Fernando Orsi

Mettiamo subito in chiaro una cosa: il mercato di gennaio si chiama “di riparazione” e non “di rafforzamento”, che si fa d’estate. Le sei big del nostro campionato dovranno perciò attendere la fase estiva per riparare agli errori grossi: al momento, gli è concesso solo il tempo di capire cosa in queste venti giornate di campionato non è andato.

Iniziamo la rassegna dal Napoli, sfortunato per i due infortuni di Milik e Ghoulam. La squadra di Sarri è alla ricerca di un esterno, che sia Verdi o Deulofeu. Verdi è sicuramente un bel progetto, ma Deulofeu è più di stagione e forse il suo arrivo avrebbe effetti immediati sul gioco dei partenopei: crea superiorità numerica e negli ultimi venti minuti spesso è risultato decisivo.

La Juve secondo me è a posto così. Emre Can a giugno, con Marchisio in partenza, sarebbe un gran colpo (considerando, poi, che Emre è a parametro zero). Per l’Inter c’è curiosità. Lisandro Lopez arriverà per completare una difesa che nelle ultime partite ha sofferto parecchio l’assenza di Miranda. I ragazzi di Spalletti trarrebbero incommensurabili vantaggi da un esterno con caratteristiche diverse da quelle di Candreva e Perisic, oltre a un giocatore bravo nell’uno contro uno che dia imprevedibilità alla fase offensiva.

La Lazio invece ha saggiamente rinforzato la difesa con Caceres. Dovrebbe forse pensare a un dodicesimo. Per il resto la squadra di Inzaghi deve capire se Di Gennaro è in grado di sostituire Leiva; in caso contrario, un vertice basso davanti alla difesa sarebbe necessario. Per la Roma il discorso è diverso. Bisogna vendere come minimo un pezzo importante prima di comprare. L’obiettivo è un terzino destro, il cui acquisto comporterebbe lo spostamento di Florenzi nel ruolo di esterno alto. Con la cessione di Bruno Peres, poi, la squadra di Di Francesco si metterebbe a posto. Discorso a parte per il Milan: la squadra ha avuto problemi in tutti i reparti, ma è in attacco che ha mostrato i maggiori scompensi. Non mi meraviglierei se Andrè Silva partisse per far posto a un attaccante, diciamo, più navigato.

Alla fine il mercato di gennaio partorisce quasi sempre un topolino. Sappiamo bene quanto tempo ci voglia in Italia perché un nuovo giocatore si ambienti, soprattutto in ambito tattico. Sono convinto che solo una piccolissima parte dei nuovi giocatori inciderà sul risultato finale. In attesa, poi, del mercato, quello vero, tenendo conto il mondiale di luglio: si preannuncia un’estate scoppiettante.