Fernando Orsi

A voler ragionare su certezze e garanzie, il giovedì di Europa League è stato sicuramente proficuo per le italiane. La Lazio, complice la matematica, conquista la fase a gironi del torneo. Non che la notizia ci colga di sorpresa: la banda di Inzaghi, con la vittoria di ieri, ha incrementato la sua striscia positiva ottenendo la nona vittoria consecutiva, tra campionato e coppe.

Una tempesta in movimento, questa Lazio, che nonostante un gioco non proprio brillante è riuscita a portarsi a casa l’ennesimo trionfo, fatto di grinta e tenacia. Semmai, la prova di ieri è stata la conferma del bel momento dei biancazzurri, che in questi ultimi tempi stanno esprimendo una squadra esemplare sotto il punto di vista del gioco e della personalità, ma soprattutto una mentalità vincente, da primi della classe.

L’Atalanta del Gasp, poi, è a un passo dalla qualificazione matematica: la testimonianza di una concentrazione e di una personalità invidiabili, considerando che in campionato non sta di certo ripetendo i risultati dello scorso anno. L’organico della Dea non è di primissima eccellenza, ma va a Gasperini il merito di essere riuscito a valorizzarlo e a dare risalto a giocatori sconosciuti ai più (e basterebbero anche solo questi motivi per convincere i piani alti ad affidargli una squadra di primo livello).

Discorso diverso per il Milan. Anche se la sua qualificazione è dietro l’angolo, i ragazzi di Montella non riescono ancora a convincere (per quel che ho visto, ieri hanno giocato un primo tempo orribile) sia sul piano del gioco che su quello delle scelte tecniche (Cutrone e Andre Silva mi sembrano sempre troppo distanti dall’area di rigore).

Torno a ripetere che il Milan manca di personalità. Si è detto che ci vuole tempo, che i giocatori sono tanti e nuovi. Eppure è netta l’impressione che la squadra più di così non possa fare, basti pensare agli scontri diretti affrontati in campionato, tutti persi. La distanza dal quarto posto è ampia e mi viene da dire già adesso che solo un mezzo miracolo (più concretamente: un drastico cambio di rotta) può aiutare i rossoneri a raggiungere gli obiettivi prefissati a inizio anno.

Detto ciò, il ranking UEFA lo stiamo tenendo su con i risultati in Europa League. Di questo sì che c’è da sorprendersi: mica avranno finalmente capito che questa competizione è importante, non soltanto in termini di prestigio, ma anche in termini di economia e visibilità?