Maurizio Compagnoni

Le milanesi annaspano clamorosamente. In due hanno fatto 7 punti nelle ultime 6 giornate. Il che significa 7 punti in 12 partite. Un rendimento inaccettabile anche se ci sono delle cause precise, al di là delle carenze strutturali di cui parlerò nella seconda parte del pezzo.

Inter e Milan in crisi: cause e rimedi

Inter e Milan hanno smarrito le motivazioni. In realtà le ha smarrite soprattutto l’Inter. La svolta in negativo è rappresentata dalla partita con la Sampdoria: a fine primo tempo l’Inter, giocando bene, era in vantaggio. Nella ripresa ha smesso di giocare, ha subito la rimonta e, con la sconfitta, è uscita, di fatto, dalla corsa a un posto in Champions League. Da quel momento l’Inter ha infilato una brutta figura dietro l’altra con il sussulto di orgoglio nel derby con il Milan anche se il pari, subito nel recupero, ha contribuito a deprimere ulteriormente l’ambiente. Che l’Inter potesse accusare un calo, una volta svanito l’obiettivo Champions, era nella logica delle cose. Ma un crollo così è uno schiaffo alla storia della società e alla passione dei tifosi.

Nel caso del Milan il calo di motivazioni è stato meno netto, anche se lo scivolamento in classifica ha comunque determinato un approccio meno reattivo alle partite. Tutto questo, comunque, in misura inferiore rispetto all’Inter. Ai rossoneri sono venuti meno entusiasmo e autostima. A inizio stagione alcuni risultati positivi avevano creato una magia che aveva portato il Milan a raggiungere posizioni di classifica che andavano oltre i propri limiti. Con la squadra che si è immalinconita, tutto è diventato in salita.

COSA FARE?
Entrambe le milanesi hanno bisogno di rinforzi. Giocatori di grande livello, ma non solo. E’ inutile che l’Inter continui ad accumulare centrocampisti con caratteristiche più o meno simili. Più che inseguire colpi di mercato glamour come Gabigol o Joao Mario la società deve individuare un allenatore che sia anche un po’ manager e trovare giocatori che siano funzionali alla sua idea di gioco. All’Inter servono tre difensori ma, più di tutti, un leader a centrocampo. Al Milan serve di più. Su tutti un leader a centrocampo (stessa esigenza dell’Inter) e un grande attaccante. Ma non solo. Dell’attuale rosa solo Donnarumma e Romagnoli sono all’altezza di un Milan che possa tornare ai fasti del passato. Ci possono stare Deulofeu (ma non c’è diritto di riscatto), Bonaventura, Abate e Suso. De Sciglio ha bisogno di cambiare squadra, Locatelli di fare esperienza. Degli altri qualcuno può restare per la panchina. Ma al Milan servono almeno sei titolari. Stanno per arrivare Kessie, Gaston, Rodriguez e Musacchio. E’ sicuramente un buon inizio. Ma, ovviamente, non può bastare.