Maurizio Compagnoni

La rinascita del Milan nel derby di Coppa Italia ha una motivazione inconfutabile che si chiama aspetto mentale. È il motore che può trasformare una squadra allo sbando in una squadra vera. E quando l’aspetto mentale è deficitario può svilire oltre ogni logica il potenziale tecnico. Il Milan era in ginocchio, una nave malconcia nel mare in tempesta, incapace di prendere una direzione. In campionato stava regalando punti a chiunque avesse un minimo di compattezza. Poi è arrivato il derby, nel momento in cui la squadra aveva toccato il fondo. Una specie di ultima spiaggia capace di far recuperare al Milan quelle motivazioni feroci che sembravano smarrite.

Ora è chiaro che non basta una vittoria, per quanto prestigiosa, a rimettere le cose a posto. I problemi ci sono e molti non sono di facile risoluzione. Il mercato non è stato quel disastro dipinto da molti, ma di sicuro non è stato un buon mercato. Del resto il derby lo ha risolto un ragazzo del vivaio come Cutrone. Innescato da Suso, che era già del Milan. Ora è fondamentale per Gattuso che la squadra ritrovi anche in campionato non solo le motivazioni smarrite, ma anche entusiasmo e autostima. Non sarà semplice perché il quarto posto è lontanissimo. E un conto è affrontare un derby con l’obiettivo di una semifinale di Coppa Italia, un altro giocare contro una squadra che lotta per non retrocedere e non avere reali motivazioni di classifica. In questo dovranno essere bravi Gattuso e i dirigenti rossoneri.

L’Inter ha infilato una serie negativa imprevista. Che Spalletti fosse destinato ad accusare una frenata era inevitabile, che perdesse consecutivamente con Udinese, Sassuolo e un Milan che sembrava in disarmo ha del clamoroso. È come se la squadra si fosse seduta dopo aver travolto il Chievo e pareggiato con la Juventus. Come se avesse perso l’effetto sorpresa e la squadra si fosse un po’ imborghesita. Ora diventa fondamentale la sfida con la Lazio. E per tanti motivi. Innanzitutto l’Inter non può permettersi una quarta sconfitta consecutiva, che farebbe precipitare nel panico un ambiente solo due settimane fa in preda all’euforia dilagante. E poi perché la Lazio è l’avversario numero uno nella corsa a un posto Champions, che rimane il vero obiettivo dell’Inter. La Lazio è a quattro punti ma deve recuperare la partita in casa con l’Udinese. Teoricamente, è a un solo punto. All’Inter però potrebbe andar bene anche un pari. In questo momento per Spalletti l’obiettivo primario e arrestare la caduta.