Riccardo Gentile

DM, oggi per tutti e non solo a Napoli si legge Dries Mertens. Non sono poi così tanti i personaggi noti con quelle iniziali. Andando a memoria non si può non pensare a Dean Martin, che nel 1954 pubblicò “That’s amore”: guarda caso un elogio  per Napoli, la pizza e la tarantella.

Dean Martin e la sua That's Amore, simbolo di tutti gli italoamericani

Dean Martin e la sua That’s Amore, simbolo di tutti gli italoamericani

Mertens come Modugno, Meneghin, Demi Moore…

Il mitico Domenico Modugno, forse quel vecchio Frack sarebbe cascato a pennello sulle spalle di Dries Mertens. Di sicuro avrebbe avuto bisogno di qualche taglia in meno rispetto al più grande cestista nella storia del basket italiano, Dino Meneghin: 37 anni e 35 cm in più rispetto al calciatore del Napoli e una bacheca personale  neanche lontanamente paragonabile a quella del belga. Il genio di Mertens poi, che per larghi tratti della sua carriera è apparso fin troppo discontinuo, è molto più assimilabile alla parabola professionale dell’attore inglese Dudley Moore. Le sue meraviglie in campo, come il quarto gol al Torino, alla splendida Demi Moore.

DRIES MERTENS TRA LIPSIA E DEPECHE MODE
Per ultimi, ma non in ordine di importanza, i mitici Depeche Mode che nel 2017 torneranno ad esibirsi per tutta Europa. Non a Napoli, ma solo a Milano, Bologna e Roma. Il 27 maggio suoneranno a Lipsia, in concomitanza con l’ultima di campionato della nostra Serie A. Mertens chiuderà la sua stagione a Genova contro la Samp, a 10 anni esatti dalla promozione del Napoli di De Laurentiis e Reja. Un verdetto che arrivò grazie a un pareggio colto proprio a Marassi. A Lipsia, quest’anno per la prima volta in Bundesliga, c’è un club che sogna l’impresa contro i giganti del Bayern. A Napoli, c’è ancora chi non ha perso le speranze di riagganciare in vetta i giganti della Juve. E per arrivare fin lì, un città intera ha deciso di farsi guidare da un meraviglioso finto nove  di 1 metro e 68. Personal Jesus, come canterebbero i Depeche Mode.