Antonio Di Gennaro

Il Napoli non esce con le ossa rotte dalla trasferta di Manchester. Dopo i primi trenta minuti di gioco in cui gli azzurri sono stati resi inefficienti dal City, che ha giocato proprio come il Napoli, aggredendo con quantità e qualità, la reazione è stata importante. Certo il cammino in Champions si è un po’ complicato ma le occasioni avute nel secondo tempo e la capacità di restare in partita lasciano ben sperare per l’immediato futuro. Il Napoli ha dato la sensazione di preferire il campionato, competizione dove ha grandi possibilità di vincere. Questo però, non significa tralasciare la Champions: giocarla significa crescere sotto tutti i punti di vista. In questa ottica, la rinuncia ad Allan è un segnale che fa riflettere. Zielinski è un buon calciatore, probabilmente diventerà anche più forte del centrocampista brasiliano, ma in questo momento non ha né l’esperienza né la forza per prenderne il posto. Può sostituirlo, ma Allan resta più forte e funzionale nel centrocampo di Sarri, che comunque ha tantissime soluzioni. Non come in avanti, dove, dopo l’infortunio di Insigne, occorre agire con grande attenzione.

Intanto è già campionato e sabato arriva l’Inter per una sfida che non sarà decisiva ma è senza dubbio importante per le sorti immediate del campionato. La giornata di Champions lascia in eredità la sensazione che la Juventus possa tornare in qualsiasi momento e che la Roma non sia completamente fuori dai giochi. E in più c’è anche la Lazio. L’unica attardata è il Milan. Anche per questo il Napoli ha il dovere di sfruttare il fattore campo. Il campionato si deciderà nei mesi di marzo e aprile, quando vi saranno tantissimi scontri diretti. Fondamentale, dunque, presentarsi al rush finale in buona posizione e ottima condizione. In questo senso, forse è meglio dare un turno di riposo a Insigne. Il ragazzo ha giocato sempre e tutte le partite, anche in nazionale. Il suo infortunio non sembra grave ma non è il caso di rischiarlo. Una malaugurata ricaduta ne può compromettere parte della stagione. Le alternative, del resto, non mancano. Possono giocare sia Ounas che Zielinski, senza dimenticare l’opzione Giaccherini. Sebbene Insigne sia una pedina preziosissima nello scacchiere tattico del Napoli, il 4-3-3 di Sarri trova la sua forza nel gioco, oltre che nei singoli. Il meccanismo è collaudato. Servirà una grande partita contro l’Inter che, checchè se ne dica, non è solo fortunata, il che comunque non guasta. Spalletti le ha dato un’anima e un’identità.