Maurizio Compagnoni

Contro la Roma Vincenzo Montella ha schierato nove giocatori di movimento su dieci arrivati nel mercato estivo. L’unico titolare della passata stagione era Romagnoli oltre, ovviamente, a Donnarumma. Che il Milan, dopo sette giornate di campionato, possa non essere un blocco compatto è nella logica delle cose. Al momento la squadra di Montella appare forte con i deboli e debole con i forti. È chiaro che se il Milan non cambia passo, l’ingresso in Champions League é un miraggio. La squadra al momento é da sesto posto. Però siamo soltanto all’alba del campionato. C’è tempo per crescere.

Il problema è capire se Montella é il condottiero giusto per questa squadra e se i 200 milioni spesi in estate hanno consegnato all’allenatore una rosa realmente di alto livello. Perché si possono spendere tanti soldi e comunque andare incontro a un flop, se le operazioni di mercato non sono guidate da competenza e da una certa logica. Si guardi la Fiorentina che ha venduto alcuni big ma ha anche speso più di 80 milioni nelle ultime due sessioni di mercato e si ritrova, almeno per il momento, una squadra modesta.

La società ha sicuramente consegnato a Montella una rosa con tanti elementi di alto livello. Resta il dubbio che, con le stesse cifre, si potesse fare qualcosa di meglio. Certo, l’infortunio di Conti (giocatore ideale per l’attuale sistema di gioco) ha un po’ complicato i piani, ma Borini largo a destra, a tutta fascia, é una buona intuizione. Già, le intuizioni di Montella. L’allenatore deve scegliere la strada giusta e buttarsi su quella. È partito con il 433, poi, dopo la batosta contro la Lazio all’Olimpico, ha virato sul 352. Montella è sicuro di aver imboccato la strada migliore. Guardando i risultati qualche dubbio è lecito.

Intanto la squadra incassa più gol: sei nell’ultima settimana contro Sampdoria, Rjieka e Roma, giocando due volte in casa. Bonucci fatica a tre e a quattro, Suso col nuovo sistema di gioco si immalinconisce in panchina. Montella deve schiarirsi le idee e farlo in fretta, perché dopo la sosta arriva il derby. Una soluzione tattica alternativa? Ce ne sono, come il 4-3-1-2 con Calhanoglu trequartista, o il 4-5-1 con Suso e lo stesso Calhanoglu larghi. Oppure un sistema col doppio centravanti e due tra Suso, Borini, Calhanoglu e Bonaventura esterni. Sarebbe il vecchio 4-4-2, che una volta veniva sempre usato nei momenti di difficoltà. Chissà che il ritorno all’antico non possa rappresentare la svolta.