Maurizio Compagnoni

La vera domanda è: ma come ha fatto Conte a battere la Spagna all’ultimo europeo? Che l’attuale allenatore del Chelsea in Francia fece un piccolo capolavoro era opinione unanime. Ma dopo la lezione che la Spagna ci ha dato al Bernabeu, quel 2 a 0 che ci proiettò ai quarti ha dell’incredibile. La verità è che la Spagna è nettamente più forte. In 24 ore ci hanno rifilato un doppio 3 a 0, Under-21 compresa. La mossa di Ventura si è rivelata sbagliata, il 4-2-4 inadeguato. Il centrocampo è andato subito in sofferenza. Ok, ma siamo sicuri che con un centrocampista in più sarebbe andata diversamente? Non scherziamo. Non avremmo visto palla comunque.

Gli spagnoli erano più forti, più motivati, più pimpanti atleticamente. Sento di critiche copiose a Ventura per il sistema di gioco. Ma se gli altri sono più bravi e corrono di più c’è poco da fare. Invece Ventura dovrebbe spiegare perché gli spagnoli avevano più garra, più voglia di vincere. Mentre sarebbe interessante capire perché gli spagnoli avevano una marcia in più pur essendo la stagione iniziata in contemporanea. La Spagna gioca spesso di prima, con idee chiare. Gli azzurri anche a quattro tocchi, senza saper cosa fare con la palla. Credere che con il 4-3-3 sarebbe andata diversamente è da ingenui.

La Spagna è più forte ma la cosa grave è che l’Italia in questo momento non è squadra. Avevo scritto che la partita del Bernabeu avrebbe rivelato la consistenza della nostra nazionale in vista del mondiale. Ebbene, non dobbiamo preoccuparci dello spareggio di novembre, ma dobbiamo allarmarci sul valore della nazionale e della reale competitività internazionale di qualche nostro talento. Pur superando lo spareggio, arrivare con questa consistenza al mondiale significherebbe rassegnarsi a un ruolo marginale. Però c’è tempo per migliorare, senza illudersi che sarebbe sufficiente mettere un centrocampista in più per tornare competitivi. Magari fosse così facile.