Stefano Impallomeni

Salah ha voluto quel che cercava, la Roma anche. Operazione di mercato ineccepibile. L’egiziano ritrova la Premier, dopo la grigia esperienza nel Chelsea, e va al Liverpool. Il club giallorosso incassa una pioggia di milioni, circa 40 più bonus, e compie una sontuosa plusvalenza considerati i circa 16 milioni complessivi spesi per acquistarlo dalla Fiorentina. La cessione di Salah è economicamente vantaggiosa e non del tutto drammatica sotto il profilo tecnico. Momo è stato senza dubbio importante per i suoi gol e soprattutto per i suoi assist, ma avrebbe potuto fare ancora meglio e non sempre è stato determinante nei momenti decisivi della stagione.

Salah, talentuoso ma discontinuo

Mourinho, al Chelsea, l’aveva bocciato ritenendolo un calciatore “divertente” ma non così incisivo e ingombrante nei valori assoluti. Per Spalletti era quasi essenziale. Salah è tutto o quasi. Può essere abbastanza, ma può essere anche niente. E’ un naïf di rilievo che va a folate. Ti trasporta, ti trascina, ma improvvisamente è capace di imprese al contrario, piantandoti sul più bello. Può aprirti una partita con le sue accelerazioni devastanti ed essere altrettanto discontinuo nel non saperla chiudere con la stessa capacità. Ti offre una sensazione di trionfo, ma poi spesso ti chiedi se sia ancora dentro una partita, sia in grado di viverla e combatterla fino in fondo.

Salah in partenza per la Coppa d'Africa

Salah in partenza per la Premier League

Salah ha bisogno di essere tirato come una fionda, deve trovare almeno 40 metri di spazio davanti a sé per esaltarsi. Ha un copione inconfondibile, uno solo però, come il suo piede sinistro. Un copione di un certo spessore, che fatica ad essere convincente quando si tratta di interpretare l’altra fase della partita, quella del non possesso palla, del sacrificio, di un modo di stare in campo che finora gli ha impedito di avere una carriera da top player. A volte dà l’impressione di assentarsi, si scollega facilmente dal gioco di squadra, ciondola talento qua e là, nonostante abbia genialate considerevoli. Salah, insomma, mancherà per la sua simpatia e per il suo apporto positivo ma non credo che senza di lui la Roma debba strapparsi le vesti o preoccuparsi eccessivamente.

Chi sostituirà l’egiziano?

La domanda ora è la seguente: chi prenderà il suo posto? Le possibilità del mercato sono molteplici e abbastanza variegate. Serve un esterno che sappia sostituirlo, ma non necessariamente un esterno della stessa tipologia dell’egiziano. Di Francesco ha avuto esterni alti differenti, prediligendo un fraseggio più completo, una via di mezzo tra l’attaccante e il cursore vero e proprio. Partendo dal presupposto che l’uno contro uno deve essere per un esterno il pane quotidiano, in giro c’è l’imbarazzo della scelta, soprattutto per il suo 4-3-3, che a quanto pare resta il modulo principale da stendere sul campo.

Berardi esulta per una rete

Domenico Berardi potrebbe essere l’uomo su cui scommettere. È giovane, con ampi margini di crescita e qualche eccesso caratteriale da limare. Tecnicamente non si discute. Anche lui, come Salah, è mancino, ma è più dentro la manovra. Calcia bene le punizioni e deve aumentare la resistenza atletica per compiere il salto di qualità definitivo. Deve trovare continuità subito per avere un peso specifico rilevante in una piazza come Roma. Non così facile da assicurare nel breve periodo, ma ci si può provare e lavorare, a patto che il costo del suo cartellino, sui 50 milioni, scenda immediatamente. Altrimenti, meglio lasciare che prendere.

Altri due elementi, invece, come Florenzi e Vitolo sarebbero non sicuramente delle garanzie, ma poco ci manca. Florenzi è più di un’opzione. È da valutare seriamente in quel ruolo in cui spesso e volentieri in passato ha saputo fare molto bene. Su di lui pesano l’incertezza e i dubbi legati al post infortunio. Se il ginocchio è a posto, però, lì in alto a destra potrebbe essere non solo un’alternativa ma un titolare certo.

infortunio legamento crociato

Alessandro Florenzi impegnato in Europa League

Come Vitolo, che rappresenterebbe il colpo vero e proprio di Monchi. Il calciatore del Siviglia è un portento atletico e tecnico. È nazionale spagnolo, ha esperienza, ha carattere e, sebbene sia un individualista nel DNA, ha un senso spiccato del gioco di squadra. Vitolo alla Roma sposterebbe di molto la qualità del gioco offensivo. Sarebbe il sostituto ideale di Salah e sarebbe la pedina ideale, strategicamente parlando, del calcio di Di Francesco. Lui, Perotti, El Shaarawy, Florenzi: quattro esterni di grande livello, in attesa magari di qualche altra sorpresa. Perchè con Monchi non si sa mai…

Vitolo in azione con la maglia del Siviglia