Maurizio Compagnoni

Una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Meglio che all’andata, quando contro gli stessi avversari le nostre squadre ottennero un pareggio e due sconfitte. Tutte e tre sono in corsa per la qualificazione. Anzi, Juve e Roma sono a un passo dal traguardo. E infatti nell’ultimo turno hanno brillato meno. Decisamente più convincente il Napoli che, non a caso, era la squadra messa peggio.

Questa premessa è utile per capire l’atteggiamento delle nostre squadre in Europa. Se possibile, almeno nella fase a gironi, giocano senza spingere sull’acceleratore, come se la partita di campionato in arrivo fosse più importante. Non è detto che sia una posizione censurabile. Prendiamo il caso del Napoli, che quest’anno ha capito di avere una grande chance di vincere lo scudetto. Normale che il grosso delle energie, fisiche e mentali, vada sul campionato. Resta il rammarico della partita di andata in Ucraina. Avessero fatto risultato all’esordio, gli azzurri avrebbero potuto giocare con meno tensioni le due partite con il Manchester City e ora sarebbero vicini alla qualificazione agli ottavi.

La Juve sta attraversando un momento molto delicato. Emblematico il paragone tra la netta vittoria sul Barcellona (con Messi e Neymar) in primavera e l’anonimo pareggio dello Stadium in questa edizione della Champions. Il problema è di autostima. All’epoca, quando la Juve schiantava il Barcellona, la squadra era convinta di poter battere chiunque. Quel secondo tempo di Cardiff ha minato alcune certezze. E qualche passaggio a vuoto in campionato, determinato da improvvisi cali di concentrazione, ha acuito il problema. Che resta soprattutto mentale, perché la rosa è comunque molto forte.

La Roma è cresciuta moltissimo rispetto alla partita di andata contro l’Atletico. Eppure all’esordio pareggiò, mentre questa volta ha perso. Normale conseguenza di un atteggiamento diverso, come ha sottolineato Di Francesco. Ma se la Roma, pur con qualche titolare fuori e una determinazione poco oltre il minimo sindacale, gioca per tre quarti di partita alla pari con l’Atletico, vuol dire che è in corso una crescita evidente. Anche se giocare al risparmio in Champions va sempre censurato.