Stefano Impallomeni

Nel poker di Lugano, dal tabellino dei marcatori esce una doppia coppia strana. Nelle amichevoli estive succede spesso. I quattro gol del Milan non portano firme illustri. Patrick Cutrone (’98) e Giovanni Crociata (’97) rinfrescano l’aria. Un bomber alla Morata e un centrocampista che sa dare del tu al pallone si prendono la scena. Due gol della gioventù rossonera, poi il tardo pomeriggio svizzero si conclude con i gol di Sosa e Gomez, destinati non a sperare come i ragazzotti, ma ad immaginare panchine periodiche in una squadra che avrebbe parecchio, ma non ancora tutto per giocarsela con gli altri per un posto in Champions.

Montella schiera 5 degli ultimi sette acquisti top. Mancano all’appello soltanto Andrè Silva e Conti. Çalhanoğlu, il più atteso, non fa l’esterno e gioca da mezzala. Così così, in attesa della forma. Ad impressionare è Kessiè, un quattro ruote motrici notevole capace di fare quantità e qualità nella stessa misura. Anche Rodriguez sulla fascia sinistra dà segnali significativi. Musacchio e Borini sono apparsi ancora in fase di rodaggio. Montella può ritenersi soddisfatto. A Lugano entusiasmo alle stelle, su Facebook la partita “live” seguita da 90.000 persone. Il Milan sta prendendo forma. Eppure, nonostante i sette acquisti realizzati in poco più di un mese e mezzo, c’è ancora un senso di incompletezza nella nuova galassia rossonera. La sensazione è che manchino due “califfi” esperti in grado di equilibrare una rosa ampia e generosa.

calhanoglu milan

Calhanoglu con la maglia della nazionale turca

I cinesi sembrano intenzionati a non lesinare. I 150 milioni di euro già tirati fuori dalle casse rappresentano una spesa eccezionale, ma serve uno sforzo ulteriore per suggellare operazioni di mercato che potrebbero essere ancora più proficue di quanto sembrino al momento attuale. Biglia e Aubameyang sarebbero le ultime due perle da infilare nella collana delle entrate. Ciliegione sulla torta e validi contributi. L’argentino, praticamente già preso, e il gabonese non sono sensazionalismi fini a se stessi, ma profili necessari per rendere migliore una squadra che, con loro in campo, sarebbe veramente competitiva fin da subito. Biglia è il regista tipico che serve e Aubameyang l’attaccante completo, veloce e prolifico che darebbe lustro a un reparto che con il solo André Silva non rassicurerebbe granché. Il portoghese non è malaccio, ma è una scommessa, mentre Aubameyang più di una certezza. Il gabonese sa riempire l’attacco con i numeri e con la personalità adeguati.

Così facendo, Montella avrebbe meno difficoltà e troverebbe meno ostacoli nella gestione di un gruppo folto e non affatto facile da organizzare giorno per giorno. La nuova galassia rossonera sarà il suo vantaggio, ma anche il suo limite. Per l’allenatore sarà un vero banco di prova, perché non si è mai confrontato con un’abbondanza del genere. Anche da lui, da come saprà gestire la squadra dipenderanno le fortune del Milan. Çalhanoğlu impiegato da mezzala, ad esempio, non ha convinto. Ma aspettiamo e vedremo. La distanza che separa la follia dal genio è misurata dal successo. Se son buon rose fioriranno, anche se il paradosso rossonero resta. Lo shopping compulsivo dell’ultimo mese non sembra essere sufficiente. Senza Biglia e soprattutto senza Aubameyang manca qualcosa di importante. Manca qualcosa da Milan.