Stefano Impallomeni

Ha fatto discutere, e non poco, nella passata stagione. Continua a far  discutere anche adesso, nonostante in campo  molto, e non qualcosa, sia cambiato. I tifosi, alcuni, gli rimproverano ancora mollezza e poca determinazione. Potrebbe far di più, e meglio, dicono. Eppure rispetto a un anno fa, Edin Dzeko ha saputo ribaltare un mondo, soprattutto il suo. I 20 gol stagionali parlano da sé e azzerano ogni scetticismo, legittimando un valore incontrovertibile. Edin Dzeko non è un calciatore qualunque. Non lo è mai stato. Non sarà un fuoriclasse, ma non è neanche l’ultimo arrivato.

Dzeko: una carriera di successo

Lo ha dimostrato in carriera, vincendo con le maglie di Wolfsburg e City, lì dove la vittoria era un fatto quasi inedito. Ed è lì, da quelle parti, che è riuscito ad emergere, a farsi notare; lasciando un segno, facendo una caterva di gol in Germania e decidendo il giusto in Inghilterra. E che sia stato dall’inizio o in partita in corso ha fatto poca differenza. Dzeko è uno che non passa mai inosservato, è difficilmente marcabile, in una partita si fa sentire. Tutti gli allenatori gli hanno dato una fiducia sostanziale, non di ripiego. O da titolare o da riserva, è sempre stato un fattore che ha determinato. Quasi sempre, anche quando in primo piano sono emerse le facili occasioni divorate, appuntamenti falliti e comodi, con il gol. In ogni caso, il bosniaco ha avuto spesso il merito di essere dentro un’azione, disposto a ribaltare un destino all’interno dell’area di rigore, la riserva di caccia di un bomber. Dzeko, in quella zona, ha pochi rivali in Europa. Ha oltre il 70% di realizzazione, e a mio avviso non è neanche una prima punta. Con il Cagliari l’ultima prova che testimonia un’abitudine. E non dimentichiamoci che ha ancora notevoli margini di miglioramento. Usa il sinistro quasi come il destro. Può fare una differenza anche dalla distanza. E ha doti non comuni per un attaccante. Sa distribuire il gioco e ha la capacità di impegnare un reparto. Aveva sorpreso lo scorso anno, non segnando come in questa stagione. Dzeko segna e sbaglia come ha sempre fatto in carriera. Dzeko è questo. Non è un attaccante da una palla toccata e un gol, tipo Higuain o Batistuta. Ma è un attaccante di valore, abbastanza completo, funzionale soprattutto in contesti di gioco ben prestabiliti.

ALL’OLIMPICO HA TROVATO LA SUA CASA
Dzeko non è un più un sunto di buone intenzioni, errori grossolani e occasioni mancate. Nella Roma è un punto di riferimento costante e soprattutto ancora non del tutto espresso. Dzeko, si dirà, raccoglie meno di quanto semina. Ha bisogno di due, tre occasioni per legittimare le sue enormi potenzialità, è vero. Ma lo trovi dentro la partita, insieme con la squadra, all’interno dello svolgimento di una vittoria. Dzeko  è ormai di casa, in tutti i sensi. Allo Stadio Olimpico ha messo a segno  14 dei suoi 20 gol complessivi, 10 su 14 in campionato. E’ il giocatore, al pari di Messi, che ha segnato più gol in gare casalinghe tra i maggiori campionati europei . Abbastanza, anzi parecchio, per dire che Dzeko è intoccabile. E’ il fine che giustifica i mezzi.