Maurizio Compagnoni

Il Milan ha chiuso al sesto posto, l’Inter potrebbe (nella migliore delle ipotesi) chiudere al settimo. E’ stata una stagione negativa (un po’ meno per i rossoneri) la prima del calcio milanese made in China. Però i nuovi proprietari sono pronti a rilanciare. Quelli del Milan, peraltro, sono appena arrivati e quello attuale è ancora il Milan targato Berlusconi. Si leggono nomi altisonanti. Del resto la potenza economica di Suning è fuori discussione. Quella di Yonghoing Li per la verità alimenta qualche dubbio ma –occorre dire – i primi passi del neo proprietario rossonero sono interessanti. Inter e Milan hanno l’obbligo di essere ambiziosi. Per la storia dei due club e perché i nuovi proprietari sono sbarcati a Milano con il preciso obiettivo di puntare in alto. Però i Suning e Rossoneri Sport Investment Luxembourg non devono avere fretta.

Questa affermazione fa un po’ sorridere, considerando lo stereotipo che da sempre accompagna il carattere dei cinesi. Ma si sa che nel calcio la fretta troppo spesso è una cattiva consigliera. Credo che per arrivare nel più breve tempo possibile ai vertici sarebbe il caso di non mettere pressione e non pretendere subito la luna. Però è evidente che con pochi ritocchi mirati l’Inter (soprattutto) e il Milan potrebbero aumentare notevolmente la loro competitività. E pare che le due squadre milanesi stiano bussando con insistenza alle porte della Roma, con il sospetto che il club giallorosso sia costretto a fare qualche cessione pesante. Il primo obiettivo è Nainggolan. A chi serve di più? Secondo me al Milan perché in un centrocampo leggerino e un po’ compassato uno come il belga potrebbe determinare un salto di qualità clamoroso. Ma anche nell’Inter di Spalletti, dove il trequartista dovrebbe essere un incursore, uno come Nainggolan farebbe molto comodo.

Certo, è vero che la Roma qualcuno deve vendere ma se c’è un giocatore per cui a Trigoria farebbero le barricate è proprio il belga. Chi lo vuole, fanno filtrare dalla capitale, deve svenarsi. E non sono sicuro che le milanesi siano disposte a mettere sul piatto 50 milioni per un centrocampista di 29 anni. Più facile che all’Inter arrivi uno tra Rudiger e Manolas. Di Francesco utilizza la difesa a quattro e uno tra Manolas e Rudiger può partire, avendo già in rosa Fazio. Questo che vuol dire, che la Roma si sta ridimensionando a beneficio delle milanesi? Per nulla. Monchi a Siviglia ha dimostrato di essere molto abile a monetizzare dalla cessione dei pezzi pregiati e con i soldi ricavati ha quasi sempre costruito squadre più forti rispetto al passato. E’ evidente che il neo diesse della Roma non può contare sulle disponibilità economiche di Sabatini e Mirabelli. Il budget se lo deve costruire Monchi. Ma ha idee e competenze sufficienti per tenere il passo delle milanesi. A meno che Inter e Milan non si mettano a spendere nel modo giusto. E allora per le milanesi potrebbero aprirsi scenari molto interessanti, anche a breve.