Maurizio Compagnoni

Il poco attivismo del Napoli sul mercato non va interpretato come un segnale negativo. Credo invece che tutto sia riconducibile a una strategia precisa che è condivisibile pur con un paio di dubbi. Il Napoli ha una squadra forte, una base solida con un’età media relativamente bassa e consistenti margini di crescita in diversi giocatori, soprattutto a centrocampo. Se in questa stagione due tra Zielinski, Diawara e Rog dovessero fare un salto di qualità, per Sarri sarebbe festa grande. È bene ricordare che il Napoli ha chiuso l’ultimo campionato a 86 punti, facendone 48 nel girone di ritorno, quando ha viaggiato con un passo da scudetto. Questo vuol dire che la squadra e già molto competitiva e a inizio mercato la vera priorità età quella di prolungare il contratto di Mertens, cosa puntualmente accaduta.

Mertens,  tra i cannonieri della scorsa Serie A

Il Napoli non ha bisogno di essere stravolto. Sta già bene così. Ha bisogno di qualche intuizione, di portare alla corte di Sarri qualche talento non troppo conosciuto ma in grado di contribuire alla crescita della squadra. In quest’ottica si inserisce l’operazione Ounas anche se personalmente, pur riconoscendo il talento calcistico del giocatore, ho qualche perplessità sull’adattamento al calcio italiano. Forse in difesa un colpo di mercato farebbe comodo, magari senza svenarsi. Un difensore centrale tipo il belga Engels o un terzino destro. Un nome? Magari il brasiliano Maike, che sembrava dovesse diventare il nuovo Maicon. Poi si è smarrito ma non può essersi imbrocchito. E sarebbe un’ottima alternativa a Hysaj. Ma resta il fatto che il Napoli, così com’è, è già competitivo. E non aver venduto nessun big e già un successo.