

I cittadini del Regno Unito hanno votato sì al referendum per uscire dall’Unione Europea. Spieghiamo in quattro punti le possibili conseguenze della Brexit per il mondo calcio nel nostro continente.
1) Per i calciatori: i calciatori britannici diventeranno extracomunitari. Saranno quindi considerati come i sudamericani (e anzi peggio, perché quasi tutti i sudamericani hanno un passaporto comunitario e quindi sono considerati comunitari) o i calciatori provenienti dall’Europa dell’est o dall’Africa (anche qui con la differenza che anche molti calciatori africani hanno il doppio passaporto). Con tutte le conseguenze legate alla loro tesserabilità e ai limiti di giocatori extracomunitari presenti nella rosa dei club calcistici. Non si applica infatti agli extracomunitari quanto stabilito dalla sentenza Bosman, sulla libera circolazione degli atleti comunitari.
2) Per i giovani: divieto di tesseramento di minorenni britannici nei club comunitari e, viceversa, dei giovani comunitari da parte dei club britannici. L’articolo 19 dello Statuto FIFA vieta infatti il tesseramento di calciatori minorenni, ma questo divieto non si applica ai giovani che hanno compiuto il sedicesimo anno di età di nazionalità comunitaria che possono liberamente circolare all’interno della Unione Europea e, più in generale, della SEE (che è lo spazio di libera circolazione comune all’UE e all’Efta).
3) Per i club: il probabile deprezzamento della sterlina farà perdere una parte del potere di acquisto dei grandi club della Premier League, che non potranno più fare incetta delle grandi stelle del calcio. La Premier, che in parte consistente ha i propri ricavi in sterline, ne soffrirà sicuramente.
4) Cosa non succederà? I club britannici (inglesi, scozzesi, gallesi e nordirlandesi) non usciranno dalle competizioni continentali e le rispettive nazionali non usciranno dagli Europei. Si tratta di manifestazioni gestite dall’Uefa (alla quale aderiscono tutte le federazioni nazionali del continente europeo) non dall’Unione Europea.