Maurizio Compagnoni

C’è un andazzo che non mi piace, ma che credo che sia inevitabile, almeno in questo momento. Mi riferisco allo strapotere contrattuale di alcuni calciatori, dietro la spinta di procuratori avidi e senza scrupoli. Calciatori che fanno le bizze, che addirittura si rifiutano di presentarsi in ritiro o agli allenamenti. Procuratori che fanno a gara a chi spara la bordata più grossa contro la malcapitata società che prova a resistere.

Alla base di tutto c’è l’impreparazione di alcuni dirigenti. Ci sono troppi sprovveduti in giro, gente che non si cura del fatto che un suo talento di sta avvicinando alla scadenza contrattuale. Direttori sportivi che dormono e presidenti che non capiscono come il valore di un proprio tesserato, avvicinandosi a fine accordo, va a ridursi drasticamente. In teoria nessun calciatore potrebbe essere avvicinato prima della scadenza del suo contratto, almeno non fino al primo febbraio. Se le federazioni fossero più rigide nel rispettare questa regola, le cose andrebbero meglio per le società. Sono poche quelle che chiedono l’autorizzazione preventiva. Il problema è come individuare tutti i contatti illeciti, praticamente impossibile, a meno di non mettere sotto controllo migliaia di utenze telefoniche.

Le società, comunque, potrebbero ridimensionare il problema agendo con lucidità e competenza. Se credi in un giocatore allungagli il contratto, anche se non sta giocando bene. Anzi, è proprio in quel momento che devi agire perché dai fiducia al giocatore, che può trovare nuovo slancio e autostima. Non solo, puoi anche strappare condizioni (per la società) più favorevoli. E se contattano un tuo giocatore con contratto lungo, magari offrendogli il triplo, non allarmarti. Perché se un club è disposto a spendere tanto per l’ingaggio può farlo anche per il cartellino, a patto che ci sia un contratto non a breve scadenza.

Tenere un giocatore controvoglia non è una buona idea. L’obiettivo deve essere quello di monetizzare il più possibile. Tanto, se hai idee e competenze, ne trovi quasi certamente uno più bravo a meno. Se invece di idee e competenze non ne hai, prenderai una fregatura. E se non ci sai fare è probabile che i più bravi te li porti troppo vicino alla scadenza. E allora per i procuratori diventa una vera pacchia. Ma la colpa, in primis, è della dabbenaggine di certe società.